No a lottizzazione lago Teodorico, niet a convenzione Colacem, convocato AU farmacie | Giunta in affanno, Pd arranca - Tuttoggi.info

No a lottizzazione lago Teodorico, niet a convenzione Colacem, convocato AU farmacie | Giunta in affanno, Pd arranca

Carlo Ceraso

No a lottizzazione lago Teodorico, niet a convenzione Colacem, convocato AU farmacie | Giunta in affanno, Pd arranca

Lun, 29/06/2026 - 22:57

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Dunque, dove eravamo rimasti?, parafrasando il mai dimenticato Enzo Tortora, per riportare dei tanti, troppi fatti accavallatisi in una manciata di ore, tra clamorose votazioni (come quella di giovedì scorso con il “no” all’edificabilità della terra prossima al laghetto di presunta costruzione teodoriciana), “pesanti” mozioni (quella odierna per il divieto di rinviare la concessione della cava ex Cementir al gruppo Colacem), la convocazione urgente dell’amministratore unico delle Farmacie comunali, le strigliate sulla gestione dei parcheggi e le immancabili gaffe nelle relazioni istituzionali.

No a lottizzazione, pronto il ricorso

Partiamo così dalla madre di tutti i problemi dell’attuale Giunta, la pratica che ha messo più di ogni altra situazione in crisi l’intera maggioranza a trazione Pd-M5S-Civici Umbri e Ora Spoleto, quella della lottizzazione dell’area di Madonna di Lugo su cui il Tar dell’Umbria aveva imposto al Consiglio di esprimersi palesemente (quello della giunta De Augustinis preferì astenersi in blocco, con il voto che venne interpretato, errando, “contrario”).

Per cercare di salvare capra e cavoli, pardon di “mediare”, per usare le parole delle consigliere   piddine e pentastellate, la genialata sarebbe stata quella di richiedere a Regione e Soprintendenza un vincolo su gran parte dell’area così da portarla da più di 10mila metri quadrati a poco più di 4mila, cui aggiungere, alla già votata mozione per il vincolo (su proposta di Filippi di CU), l’emendamento di fissare l’indice di edificabilità (a firma M5S, Pd e CU) allo 0,4. Così, mentre si doveva adottare un provvedimento tipico dell’iter per il Prg “strutturale”, la maggioranza decideva di esprimersi, senza aver ricevuto alcuna risposta da Palazzo Donini e della Soprintendenza, anche su un emendamento che apparterrebbe alla fase Prg “operativo”. Più che una “mediazione”, una pezza peggio del buco. Il tutto per non disperdere l’appello delle associazioni ambientaliste (che oltre all’aspetto archeologico, hanno rivendicato il valore paesaggistico e faunistico dell’area) a cui, per ragioni diverse, hanno risposto tanto M5S con Ora Spoleto, quanto l’intera opposizione (Alleanza civica, Fd’I, Lega, Obiettivo Comune, Spoleto 2030 e Spoleto Futura). I primi per motivi di contrarietà all’uso di suolo – dimenticati i nuovi supermercati come Md, Conad, ampliamento Liceo, il costoso palasport da 400 posti, eccetera -; i secondi perché quel Prg, partito con l’ultima giunta Brunini per una città di 50mila abitanti (quando erano appena 40mila), non è più in linea con la realtà (prossima a 35mila residenti).

Screenshot

L’emendamento dei pentastellati passa, ma al momento di votare la pratica, quella di cui alla sentenza del Tar e che non ha ancora l’auspicato vincolo, la situazione si ribalta, dimostrando qualche coerenza tra i maggiorenti, ma una spaccatura politica che dovrebbe convincere ad altre azioni: dopo una seduta fiume, terminata quando erano le 23, contro la lottizzazione si schierano Alleanza civica (Dottarelli e Profili), Fd’I (Cretoni), Lega (Imbriani), Obiettivo Comune (Grifoni), Spoleto 2030 (Catanossi), Spoleto Futura (Bececco), insieme ai maggiorenti di M5S (Bonanni e Morganti), Ora Spoleto (Coltorti), Civici Umbri (Enzo Alleori) e del Pd (Giampiero Calabresi). A favore della lottizzazione votano il sindaco Andrea Sisti, Vania Buffatello, Egisto Fede, Nadia Fibraroli, Mrica Lleshaj, Guerrino Lucentini, Arianna Panetti e Marco Trippetti del Pd, Daniele Filippi e Francesca Maso di Civici Umbri. Usciti dall’aula, in momenti diversi, i membri di Insieme per Spoleto (Cintioli, Loretoni e Piccioni). 12 a 10, Spoleto “non approva”.

