Galleria Umbria Arte con la realizzazione di questa mostra collettiva di pittura, scultura e ceramica raggiunge un obiettivo di grande rilievo: presentare nel contesto di una manifestazione di altissimo prestigio, conosciuta a livello internazionale , il Festival dei due Mondi di Spoleto, le opere di alcuni artisti che fin dall'inizio, nel 2004 , hanno creduto nella nostra Associazione.
Spoleto in questo periodo risplende di luce propria , fa vivere sensazioni ed emozioni uniche, sia per il fascino dei suoi monumenti sia per l'alto livello delle proposte inserite nel programma del Festival, ma sicuramente anche per la presenza di tante altre iniziative , come la nostra, che rappresentano i punti nodali di una rete in cui il visitatore non resiste all'invito di confrontarsi con le tante proposte che la città gli offre.
Ma perché “…polvere di stelle”?
Prendendo spunto dalle splendide parole di una recente canzone che invita ognuno di noi a “.. dipingere il domani tra sogni e desider i ” e “…quando tutto si sbriciola e ogni cosa perde senso..” c'è il continuo, raffinato, profondo, lavoro degli artisti che ci aiutano a comprendere “.. le regole che l'universo illumina di polvere di stelle.. ”
Il mondo pittorico di Donatella Colasanti è quello che le nasce attorno, che naturalmente la investe e la avvolge: non è lei che cerca le cose, sono le cose che la costringono ad uscire dai suoi silenzi, dalla sua guardinga e felpata in- troversione, per spiegarsi con il dialogo di un colore silenzioso; sono le cose che le si affollano felici sulla tela: vasi, fiori, sedie, frutta, cesti, brocche, panneggi e tutti gli oggetti del suo presepio privato di pittrice. Allora la pennellata, larga e delicata, è pacata (anche nei paesaggi); le nature morte, folte, non rinunciano però al desiderio di uno spazio solido e certo, che racchiuda il colore e gli impedisca l'evasione fuori dalle mura domestiche.
Nasce da una specie di vocazione casalinga, direi, la propensione plastica di Donatella Colasanti, anche se, in alcune opere recenti, tende a sottolineare una definizione compositiva, una articolazione di struttura, rivelata dal colore più rasciugato e da una rarefazione della macchina pittorica, come se le cose volessero precisare la loro entità individuale, e vivere di misteriosa vita propria, come personaggi.
Ettora D'Ettorre
Le sue luminosità, i suoi splendori, i suoi accesi colori sono le motivazione fattuali per offrirci spaccati laddove mandrie di cavalli in libertà sono protesi verso la corsa, magari in contrasto con le morbide colline umbre che sembrano punteggiate di vite e di olivi da un pittore divino. Non di rado la ceramista – pittrice visualizza, con grazia e leggiadria, esplosioni floreali, dove prevalgono il blu e il giallo impressionista, altalenando tra la ricerca della bellezza della figurazione e la sua essenzialità, sfiorando l'astrazione.
Ornella Falavigna riproduce invece interni, edifici dimessi che chiedono la nostra attenzione perché necessitano di recuperare un'identità, un ruolo, un riutilizzo che sappia trainare il territorio verso nuove forme di sviluppo. I suoi dipinti appaiono come istantanee di vita, come immagini rubate al tempo, luoghi pieni di volti dimenticati che la pittrice ha strappato all'oblio.
L'opera di Luciana Guandalini si è sviluppata in una sostanziale riservatezza attenta a ricostruire l'unità morale e spirituale della sua ricerca in modo quasi religioso: il suo interesse volge quasi esclusivamente al paesaggio in particolare a quello marino, con riferimento a quello velistico, del quale traccia con le sue forme, l'essenzialità volumetrica, con superfici ricche di vibrazioni che rivelano quanto sia forte in lei il desiderio di comporre un paesaggio, non in forma perfettamente oggettivizzata, ma quasi melanconicamente mistica, così da diventare nuova e distaccata raffigurazione delle bellezze della natura.
Nelle sue barche a vela Luciana Guandalini rivela una infaticabile ricerca delle possibilità di dare evidenza ad una sorta di intrinseca vitalità delle barche stesse: in queste la “Quantità” delle superfici è notevole, la materia coloristica ha va- riazioni cromatiche con richiamo ad una nuova “figurazione”, sicchè la luce può passare sulle forme come una “prospettiva aggiunta” alla loro grande spazialità.
Entrata nel dominio dell'arte, Annita Mechelli è la prima donna nel mondo che ha realizzato un monumento contro la violenza e di grandi dimensioni “900 minuto. Pace negli stadi”, eretto nella piazza antistante lo stadio di Ascoli Piceno.
