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Decreto Emergenze depotenzia Regioni, De Vincenzi “Che succede alla legge regionale ricostruzione?”

Redazione

Decreto Emergenze depotenzia Regioni, De Vincenzi “Che succede alla legge regionale ricostruzione?”

Il consigliere regionale chiede alla presidente della Regione Marini di riferire sulle ripercussioni dovute al declassamento dei vicecommissari straordinari alla ricostruzione
Lun, 22/10/2018 - 16:14

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“Dopo l’indignazione della presidente Marini circolata sui social network, crediamo sia urgente che la governatrice riferisca in aula circa l’attuazione della neo legge regionale umbra sulla ricostruzione post sismica, alla luce dell’esautorazione dei governatori regionali proprio dalle scelte e azioni operative di ricostruzione, per mezzo di un emendamento al decreto “Emergenze” in attesa di discussione parlamentare”. È quanto evidenzia il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Umbria Next – Civici per l’Umbria) dopo le vicende di questi ultimi giorni e la presa di posizione dei presidenti di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo contro la scelta del Governo di depotenziare il loro ruolo di vicecommissario straordinario alla ricostruzione del centro Italia post sisma 2016.

“Una presa di posizione netta della presidente Marini, supportata dagli altri governatori regionali interessati dalla ricostruzione post sismica del 2016, – osserva De Vincenzi – che ha acuito uno scontro istituzionale fra governo e regioni che sa di battaglia ideologica e partitica da entrambe i fronti”.


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“Ferma restando la necessità politica di prendere decisioni e fornire strumenti legislativi condivisi fra governo e regioni che facciano i reali interessi dei cittadini, in particolare quelli interessati da calamità naturali o disastri ambientali, – prosegue il consigliere di minoranza – riteniamo totalmente inopportuna la scelta della Marini e dei colleghi presidenti regionali di non partecipare all’incontro con il commissario alla ricostruzione, Piero Farabollini. Le crisi istituzionali e le contrapposizioni politiche e amministrative non si risolvono “salendo sull’Aventino”, incrociando le braccia e lanciando invettive sui social network e sulla stampa. Le ragioni dei cittadini, in particolar modo di quelli attualmente più vulnerabili, devono essere portate e difese all’interno dei tavoli governativi. Non scioperando dalle proprie funzioni.

Al di là del clamore di questo gesto che lascia il tempo che trova e che ai più è passato probabilmente inosservato, quel che oggi interessa strettamente i cittadini umbri è capire quale saranno le funzioni e le possibilità di applicazione della neo-legge sulla ricostruzione post sisma appena licenziata dall’Assemblea Legislativa. Un articolato che ridisegna la struttura portante dell’ente assegnatario degli appalti pubblici, attraverso l’istituzione di una Centrale Unica per gli appalti. Una legge che istituisce un nuovo contenitore chiamato “Umbria Salute e Servizi”, nel quale a norma di legge dovrebbe convogliare personale comandato dagli enti pubblici ed altro eventualmente finanziato dai fondi per la ricostruzione.

Insomma, attendiamo urgenti e rapide risposte dalla presidente Marini che, passata la sua “indignazione social”, ci auguriamo voglia riprendere un dialogo col governo, soprattutto per il bene dei cittadini umbri danneggiati dal terremoto”.

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