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Operazione Spada, rinvio a giudizio per 25 indagati

Redazione

Operazione Spada, rinvio a giudizio per 25 indagati

Già fissata l’udienza preliminare dell’inchiesta relativa all’affidamento degli appalti per la gestione del verde pubblico, cimitero e cascata delle Marmore
Sab, 10/03/2018 - 18:02

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Operazione Spada, rinvio a giudizio per 25 indagati

Sono 25 le persone rinviate a giudizio nell’ambito dell’operazione Spada, la maxi inchiesta della Procura Della Repubblica di Terni su presunti illeciti nell’assegnazione di alcuni appalti del Comune.

L’inchiesta, sfociata nel maxiblitz del 17 novembre 2016, aveva portato Finanza e Polizia di Stato, con l’impiego di 120 uomini, a perquisire oltre 30 uffici della pubblica amministrazione e abitazioni private con il sequestro di un’ingente mole di documenti cartacei e informatici, relativi ai bandi sulla gestione del Verde Pubblico, la Cascata delle Marmore, delle manutenzioni al cimitero, di Terni Reti e dei servizi sociali e che in un successivo filone aveva toccato anche la gestione del percorso di privatizzazione delle farmacie comunali.

A maggio 2017, nel procedere delle indagini, l’allora sindaco Leopoldo di Girolamo e l’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari – oggi entrambi dimissionari – erano stati tratti in arresto per il rischio di reiterazione del reato. Dopo alcuni giorni ai domiciliari, 21 per il primo cittadino, i due erano stati rilasciati e avevano ripreso le loro attività nei pubblici uffici.

Il successivo settembre la notifica di 25 avvisi di garanzia che oggi si sono trasformati in 25 rinvii a giudizio. L’ex primo cittadino, a quanto dichiarato dall’agenzia ANSA, comparirebbe nella lista di coloro che dovranno affrontare il processo insieme a diversi dei suoi assessori in riferimento a tutti e due i mandati di governo cittadino, oltre a vari dirigenti, funzionari e dipendenti comunali, e ai rappresentanti delle cooperative coinvolte. L’udienza preliminare davanti al gup Natalia Giubilei è stata fissata per il 4 maggio.

Un’inchiesta che non è mancata di colpi di scena e che solo lo scorso dicembre aveva portato all’arresto dell’assessore al bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi e del consulente esterno , definito ‘dominus’ dalla Procura di Terni.

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