Bufera DL terremoto, Lucidi (M5S) plaude esclusione Governatori, repliche “Farneticante”, “Demagogo” | AGGIORNAMENTO, la difesa

Bufera DL terremoto, Lucidi (M5S) plaude esclusione Governatori, repliche “Farneticante”, “Demagogo” | AGGIORNAMENTO, la difesa

Indignazione da tutti i fronti, il senatore mischia la soddisfazione personale per l’escusione politica del PD con i rischi della rimozione delle amministrazioni territoriali dall’emergenza terremoto | Ora sarà tutto gestito da Roma

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E’ bufera sul Decreto legge “emergenze”, che ingloba gli interventi per Genova, per Ischia e alcune modifiche agli strumenti previsti per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici 2016-17 che hanno sconvolto il centro Italia. Il testo è alla firma del Presidente della Repubblica per la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo e le contraddizioni

Dei 47 articoli votati dalla maggioranza gialloverde ben 19 sono destinati a fronteggiare il ‘caso’ Ischia, 11 il ponte Morandi di Genova, 3 le aree colpite dal terremoto. Norme ritenute dall’opposizione incoerenti, come la nomina a Commissario straordinario del sindaco ligure per la gestione del “Morandi” e, a tempo stesso, l’estromissione dei Governatori delle 4 regioni colpite dal terremoto dalla cabina di regia; o il trasferimento di 200 milioni di euro dalla manutenzione della A24 e A25, il cui stato è definito “allarmante” dallo stesso titolare del Mit, in favore di Genova.

Altre norme sono state definite allarmanti da Legambiente, un tempo in sintonia con il M5S su ambiente e prodotti a Km 0, come il condono tombale di Ischia (dove le abitazioni abusive danneggiate verranno ricostruite dallo Stato) e l’aumento fino a 20 volte di idrocarburi nei fanghi che potranno essere sparsi sui terreni agricoli.

Bufera nelle regioni terremotate

A scatenare la bufera nelle Regioni terremotate oltre che ovviamente lo stesso DL, sono state le dichiarazioni del senatore pentastellato Stefano Lucidi che, in merito alla estromissione dei Governatori dalla cabina di regia per la gestione delle emergenze post sisma (avranno solo parere consultivo), sembra avallare la tesi che la norma sia stata voluta per “colpire” gli stessi presidenti di regione per motivi politici, essendo tutti e 4 in quota Pd (Ceriscioli – Marche, Lolli – Abruzzo, Marini – Umbria, e Zingaretti – Lazio).

Il sen. Lucidi (sulla dx)

Da mesi sostengo ed ho promosso” scrive Lucidi “ questa azione fondamentale, quella di esautorare il Partito Democratico dal ruolo di gestore dei miliardi della ricostruzione, ultimo baluardo e tassello di radicamento politico rimasto a questi politici. Il commissario era un parlamentare PD e i 4 sub-commissari sempre targati PD, personaggi che nel corso degli anni non si capisce bene cosa abbiano fatto nel merito….un bilancio assolutamente fallimentare quello della gestione del terremoto a targa PD”.

La nomina del Governatori a subCommissari

Una denuncia fortissima quella del parlamentare umbro quanto inaspettata, a guardare almeno le recenti uscite pubbliche. Come l’intervista rilasciata a Radio Radicale lo scorso 20 giugno (ascolta). Eppure era stato anche l’ormai ex Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, amico di Lucidi e dallo stesso recentemente ospitato a Spoleto per le elezioni amministrative (pochi giorni prima che il M5S bocciasse la lista spoletina che vedeva candidato sindaco Tommaso Biondi), a condividere il decreto che nominava Vice commissari per le emergenze e la ricostruzione post terremoto i 4 Governatori: uno strumento capace di coinvolgere responsabilmente i vari territori e tenerli a stretto contatto con il Governo.

Le repliche: “farneticante”, “da lui solo danni”

Il Decreto legge viene censurato da più parti.Se l’intenzione è snellire le procedure, ben venga, ma devono essere chiare le procedure di partecipazione del territorio, cosa che da questo testo non si evince minimamente” ha commentato il sindaco di Leonessa e deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini. Più duro l’ex sindaco di Amatrice e consigliere regionale di centrodestra Sergio Pirozzi: “Invece di blaterare, venite a vivere nella distruzione, così capirete la mancanza di prospettive economiche, di garanzie sulla tutela della salute e vivrete le paure dei nostri bambini e le ansie dei nostri nonni”. I 4 governatori annunciano di voler disertare il prossimo incontro con Piero Farabollini, neo commissario nominato dal vice premier Di Maio appena 2 settimane fa: “non si comprende più quale sia il senso e la funzione di questo Comitato, questa svolta centralista del Governo è grave e miope perché moltissime scelte della ricostruzione impattano direttamente con norme e leggi di carattere regionale”.

