“Noi siamo degli educatori, dobbiamo aiutare i giovani a tirare fuori il meglio, a saper gestire le emozioni, non possiamo dare importanza solo alla prestazione fisica. Oggi purtroppo tutto questo non avviene più, non si dà più valore alla psiche dell’atleta”.
Così il prof. Carlo Vittori intervenuto al convegno “Argomentazioni per una atletica leggera diversa” a Palazzo Mauri, svoltosi nel pomeriggio di ieri a Palazzo Mauri. Un incontro che, grazie agli spunti e alle riflessioni del prof. Vittori, del Maestro dello Sport Armando De Vicentis e del giornalista della Gazzetta dello Sport Valerio Piccioni, ha permesso di inquadrare le difficoltà che sta vivendo da qualche anno il mondo dell’atletica leggera italiana.
“La parte più delicata del ruolo di un preparatore è proprio l’inizio, perché è quello il momento in cui si deve insegnare ad un giovane atleta come gestire le emozioni – ha aggiunto Vittori – I successi sportivi non sono mai frutto della casualità, servono progetti e obiettivi chiari e questi purtroppo oggi non ci sono. Quello che più mi amareggia è vedere ai vertici della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) persone non all’altezza: per risollevare le sorti dell’atletica leggera in Italia servono uomini migliori di quelli che abbiamo oggi”.
Una chiave di lettura, quella presentata dal prof. Vittori, ripresa e approfondita da Piccioni della Gazzetta dello Sport:”Il problema dell’atletica è il suo micidiale vittimismo, il non essere capace di coinvolgere i ragazzi e le scuole: altri sport lo fanno e lo fanno bene, l’atletica leggera no. Purtroppo la ricerca di consenso immediato sta uccidendo qualsiasi forma di progetto; è necessario un profondo bagno di umiltà e di passione per venire fuori da un contesto organizzativo devastato. Basta con la nostalgia – ha aggiunto Piccioni – basta con il ricordo di anni in cui vincevamo: il nostro sport, l’atletica, si è ridotto ad una corsa di rimpianti”.
Un aspetto questo legato anche alla mancanza di una vera e propria cultura sportiva che, è stato ribadito più volte nel corso dell’incontro “non nasce dalle medaglie e dalle vittorie, ma che va costruita e coltivata partendo dalle scuole”. Significativa anche la testimonianza di Armando De Vincentis sulle capacità di insegnamento del prof. Vittori:”è stato il nostro Maestro, il nostro Socrate, un uomo in grado di tirare fuori da noi il meglio possibile. Il suo metodo empirico, i suoi test continui sul campo restano i sistemi migliori per capire come migliorare la preparazione atletica”.
Presenti al convegno anche il Sindaco Fabrizio Cardarelli che, in apertura dei lavori, ha ricordato i suoi trascorsi di atleta a Formia, dove il prof. Vittori allenava tra gli altri l’indimenticato Pietro Mennea e il consigliere comunale con delega allo sport Roberto Settimi.