La delibera del Consiglio di marzo 2025

Che sarebbe legittimo, se non fosse che il legale della famiglia proprietaria, l’avvocato Massimo Marcucci, sta per impugnare (per la terza volta) la pratica al Tar perché il Consiglio si era già espresso il 27 marzo del 2025, dichiarandosi invece favorevole, deliberando (testuale) di “adottare il documento istruttorio; di accogliere l’osservazione presentata nel marzo 2019, di trasmettere l’atto alla Regione dell’Umbria per il pare di propria competenza”.

13 erano stati i favorevoli (Sisti, Maso, Filippi, Trippetti, Lucentini, Fibraroli, Lieshaj, Buffatello, Panetti, Palazzi, Cintioli, Piccioni e Loretoni), 9 contrari (Bonanni, Morganti, Coltorti, Grifoni, Profili, Dottarelli, Cretoni, Catanossi e Imbriani). Insomma, ai giudici amministrativi non mancherà ancora lavoro da Spoleto, sempre più terra del tutto e del suo contrario.

Cava Cementir, “no” a rinnovo concessione

Partiamo dalla fine della giornata odierna che ha registrato un nuovo colpo di scena, con il Consiglio comunale che ha dato mandato al sindaco (e agli assessori competenti Giovanni Angelini Paroli, assente in aula come il primo cittadino, e Agnese Protasi) di non rinnovare la convenzione per la concessione della cava di San Martino in Trignano al gruppo Colacem se non sarà, finalmente, consegnato il Piano industriale.

Quello atteso da quattro anni, più volte richiesto dall’opposizione – Dottarelli e Profili hanno fatto svariati accessi agli atti -, persino oggetto di un atto ispettivo che stamani gli uffici comunali non si ritrovavano (eccolo qui, sotto forma di interrogazione, datata 10 febbraio 2025). Merito di Spoleto 2030 del capogruppo Diego Catanossi che ha depositato una mozione che, obtorto collo, anche i dem hanno dovuto sostenere, visto che, allo stato, è emerso chiaramente come l’amministrazione sia rimasta a guardare per più di 4 anni.

L’emendamento del Pd

Addirittura il capogruppo Lucentini ha preteso e ottenuto (troppa grazia) un emendamento “a non rinnovare la convenzione per la cava in assenza di un piano industriale dell’azienda”.

Il tutto votato all’unanimità: un indirizzo-impegno al quale la Giunta – che a quanto è venuto fuori durante il dibattito in aula incontrerà i vertici del gruppo cementiero mercoledì prossimo – non potrà sottrarsi.

Il Consiglio Comunale di Spoleto ha approvato la mozione presentata dal nostro gruppo in merito alla situazione dell’area ex Cementir di Sant’Angelo in Mercole e della cava di Santo Chiodo” scrive Catanossi “La mozione impegna la giunta a richiedere formalmente all’azienda la presentazione di un piano industriale. Non solo: richiede che venga accertato il rispetto delle prescrizioni contenute nelle determine sull’utilizzo della cava, soprattutto per ciò che concerne la viabilità dei mezzi pesanti. L’emendamento presentato dal PD, che impegna l’amministrazione a non rinnovare la convenzione per la cava in assenza di un piano industriale, diviene rafforzativo di quanto già espresso dalla mozione.