Con tale opera la scultrice ha raggiunto i più alti livelli di valore espressivo e simbolico. L'irrequieta fantasia dell'artista si muove incontro a mete le più varie.
La sua forza sta proprio nel sapere esteriorizzare appieno i suoi soggetti. Ogni scultura è il riflesso di una soddisfazione completa nel mestiere di chi sa plasmare le forme e raccontare al meglio il suo mondo dove nulla è meccanico o scontato.
La sua preoccupazione (per qualsiasi materia si tratti) non è soltanto di ordine strutturale. Se la costruzione delle sculture, il loro ritmo,la loro impostazione sono senzl altro 1 elemento base della sua ricerca espressiva, non deve tuttavia sfuggire all' osservatore la sensibilità cromatica della superficie brulicante di rughe, di incisioni, di screpolature.
Cè nella Mechelli una forza plastica incontenibile, felice, ottimista traboccante e tenera a un tempo.
Alessandro Prayer
Nella sua produzione altrettanto importante quanto la figura – nel nudo, svestita o nel ritratto, singola o in gruppi ispi- rati ai racconti classici come “le Bagnanti” (le ninfe di Diana viste attraverso l'ottica smitizzante di Cézanne) o “la Bat- taglia delle amazzoni” – è il paesaggio. Anche qui devo confessare una mia personale preferenza. Mi piacciono i gran- di oli con ilfogliame verde veronese scompigliato dal vento o i campi gialli di grano arroventati dal sole, le strade che guidano l'occhio per le tondeggianti colline dell'Umbria, i monotipi raffiguranti i vicoli e le case in cui si accordano di- segno e colorito. Ma ciò che più mi emoziona sonoi i dipinti spavaldi che evidenziano dettagli di paesaggi o scorci di abi- tati: i riflessi di luna sull'acqua, il sole o la luna visti attraverso la nebbia, le schegge frastagliate di cielo blu cobalto in- trappolate tra muri neri – a prima vista pura pittura, ad un esame più attento rappresentazione fedele ed eccitante di una quotidiana esperienza visiva. Soprattutto mi piacciono gli acquerelli e i bozzetti a inchiostro o a matita solubile. Anche se non lo avessi visto uscire all'alba o al tramonto, i baffi vibranti per l'aspettativa come quelli del gatto in aggua- to della preda, avrei capito che questi disegni sono realizzati guardando il soggetto, o meglio “en plein air”, immerso nel soggetto, poiché essi catturano non soltanto la forma e la materia, ma anche la luce e la temperatura del luogo, il movi- mento dell'aria e i suoi suoni, l'ora del giorno e la stagione dell'anno. Ognuno di questi dipinti rappresenta una picco- la vittoria su quel nemico che è il Tempo, fermato nella sua fuga dallo spirito indomito, dall'occhio percettivo e dalla ma- no instancabile di Alessandro Prayer, generoso artista e amico.
In tutte le sue opere Franco Tomassoli ha un modo libero di porsi dentro il problema espressivo, di attingervi quando è preso da un eccesso d'impeto, in cui adatta momenti di unità narrativa, che, senza arresti, diano il massimo di tensione e tensione spirituale.
In questo clima figurativo le immagini dei paesaggi e delle vele sono definiti non solo nel loro aspetto esteriore maanche nel loro significato di presenza, di valore cromatico la cui vitalità, intima e certa, appare inedita ogni giorno, Nelle opere di Franco Tomassoli sono importanti la luminosità, i ritmi coloristici, le trasparenze, la ricerca dei valori cromatici ed il movimento (vele): tutto ciò si rivela in ritmo musicale che si esterna nelle espressioni del canto segretodelle gamme tonali, mai gridate, ma spesso coloristicamente silenziose.
Nei suoi paesaggi, compresi quelli marini, Franco Tomassoli unisce una sintesi cromatica in gradazioni tonali forti , ad una sottile decantazione lirica.
“…polvere di stelle”
PALAZZO LETI SANSI
Via Arco di Druso 35
SPOLETO
con
Donatella Colasanti
Ettora D'Ettorre
Ornella Falavigna
Luciana Guandalini
Annita Mechelli
Alessandro Prayer
Franco Tomassoli
Evento che si inserisce nel periodo delle manifestazioni del 53° Festival dei Due Mondi di Spoleto
Apertura
Venerdì 18 giugno 2010 ore 18
Date e orari mostra: Tutti i giorni dal18 Giugno al 4 Luglio2010
Dalle ore 17 alle 22
Chiuso il lunedì
Coord. e Organiz.: Associazione Culturale GALLERIA UMBRIA ARTE
info@galleriaumbriaarte.it – http://www.galleriaumbriaarte.it/ 339.3396272