di Carlo Ceraso
La Valle Umbra Servizi, l'azienda di servizi che racchiude 22 comuni dell'area vasta, da oggi è praticamente paralizzata. La scelta di far dimettere il vicepresidente Giorgio Dionisi (dopo le dimissioni del presidente Luca Barberini finito nell'inchiesta di Sanitopoli) ha praticamente portato all'azzeramento del CdA. Una decisione azzardata, “irresponsabile” come l'ha definita il sindaco di Campello Paolo Pacifici a nome dell'Unione dei Comuni. Conseguenza dello scontro in atto fra i 2 maggiori soci della Vus, i Comuni di Foligno e Spoleto, tornati a litigare come ai vecchi tempi. Due prime donne, affatto belle e neanche tanto ‘prime', i cui panni sono stati indossati ieri dal sindaco Nando Mismetti e dal collega Daniele Benedetti.
Ognuno con le sue ragioni, che poco sembrano avere a che fare con il bene dell'azienda e dei suoi veri proprietari (i cittadini) e molto con la solita spartizione di poltrone e potere. Che a Spoleto spettasse la presidenza dell'azienda lo sapevano anche i muri: dopo due gestioni folignati (il compianto avvocato Carigi prima, Barberini dopo) ci poteva pure stare che il secondo socio di maggioranza potesse indicare un nome per il vertice. Una prospettiva nata all'indomani della nomina di Barberini al consiglio regionale e concretizzatasi ancor più dopo gli scandali ribattezzati folignopoli. Spoleto, dal canto suo, non ha saputo giocar bene le proprie carte, andando a proporre lo spoletino Giancarlo Cintioli che non andava affatto giù agli altri soci e alle diverse segreterie di Partito. E' in questa fase di stallo, che il braccio di ferro si è tramutato in una vera scazzottata.
Nando Misfurbetti ha così provato a giocare l'asso nella manica proponendo, neanche a dirlo per la presidenza, il dottor Sergio Villa, commercialista folignate, revisore dei conti di Vus e Fondazione Carifo, di area dem. Un nome sul quale ci sarebbe stato l'appoggio anche di qualche altro socio di minoranza.
Quando il gioco si fa duro, i duri scendono in gioco. Deve aver pensato così Daniele Benmuscoletti che, pur di mantenere il punto su Cintioli, ha chiesto senza mezzi termini al vicepresidente in carica, lo spoletino Giorgio Dionisi, di rassegnare le dimissioni azzerando di fatto il CdA (il solo consigliere Gianfranco Giancarlini non può per legge reggere il consiglio). A Dionisi non è rimasto altro che presentare ieri mattina al protocollo Vus le dimissioni spintanee.
L'assemblea dei soci di ieri è durata meno di un soffio: giusto il tempo di prendere atto delle dimissioni, chiudere il verbale di assemblea e rimandare tutto ad una prossima riunione. Da stamani quindi la Vus – 500 dipendenti circa, indotto incluso, e 60 milioni di euro di fatturato – potrà agire solo in ordinaria amministrazione.
Una brutta pagina offerta dalla politica che sembra fregarsene della situazione in cui vive il Paese, di quell'aria di cambiamento invocato ormai da tutti, dedita solo a mantenere posizioni di rendita. Foligno non può permettersi il lusso, specie di questi tempi, di continuare a fare l'asso pigliatutto; Spoleto, d'altro canto, avrebbe forse dovuto puntare alla presidenza Dionisi e accettare Villa quale vicepresidente. Lo impone la logica, lo avrebbero probabilmente accettato gli altri 20 Comuni. Invece no. Benmuscoletti è stato costretto a questo perché un ‘posto' a Cintioli glielo deve (sigh). Le motivazioni son quelle note da tempo: perché l'ex consigliere regionale ha fatto un passo indietro al momento delle candidature per lo scranno di Sindaco a Spoleto. E ancora, per aver ingoiato, ma indubbiamente non ancora digerito, il tradimento di alcuni bocciani che a Spoleto, alle ultime regionali, hanno fatto votare Barberini anziché il candidato del territorio, Cintioli appunto.
Se quest'ultimo non pare affatto intenzionato a fare un nuovo passo indietro, resta da capire quale credibilità avrebbe domani alla guida di un ente di area, dopo gli strali dei comuni viciniori e di alcune segreterie di partito (piddì folignate in primis, ma anche Sel regionale e un pezzo di socialisti). Quale credibilità anche di fronte anche alla clientela, i cittadini appunto, con tutto ciò che è uscito sui media.
