I “capi d'imputazione” al Sindaco Benedetti ed la sua giunta sono gli stessi enunciati nelle conferenza stampa del 17 gennaio scorso. Le difficoltà, a voler usare un eufemismo, per l'elezione di Patrizia Cristofori a Presidente del Consiglio comunale, sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. E così l'opposizione mantiene la “promessa minaccia” e presenta la mozione di sfiducia nei confronti di Sindaco e Giunta, in un documento che riporta le firma di tutti e 13 gli occupanti degli scranni di minoranza in Consiglio.
Ecco il testo integrale del documento:
“I gruppi di opposizione del Consiglio comunale presentano la richiesta di sfiducia del Sindaco e della sua giunta, in seguito alla manifesta situazione politico/amministrativa palesata nella gestione dell'Amministrazione della città di Spoleto.
Premesso che:
Sono mesi che la città è costretta ad assistere all'avvilente spettacolo che vede i partiti di maggioranza in una squallida azione di conquista di poltrone e spartizione di posti. Di fatto, questo è il connotato del cosiddetto “rimpasto” di giunta che, annunciato dai primi mesi dell'anno passato, ha visto impegnati a tempo pieno le segreterie dei partiti di centro sinistra, il Sindaco e la Giunta.
Nel frattempo è stata abbandonata la città, bloccando anche i lavori del Consiglio Comunale e delle commissioni, trascurando ogni utile azione di gestione amministrativa ed ogni effettivo adempimento nell'interesse dei cittadini. Spoleto ha bisogno di persone competenti che lavorino al servizio e nell'interesse della città, perfettamente al contrario di ciò che stanno dimostrando i nostri amministratori.
L'incompetenza e l'arrogante superficialità con cuoi viene gestito il Comune, ed elusi i veri problemi della gente, trovano ormai innumerevoli esempi.
Ne ricordiamo solo alcuni tra i più importanti:
- La mancanza di autorevolezza politica nella salvaguardia dei servizi sanitari ospedalieri e del territorio.
- Uno sviluppo economico del territorio inesistente, con un assessore sempre assente che non ha mai comunicato alcun dato circa investimenti pubblici o privati per finanziare insediamenti produttivi.
- L'assenza di alcuna iniziativa concreta per il lavoro. Chi amministra parla di green economy senza avere idea di cosa sia, ed attua l'esatto contrario. Una gestione seria dei rifiuti, con un centro di riciclo, darebbe un indotto di 2000 posti di lavoro.
- Una gestione della VUS, dell'ASE, della Spoletina Trasporti e degli altri enti partecipati all'insegna delle figuracce delle nomine politiche clientelari, nonostante le numerose costruttive proposte della minoranza volte all'efficienza ed alla riduzione dei costi.
- Il costante ricorso ad innumerevoli piccoli appalti a trattativa diretta, affidati di fatto sempre agli stessi soggetti, a scapito di risparmio ed efficienza.
- Il centro storico sempre più agonizzante, nonostante la delega diretta al sindaco; e l'improvvisazione in merito alla mobilità ed al piano del traffico.
- Lo stallo completo della Tre Valli, con il mancato avvio della gara di appalto nonostante uno stanziamento di 100 milioni di euro, tornati al nodo di Perugia.
- Il crescente isolamento nei collegamenti ferroviari, con una situazione disastrosa della stazione di Spoleto.
- Lo stravolgimento del “PUC2”, con cambiamento totale del progetto iniziale e mancata attuazione del “contratto di quartiere 3”, con i 14 milioni di euro previsti per l'Anfiteatro ancora non utilizzati e a rischio di essere persi.
- L'incapacità di tutelare anche i beni esistenti, come nel caso dei 6 milioni previsti per la Rocca, sfilati da sotto il naso.
- Il massacro della Tarsu e dell'Ici, con le promesse del Sindaco – non mantenute – di rivedere i parametri.
- Un piano regolatore inutile, dannoso e sovradimensionato, che finisce solo per tartassare i cittadini con l'Ici e distruggere le nostre risorse più preziose, il territorio ed il paesaggio.
- La tanto annunciata riorganizzazione della macchina comunale, sbandierato punto di forza del programma del sindaco, risoltasi nella totale incapacità di gestione della situazione, con la supremazia dei profumatamente pagati dirigenti sui rappresentanti politici eletti dai cittadini, ancor più accentuata con i recenti concorsi per la stabilizzazione di alcuni precari e dei dirigenti.
- La scandalosa vicenda del “Palatenda”, con la manutenzione degli altri impianti sportivi cittadini abbandonata.
In questo quadro, dall'inizio del mandato, ogni minima proposta di buon senso avanzata dalla minoranza è stata sistematicamente respinta o ignorata. Alla luce di tutto ciò, visto anche il risultato del cosiddetto rimpasto e le difficoltà conseguenti, tradottesi nell'incapacità di eleggere addirittura il Presidente del Consiglio comunale, i gruppi di opposizione chiedono le dimissioni immediate del Sindaco e della Giunta, con mozione che viene contestualmente depositata. In caso di mancate dimissioni entro il 31 gennaio p.v. si richiede la convocazione in seduta straordinaria del Consiglio comunale entro i termini previsti dal regolamento al fine di mettere in discussione e deliberare il presente atto.
I consiglieri comunali: Bernelli Wolfgang, Cappelletti Antonio, Cardarelli Fabrizio, Cretoni Alessandro, Grifoni Sergio, Hanke Maurizio, Loretoni Angelo, Militoni David, Monini Zefferino, Parente Carmelo, Petrini Carlo, Profili Gianmarco”.
C'è più di un dubbio sulle possibilità di successo di questa mozione di sfiducia. L'epilogo della vicenda della presidenza del consiglio comunale, per quanto travagliata, darebbe l'impressione che Benedetti possa rimanere in sella fino al termine del suo mandato. A ben vedere, il Sindaco è stato “impallinato” solo in una situazione di voto segreto, mentre in circostanze di voto palese nessuno ha lo ha mai tradito. Calcolando che da qui alla fine del mandato non dovrebbero esserci altri scrutini segreti, è legittimo dubitare sul fatto che i franchi tiratori intendano gettare la maschera e sconfessare a viso aperto l'indirizzo politico della Giunta Benedetti. In ogni caso, mai dire mai.