Droga Spagna-Umbria, il capo di Spoleto "Traffico co lù fumo. Ce guadagno lì sordi" - Tuttoggi

Droga Spagna-Umbria, il capo di Spoleto “Traffico co lù fumo. Ce guadagno lì sordi”

Sara Minciaroni

Droga Spagna-Umbria, il capo di Spoleto “Traffico co lù fumo. Ce guadagno lì sordi”

Beccati mentre tornavano con un carico di 25 chili di hashish a bordo di una Renault Megane
Mer, 10/05/2017 - 13:20

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Droga Spagna-Umbria, il capo di Spoleto “Traffico co lù fumo. Ce guadagno lì sordi”

Dalla Spagna li hanno beccati mentre tornavano con un carico di 25 chili di hashish a bordo di una Renault Megane. Un fiume di droga che avrebbe fruttato  centinaia di migliaia di euro di guadagni illeciti, con qualcosa come 315mila dosi.

Il 33enne spoletino F.C., che per la direzione distrettuale antimafia di Perugia era il capo dell’organizzazione criminale che portava in Umbria quantitativi molto elevati di droga, quando venne arrestato spiegò agli inquirenti – le indagini furono dei carabinieri della compagnia di Spoleto guidati dal capitano Marco Belilli, coordinati dal pm Giuseppe Petrazzini – che in realtà di quel carico erano suoi solo sette chili. Del resto, C., non nascose mai i suoi traffici illeciti, “Traffico co lu fumo – diceva intercettato – non è che manco lu venno perché non è che c’ho…  che vendo dieci grammi, capito che te voglio di? Ce guadagno sempre li sordi, perché quando qui se smovono 50 chili..capito? Se famo 10 chili so 7mila euro, eh.. su 50 chili so.. fa un po’ 7 per 5.. so 35 mila euro a lu mese.. Fa conto 5-6 mila euro me li fumo, 15mila euro al mese me partono per le spese del tribunale”.

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Adesso, per lui e per altre dieci persone, tra cui la neo-sposa B.T.  con cui è convolato a nozze mesi fa dietro le sbarre (anche lei è attualmente ai domiciliari in una comunità di recupero) il pm Giuseppe Petrazzini ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Oltre agli spoletini, entrambi difesi dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Vincenzo Bochicchio, il pm procede per il perugino G.E. (processato anche ad Imperia sempre perché beccato con parecchio hashish al rientro dalla Spagna) e per altre 4 persone. Ad inguaiarli tutti ci pensò un corriere spagnolo, quella donna – la cui posizione è stata stralciata – che, beccata dai militari, spifferò nomi, organizzazione, incarichi e conti.

Secondo quanto appurato, la banda raccoglieva i soldi e poi, anche tramite persone che hanno collaborato solo in alcuni episodi, faceva il viaggio dalla Spagna. Poi, una volta in Umbria, la droga- hashish per decine e decine di chili ogni viaggio, ma anche cocaina – veniva stoccata in un garage di Perugia in attesa di essere smistata. Affari a tantissimi zeri. Sempre F.C., ancora una volta in un’intercettazione, diceva “gliel’ho detto questo, se vende, gli ho fatto alla fine ogni settimana so 20,22.. ha fatto 3mila euro al giorno”. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Nicola Di Mario, Michele Nannarone, Daniela Paccoi, Donatella Panzarola, Franco Libori.

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