Dispiace per l’assenza del sindaco durante la discussione di un tema che riteniamo dirimente per la città e su cui c’è stato troppo silenzio in questi anni. Confidiamo ora che la giunta, forte del mandato ricevuto dal Consiglio Comunale, mantenga gli impegni assunti”.

La discussione ha visto parole pesanti a tutto tondo – quando mancavano comunque 12 consiglieri su 25 (…) -, dalla Coltorti che ha evidenziato i ritardi clamorosi, alla Dottarelli che si è detta “non molto interessata al Piano industriale quanto a comprendere come l’azienda intenda investire sul territorio spoletino”, a Cretoni che resta “ancora in attesa del tanto invocato piano di riqualificazione dell’area”: Assente in blocco il gruppo di Cintioli & Co.

Anche questa pratica dimostra non solo come l’amministrazione sia in affanno, ma come il primo partito cittadino (Pd) stia tardivamente cercando di strigliare il board, facendo intuire anche a prossime alleanze in vista delle elezioni di maggio 2027: non si spiegherebbero altrimenti gli ormai continui “colpi bassi” alla governance che il piddì approva preventivamente ora con Insieme per Spoleto (laghetto), ora con Spoleto 2030 (Cementir), passando mozioni e inversioni di punti all’ordine del giorno. Prove di dialogo che difficilmente potrebbero registrare un ampliamento del già troppo “largo campo”, quanto a una netta recisione con vecchi alleati per l’ingresso di nuovi. Solo il tempo potrà confermare o smentire.

Parcheggi, Farmacie, Relazioni

All’unanimità dei presenti era stata poco prima approvato il Regolamento per “la gestione del Servizio accompagnamento al lavoro – Zona sociale 9 della Regione Umbria”, un documento importante per le categorie di cittadini meno fortunati.

La seduta si era aperta con le Comunicazioni di Giunta e Consiglio. Di rilievo l’affondo di Profili (Ac) sulle recenti vicende delle Farmacie comunali, più precisamente su certe affermazioni del suo amministratore unico, per il quale è stata richiesta stamani la convocazione d’urgenza davanti alla capigruppo al fine di chiarire diversi aspetti.

A 360 gradi le critiche alla gestione dei parcheggi che stanno interessando i turisti in visita alla città e agli spettacoli del Festival, ma anche gli stessi spoletini tornati a passeggiare lungo le vie del centro. Una situazione sulla quale l’assessore Cesaretti ha promesso di intervenire quanto prima. Mentre il sindaco si è dichiarato entusiasta della partenza del Festival e di come la città risulti “ordinata e senza criticità, ieri ho girato fino alle 3 per il centro e posso considerarmi soddisfatto”.

Il capogruppo Paolo Piccioni è tornato sulla mozione per la sfiducia dell’assessora Albertella, precisando che si tratta di un mero atto politico (il Tuel e il Regolamento comunale non prevedono richieste di dimissioni se non nei confronti del sindaco) nei confronti di un membro della giunta che ha fallito il proprio lavoro, almeno per quanto il nuovo Prg “che la stessa Albertella aveva promesso per giugno 2023”.

Non da ultimo l’affondo del vice presidente Grifoni che, a nome di tutta l’opposizione, ha stigmatizzato la gestione del’incontro di ieri l’altro, sabato, quando il Comune ha ricevuto la visita dell’amministrazione di Lezha (Albania) con cui è stato da poco siglato il gemellaggio. Il protocollo prevedeva un primo incontro tra amministratori e, a seguire, il saluto al Consiglio comunale. Ma al momento di aprire le porte al primo, i consiglieri di Pd-M5S, CU e Os sono stati ammessi, gli altri hanno dovuto attendere in Aula. Grifoni ha anche sottolineato come il d.a. Daniele Cipriani non abbia ancora incontrato il Consiglio comunale. Su questo se la memoria e il protocollo non difetta, ci sarebbe da dire che Cipriani aveva fissato una data per incontrare i vari organismi cittadini, peccato solo che l’orario scelto coincideva con un Consiglio comuunale. Quando si dice che tra uffici (del Palazzo) non ci si parla.

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