Si può viaggiare nello spazio, nel tempo, nella fantasia o addirittura intraprendere un viaggio introspettivo; ma c’è un’esperienza che li racchiude tutti in sé, il viaggio nella narrativa. Quando poi quest’ultima si sposa con la danza, allora assistiamo ad un fenomeno straordinario, l’arte che celebra l’arte.
Lo spettacolo di danza che è stato inscenato al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto dalla A.S.D. Arabesque Danza Spoleto, dalla sezione di danza della palestra X2 Fitness Club e dalla Baila Dance School è stato un evento narrativo emozionante. Il Corsaro Conrad di Lord Byron ha aperto le danze (letteralmente e metaforicamente) accompagnandoci per tutto il primo tempo con le sue vicende di atipico pirata che, fedele al proprio codice d’onore, lotta con il pascià Seid per la liberazione delle schiave dell’harem.
Il secondo tempo è invece stato una vera e propria immersione nei miti e nelle leggende. Siamo saliti a bordo dell’Olandese Volante, salutato Achille e Patroclo, ammirato Lilith e Clizia e visto le Kitsune; ammaliati da Ligea ci siamo persi ad Atlantide ma seguendo il filo di Arianna siamo incappati in Amaterasu che stava riposando tra le braccia di Morfeo. Siamo stati catturati dalle Valchirie e salvati dalle Amazzoni, abbiamo conosciuto il destino tessuto dalle Moire, perennemente in equilibrio tra Yin e Yang ma dominati dai sentimenti come Amore e Psiche; sentimenti per gli altri, come Paride, per sé stessi, come Narciso, di onnipotenza come Icaro. Nel dia de los muertos abbiamo parlato con Ade e Persefone ma siamo dovuti scappare dalle mummie, poi sono arrivati Chronos e Kairos a scandire il nostro tempo e, protetti dagli gnomi, siamo volati via con le coccinelle. Ad occhi bendati abbiamo superato Medusa e, guidati dagli Orixas, siamo giunti in Africa. infine, attraverso il sentiero dei sette colori, abbiamo incrociato Penelope e Ulisse e finalmente giunti sull’isolotto di Megaride, dove esanime approdò Partenope.
Un viaggio surreale, tra personaggi soprannaturali ed antichi valori che sono stati il fondamento della coscienza umana; un patrimonio inestimabile che distingue le identità dei popoli nelle proprie soluzioni “al chi, dove, come, quando, perchè”, ma li unisce in un unico credo: la cultura.