A sentir le malelingue, il primo cittadino di Spoleto avrebbe avviato lo scontro pur di vedersi costretto ad offrirgli un posto nella propria Giunta (è praticamente vuoto quello di vice sindaco). Insomma, un po' come si fa con certi parenti: gli si vuol bene, ma se non stanno troppo appiccicati è meglio.
Della vicenda delle nomine se ne riparlerà oggi a Foligno dove è atteso un incontro fra Lamberto Bottini e Giampiero Bocci che dovranno dipanare la crisi per la nomina del segretario comunale del Pd (in corsa resta Patrizia Epifani, la vedova di Carigi). Chissà che per Cintioli non si trovi un incarico superiore (assessore provinciale?).
Il problema, reale, è che la Vus ha un bisogno estremo di esser guidata. Perché a forza di galleggiare si fa sempre più concreto il rischio di affondare. Sul tavolo ci sono tanti di quei problemi che i soci farebbero bene ad affrontare. E di corsa. Dai problemi di cassa alla gestione, a volte allegra, del personale; dagli investimenti su nuove attrezzature (che non si sa bene con quali dipendenti far funzionare) agli incarichi interni ed esterni sempre ben retribuiti. Su tutto però pesa la decisione di scorporare la gestione del metano, come il Garante ha imposto finora senza esito. Con il rischio di ritrovarsi una bella sanzione di svariate centinaia di migliaia di euro. Un bel guaio per una azienda che di capitale sociale può vantare appena 600mila euro (per questo il Cda non può superare i 3 componenti). Quando, a guardar aziendine come l'Ase (una quarantina i dipendenti), Spoleto ha versato un milione di euro di capitale sociale. Perché almeno così, di consiglieri di amministrazione se ne possono nominare 5. Tanto paga sempre Pantalone.
Intanto le vicende della Vus hanno destato talmente scalpore da esser riuscite a compattare l’intera opposizione del consiglio comunale di Spoleto. Durissimo intanti l’intervento firmato nel pomeriggio dai 6 capigruppo di minoranza nei confronti del Sindaco Benedetti. L’assemblea dei soci, a quanto si apprende, è stata già riconvocata in prima seduta il prossimo 22 novembre, il 26 in seconda convocazione. Difficile al momento capire se le 2 settimane di tempo saranno sufficienti a far trovare ai 22 sindaci una intesa. Ecco di seguito il comunicato dell’opposizione di Spoleto: “Come ampiamente previsto nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale durante la quale avevamo accolto con grande scetticismo le pretestuose dichiarazioni di guerra del sindaco Benedetti a proposito della rivendicazione del diritto ad avere nominato un presidente spoletino ai vertici della VUS, i risultati ottenuti dal nostro primo cittadino nella seduta di ieri sono stati assolutamente disastrosi. Abbiamo il fondato sospetto che si sia trattato di una vergognosa messa in scena! Infatti, l’intervento del sindaco nell’ambito dell’assemblea dei Soci VUS ha ottenuto l’unico risultato di esasperare gli animi degli altri Sindaci convenuti. Mascherandosi da paladino degli interessi della nostra città ha presentato la proposta Cintioli, pur sapendo che questa sarebbe stata bocciata, così come ufficialmente preannunciato dai Sindaci stessi. Se veramente avesse voluto ottenere la nomina di un nostro concittadino alla presidenza dell’Azienda, avrebbe dovuto precedentemente costruire un accordo in tal senso, attraverso un percorso di larga condivisione con gli altri Sindaci, basato sulla logica dell’alternanza. Morale della favola: in un colpo solo (che mira!) è riuscito a far fuori sia Cintioli che Dionisi, al quale ha fatto rassegnare strumentalmente le dimissioni da Vicepresidente. Niente niente il suo reale scopo era quello di liberarsi degli incomodi? In ogni caso tutto questo “polpettone avvelenato” rappresenta l’ennesimo esempio di come gli interessi e le faide interne al PD ed ai Socialisti hanno sempre il sopravvento rispetto ai veri interessi del nostro territorio. La VUS, che con i suoi oltre trecento lavoratori rappresenta una delle più importanti aziende dell’Umbria e che fornisce fondamentali e costosi servizi ai cittadini, non può e non deve essere usata come un teatrino per giochi politici. Da ieri Spoleto è ancora più isolata… Firmato: Fabrizio Cardarelli (Lista Rinnovamento), Sergio Grifoni (Spoleto Prima), Angelo Loretoni (Lista con Loretoni), Carmelo Parente (Spoleto a 5 stelle), Carlo Petrini (Pdl), Gianmarco Profili (Gruppo Misto)”.
– Aggiornato alle 23.55 –
(ha collaborato Sara Cipriani)