Il Senatore e sindaco di Sangemini L. Grimani

A livello locale non mancano le stilettate a Lucidi per le sue affermazioni. “Ritengo farneticanti ed ingiustificate le affermazioni del senatore Lucidi in merito al provvedimento” scrive il senatore dem e sindaco di Sangemini Leonardo GrimaniLucidi dimentica che gli incarichi non sono esclusivamente di natura politica. In una situazione come quella del terremoto, è fondamentale affidare la gestione a coloro che amministrano  il territorio perché lo vivono e ci operano quotidianamente. Lucidi deve avere la memoria corta, visto che la forza politica di cui fa parte ha approvato soltanto lo scorso luglio al Senato un Decreto sulla questione. Ricondurre persino una tragedia come il terremoto a terreno di scontro politico è indice della totale assenza di argomentazioni serie da proporre ai cittadini”.

Duro anche il senatore Raffaele Nevi (Forza Italia) che infila anche la Lega: “E’ grave e inaudito. Hanno bocciato emendamenti importantissimi relativi alla proroga del pagamento dei contributi previdenziali al 2021, oppure la proroga delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore turismo al 31.12.2019. Il massimo però è stato togliendo la possibilità di condividere le ordinanze sulla ricostruzione del proprio territorio. Questa fatto contraddice ciò che sia Forza Italia che la Lega, avevano promesso in campagna elettorale: per avere una buona ricostruzione ci vuole più protagonismo delle comunità locali e meno centralismo“.

Per il capogruppo dem in Regione, Gianfranco ChiacchieroniIl senatore Stefano Lucidi strumentalizza i bisogni e le complesse problematiche dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni delle aree colpite dal terremoto. Il suo commento all’emendamento che di fatto esautora i presidenti delle Regioni da ogni decisione relativa alla ricostruzione – ‘togliamo potere al Pd’ – dimostra una mancanza allarmante di senso delle istituzioni e di cultura democratica”.

Sulla stessa linea il consigliere piddì Giacomo Leonelli: “Con la demagogia non si va lontano. Anzi, si fanno i danni” scrive commentando “l’esultanza fuori luogo di un Senatore che esulta perché sostiene che facendo fuori i presidenti di Regione si fa fuori il Pd dalla ricostruzione. Si tratta di una dichiarazione gravissima, offensiva, non solo perché prende di mira amministrazioni che hanno saputo gestire l’emergenza del 2016, così come tutta la ricostruzione del 1997, ma soprattutto offensiva per gli interessi di quei cittadini già provati dagli eventi sismici”.

Bordate arrivano anche da Spoleto, città natale di Lucidi, ormai divenuto a tutti gli effetti ternano. Dice la consigliera comunale Camilla Laureti (Ora Soleto) “Tra ‘manine’ e mani l’unica cosa di cui sembra ci si dimentichi in questi giorni è l’interesse dei cittadini e il futuro delle loro città. Candidamente il Senatore del M5S Stefano Lucidi, dichiara che il Governo ha deciso di accentrare la gestione del sisma per esautorare il Partito Democratico. Sarebbe una scelta gravissima. Sono convinta, e lo ripeto da mesi, che su alcuni temi ci sia bisogno di unirsi. E quello del terremoto è forse il tema per definizione sul quale questa unione deve essere ricercata. Anche due esponenti lontani dal Pd come il deputato di FI Raffaele Nevi e Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, hanno parlato dell’emendamento come di un ‘nuovo terremoto’”.

Critiche anche dal Pd della città del festival: “E’ incomprensibile l’esultanza del senatore 5 stelle Lucidi che si intesta questa scelleratezza che toglie anche al Sindaco di Spoleto la possibilità di incidere sul processo di ricostruzione, per incomprensibili e deleteri giochi di potere. Abbiamo letto delle proteste dei 4 presidenti delle Regioni, del parlamentare Nevi e dei parlamentari umbri del PD ma regna un silenzio assordante in casa Lega e M5s locali, a partire dal Sindaco De Augustinis. Al Senatore Lucidi invece vorremmo chiedere se è stato eletto per tutelare o per distruggere Spoleto”.

Una stilettata che ricorda la recente polemica innescata da Lucidi sulla gestione e i costi degli spazi comunali di Spoleto su cui aveva chiamato in causa anche una dirigente comunale insinuando quasi un danno alle stesse casse comunali. Nella fattispecie il senatore aveva pubblicamente stigmatizzato il costo di Palazzo Collicola, riservandosi solo qualche giorno dopo, a quanto riferiscono autorevoli fonti del Municipio, accompagnato da Biondi, di andare ad approfondire la tematica presso gli uffici comunali: scoprendo così che le tariffe applicate, invariate da anni anche per il rispetto di una norma nazionale, vengono approvate dal Consiglio comunale in fase di bilancio preventivo. Consiglio in cui, almeno nelle ultime due legislature, il M5S è sempre stato rappresentato. Resta invece ancora oscuro cosa ha portato il movimento a non presentare candidati nell’ultima corsa alle amministrative.

Lucidi si difende dalle accuse

Intorno a mezzanotte il senatore si è difeso dalle accuse pubblicando un video sul proprio Facebook con il quale ribadisce che il M5S vuole “la politica fuori dalla ricostruzione e una struttura vicina ai cittadini e alle popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma del 2016”. Ma il decreto emergenze in nessuna parte prevede una struttura in grado di seguire la ricostruzione.

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[Articolo aggiornato alle 10:25]

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