Jp Industries, licenziamento collettivo per i quasi 600 dipendenti

Jp Industries, licenziamento collettivo per i quasi 600 dipendenti

Redazione

Jp Industries, licenziamento collettivo per i quasi 600 dipendenti

Avviata la procedura di mobilità. Sindacati contrari a qualsiasi smobilitazione
Mer, 19/08/2020 - 20:34

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Jp Industries, licenziamento collettivo per i quasi 600 dipendenti

Tutti licenziati i lavoratori Indelfab, ex Jp Industries. La doccia gelata è arrivata con la comunicazione, indirizzata a Fim Fiom e Uilm Ancona da parte della Direzione della Indelfab, ex JP Industries di Fabriano, per l’avvio della procedura di mobilità per la totalità dei dipendenti occupati tra Umbria e Marche. Una piega inaspettata, dopo l’ultima mossa del cambio del nome e del nuovo concordato.

I numeri dell’azienda

Circa 270 sono i lavoratori in Umbria, mentre oltre 300 nei siti di Fabriano. Tutti dipendenti “che da tempo – dicono Fim, Fiom e Uilm di Ancona – si trovavano in cassa integrazione a causa della sospensione dell’attiva per Covid. Alla luce del nuovo decreto agosto la direzione aziendale decide di procedere in maniera unilaterale con licenziamento collettivo“.

“No ai licenziamenti collettivi”

Inoltre ad oggi, non risulta nessun piano di concordato presentato al tribunale di Ancona e pertanto è il liquidatore, Giovanni Porcarelli che decide in maniera unilaterale della sorte delle quasi 600 famiglie, senza dare spiegazioni su come si intenderà sanare la situazione debitoria accumulata in questi anni, di cui una parte importante proprio nei confronti dei dipendenti stessi. Fim Fiom e Uilm Ancona ribadiscono la totale contrarietà ad ogni tipo di licenziamento, alla luce del fatto che ancora si possono utilizzare ulteriori strumenti di ammortizzatori sociali, e chiederanno immediatamente un tavolo di confronto presso la regione Marche e al Ministero dello Sviluppo Economico“.

Assemblea nelle Marche

Lunedì 24 agosto sarà convocata l’assemblea alle ore 10 presso lo stabilimento di Santa Maria. Di sicuro non mancheranno gesti eclatanti di protesta, vista l’improvvisa piega presa dalla situazione. Da capire anche se la mossa possa essere preludio di qualcos’altro e quali saranno le prossime mosse della proprietà.

Il nostro impegno è quello di trovare la strumentazione per tenere la luce accesa“, spiega Adolfo Pierotti, responsabile Fim Cisl dell’Umbria.

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