Chiesto il giudizio immediato per Dmytro Shuryn – “Dimitri” – il 34enne ucraino accusato dell’omicidio dell’aiuto cuoco 21enne originario del Bangladesh Bala Sagor, chiamato da tutti Obi. L’assassinio era venuto alla luce il 22 settembre scorso quando una parte del corpo del ragazzo, scomparso qualche giorno prima, era stato rivenuto in un sacco tra i giardinetti di via Primo Maggio e il tracciato ferroviario a Spoleto. I sospetti si erano concentrati sin da subito sul suo ex collega, che aveva appuntamento con lui il giorno della scomparsa, e che era stato poi arrestato un paio di giorni dopo, incastrato dalle telecamere di videosorveglianza della zona.
Dopo aver inizialmente negato perfino di averlo incontrato quel giorno, Dimitri aveva poi ammesso l’omicidio di Obi, indicando quindi il luogo in cui aveva trasportato gli altri resti del corpo fatto a pezzi nella cantina di casa sua, in via Pietro Conti, dopo averlo colpito a morte con un grosso coltello al termine di una lite per un piccolo prestito di denaro.
Ora, dunque, la Procura della Repubblica di Spoleto ha depositato la richiesta di emissione del decreto di giudizio immediato nei confronti del giovane ucraino, “per i reati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi nonché per i reati di vilipendio ed occultamento di cadavere anche essi aggravati dalla finalità di celare la morte del povero Obi“. Lo rende noto il procuratore capo Claudio Cicchella in una nota, ricordando che “la lunga e meticolosa attività investigativa ha coinvolto, a più livelli, diverse Forze dell’Ordine coordinati da questa Procura e, nel dettaglio, la Polizia Giudiziaria – sezione PS e CC di questo Ufficio, il N.O.Rm. di Spoleto, la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri di Perugia e il Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri Roma. Le indagini, svolte in maniera serrata, hanno permesso di raccogliere prove e consolidare l’impianto accusatorio nel termine di sei mesi e, quindi, hanno consentito di esercitare l’azione penale nelle forme del giudizio immediato”.