Monta la protesta a Spoleto, proprio nel primo fine settimana della kermesse menottiana, in cui tutto dovrebbe essere in ordine (per la verità i residenti del Centro storico lo meriterebbero tutto l’anno) ed invece l’incuria e il degrado causato dai soliti ignoti la fa da padrone, tra rifiuti e puzzo che si registrano e avvertono nei vicoli più caratteristici del cosiddetto Salotto buono della città.
Da Via dell’Angelo a vicolo del Forno, l’olezzo lasciato sui sampietrini e l’asfalto dagli incontinenti di turno non lascia respiro: vero che sono poche decine di metri, ma er percorrerle serenamente, ci vorrebbero due belle bombole di ossigeno.
Di lavare le strade non se ne parla, almeno da venerdì scorso. Così nel fine settimana gli incivili, stuzzicati anche da qualche esercizio che sembra aver optato per l’h24, riescono a ridurre la parte più bella della città, come uno dei quadri più inumani descritti in Khorakhané (“Il cuore rallenta, la testa cammina, in quel pozzo di piscio e cemento…).
Al momento non è dato sapere se il Municipio abbia previsto (doverosi) servizi aggiuntivi almeno nei fine settimana estivi – al Festival seguirà la stagione di spettacoli programmata proprio dal Comune – o se la Vus abbia disertato il compito.
Domattina, lunedì, probabilmente, tutto tornerà alla normalità. Di sicuro una città che continua, ostinatamente,a fare del turismo il suo biglietto da visita, specie in centro – visti i fallimento sotto il profilo dello sviluppo economico-industriale – non può permettersi simili, puzzo lenti cartoline ricordo.
Senza considerare che non è una situazione solo di decoro e immagine, ma specialmente igienico-sanitaria.
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