Vinsanto e mazzafegato, le due eccellenze altotiberine che rappresentano l'Umbria in Italia - Tuttoggi

Vinsanto e mazzafegato, le due eccellenze altotiberine che rappresentano l’Umbria in Italia

Davide Baccarini

Vinsanto e mazzafegato, le due eccellenze altotiberine che rappresentano l’Umbria in Italia

Dom, 18/04/2021 - 12:00

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Entrambi i presidi protagonisti dei video realizzati dalla Regione Umbria per il progetto "Alle radici del gusto" e portati al Salone del Gusto di Torino

Eccellenze agroalimentari da “presidiare”: vinsanto affumicato e mazzafegato dell’Altotevere protagonisti nei 6 video realizzati dalla Regione Umbria in collaborazione con Slow Food.

La Regione Umbria ha raccontato le storie di 6 presidi con una miniserie intitolata “Alle Radici del Gusto”, inserita nel palinsesto di Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione d’Italia dedicata al cibo buono, pulito e giusto

Una notizia importante – sottolinea l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carlettiche testimonia il lavoro sinergico portato avanti con passione e tenacia, prima di tutto dai produttori sempre disponibili a migliorare le eccellenze del territorio, insieme alle istituzioni, in particolare con lo storico punto di riferimento, il dirigente nazionale di Slow Food Umbria Sergio Consigli, valore aggiunto di questo percorso unitario di valorizzazione dei nostri prodotti agroalimentari di punta”.

Accanto alla Fagiolina del lago Trasimeno, alla Fava Cottora dell’Amerino, dalla Roveja di Civita di Cascia, al Sedano nero di Trevi, spiccano dunque il Vinsanto affumicato (con Chiara Filippi di “Miniera di Galparino”) e il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere (con Cesare Lucaccioni): sono queste le 6 produzioni Slow Food fra le 10 che vanta l’Umbria, presentate con video di circa 5 minuti ciascuno, fruibili per tutto lo svolgimento della manifestazione e pubblicati anche su Umbria Agricoltura, canale di comunicazione del PSR (Programma di sviluppo rurale, 2014-2020 dell’Umbria).

L’edizione 2020/2021 di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio dei Ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente, si è proposta in modo rivoluzionario, in risposta alle nuove esigenze imposte dal Covid-19. A partire da ottobre 2020, fino ad aprile 2021, sta coinvolgendo tutti i Paesi della galassia Slow Food, mettendo in campo tecnologie digitali, eventi fisici diffusi e nuovi format in cui anche l’Umbria si è ritagliata uno spazio di rilievo.

In diverse occasioni, a partire dalla Mostra del Tartufo, questi due prodotti di eccellenza, vinsanto affumicato e mazzafegato, sono stati protagonisti assoluti dei nostri progetti di valorizzazione del territorio, che grazie a Slow Food, con appositi laboratori e percorsi del gusto, ci hanno consentito di raggiungere mercati di nicchia e ambiti anche internazionali. Questo progetto realizzato dalla Regione ne è la testimoninaza concreta”, ha concluso Carletti nell’auspicare, appena le norme anti Covid lo consentiranno, la ripresa in presenza delle principali manifestazioni fieristiche del comparto agro-alimentare e allevatoriale “che hanno reso famosa Città di Castello in ambito nazionale”.


Dalla Corea del Sud per degustare il Vinsanto affumicato dell’Alta Valle del Tevere


Il progetto Presidi di Slow Food – ha precisato Sergio Consiglivuole salvaguardare la biodiversità, salvando tecniche e piccole produzioni gastronomiche che rischiano di scomparire. Questo progetto ha riconosciuto 600 Presidi nel mondo, di cui oltre 200 in Italia e 9 in Umbria, di questi ultimi due sono altotiberini: il Mazzafegato e il Vinsanto. Chiara Filippi, produttrice, e Cesare Lucaccioni, macellaio ci accompagnano nella bella narrazione dei due Presidi dell’Altotevere. Il lavoro e l’impegno di Slow Food e delle sue Comunità hanno permesso di “salvaguardare” due prodotti e riportati all’attenzione della enogastronomia mondiale”.

Il riconoscimento di “Presidio del Vinsanto e del Mazzafegato” è solo una tappa dell’azione che Slow Food sta intraprendendo per preservare efficacemente natura, territorio e storia della nostra vallata all’insegna del cibo ” buono, pulito, giusto e per tutti”, ha concluso Consigli.

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