Montefalco fuori dai 'Borghi più belli d'Italia': tutti gli effetti del buco

Montefalco fuori dai ‘Borghi più belli d’Italia’: tutti gli effetti del buco

Redazione

Montefalco fuori dai ‘Borghi più belli d’Italia’: tutti gli effetti del buco

Mer, 03/03/2021 - 07:56

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Stop alle manutenzioni, ferma la promozione: il risultato del bilancio ingessato

Montefalco non è più nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Sul sito della famosa associazione di promozione turistica Montefalco non figura più. “Questo perché il Comune non è stato in grado di pagare la piccola quota di iscrizione annuale. Ecco il motivo dell’esclusione“, dice il gruppo consiliare di SiAmo Montefalco con il chiaro riferimento agli effetti del buco di bilancio.

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Montefalco fuori dai ‘Borghi’ per il buco

L’associazione “I Borghi più Belli d’Italia” è nata nel lontano 2001, su impulso dell’ANCI. Il suo scopo – come si legge dal sito – è “valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani”. “Montefalco – prosegue SiAmo Montefalco – è stata tra i primi ad aderire a questa importante iniziativa. Da allora, l’associazione è molto cresciuta, sia per il numero delle città aderenti che per la gamma dei servizi erogati. I Borghi più Belli d’Italia è oggi tra le principali realtà che permettono, alla diversificata offerta turistica dei piccoli centri storici, di incontrare la domanda dei numerosi visitatori in cerca di mete poco battute e luoghi da scoprire. Di sicuro, il nostro territorio ha molto beneficiato, negli anni, da questa collaborazione, iniziata sulla scia di una oculata e lungimirante strategia di promozione del territorio“.

“Interruzione di una storia”

Per SiAmo Montefalco: “L’esclusione dal circuito segna oggi l’interruzione di una storia di successo e proficua collaborazione: un pessimo epilogo per la nostra città, rispetto al quale, però, non possiamo dirci troppo stupiti. Questo ed è altro può accadere, quando un Comune è amministrato in modo pessimo, come è accaduto e tuttora accade a Montefalco. In assenza di un bilancio approvato, l’ente si trova nell’impossibilità di stanziare fondi per spese non obbligatorie, ivi compresa la promozione“.

L’ultimo consiglio comunale

La minoranza ricorda la scelta del predissesto: “Il dissesto, purtroppo, nelle condizioni in cui è stato portato l’ente, era l’unica cosa corretta da fare: la sola che avrebbe rimesso in sicurezza i conti del Comune. Al contrario, la maggioranza ha deciso di azzardare la strada del riequilibrio pluriennale (o pre-dissesto). Una scelta che appare doppiamente sconsiderata: in primis, perché il pre-dissesto, con il livello di passività che il Comune deve riassorbire, estenderebbe a ben 20 anni i vincoli sulle tasse e i tagli alla spesa; con il dissesto, invece, gli stessi vincoli durerebbero soltanto per 5 anni. Ma c’è di più: nelle linee guida della Corte dei Conti è scritto in modo chiaro che il pre-dissesto non può essere autorizzato, in assenza di un bilancio approvato. Il verdetto appare già segnato in partenza. La maggioranza ha non solo scelto la soluzione più impattante sulle tasche dei cittadini, ma anche quella che presenta più rischi e incertezze per il futuro, in termini di stabilità finanziaria dell’ente“.

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Il Comune bloccato

Nel frattempo, in attesa del pronunciamento della Corte, il Comune continuerà ad essere completamente bloccato e incapacitato ad affrontare qualunque tipo di spesa non obbligatoria. Situazione in cui ci troviamo già da 2 anni, con conseguenze fin troppo chiare: strade dissestate su cui l’ente non può intervenire; smottamenti dovuti alle piogge e all’incuria che possono rimanere sulla carreggiata per giorni e giorni prima di essere rimossi; le aree verdi e i giardini pubblici del Centro storico che versano in uno stato di evidente e inaccettabile degrado; servizi cimiteriali assolutamente carenti, a causa della mancanza di basilari interventi di manutenzione; pavimentazione del centro storico divelta o, al più, rattoppata con pezze di asfalto; Centro storico e frazioni su cui da tempo non viene fatto alcun lavoro di miglioria o di manutenzione. Con l’arrivo della primavera, poi, sarà tempo di sfalci e anche su questo fronte il Comune potrà fare ben poco. Tutto questo ed altro è accaduto e continuerà ad accadere sul fronte della manutenzione urbana e del territorio. Ma a questi gravi disagi, si aggiunge ora anche il triste epilogo dell’esclusione dal circuito dei Borghi più belli d’Italia“.

“Guardiamo avanti”

Nella speranza di uscire quanto prima dall’emergenza COVID-19, il futuro e le difficili sfide che ci attendono, richiedono grande impegno e massima serietà. Ne va della sopravvivenza di un territorio e della sua delicata economia, duramente colpita dalle conseguenze della pandemia. Non possiamo certo pensare di guardare al futuro portandoci appresso la zavorra di un’amministrazione comunale che sembra interessata soprattutto a coprire le proprie responsabilità, anche quando ciò implica di adottare scelte dannose per i cittadini, le famiglie e le imprese, oberate da tasse e tariffe assolutamente sproporzionate rispetto alla qualità dei servizi. Il futuro deve essere affrontato con le mani libere e senza scheletri nell’armadio“.

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