Sradicano postamat con due furgoni, bottino da 20 mila euro - Tuttoggi

Sradicano postamat con due furgoni, bottino da 20 mila euro

Davide Baccarini

Sradicano postamat con due furgoni, bottino da 20 mila euro

Dom, 06/06/2021 - 12:56

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Il colpo è avvenuto tra le 3 e le 4 di sabato 5 giugno all'ufficio postale di Lippiano, entrambi i mezzi usati per il raid notturno sono stati rubati in Altotevere

Un inquietante “dejà-vu” – a quasi 3 mesi di distanza dal colpo alla Bpc di Mercatale (Ar) – si materializza a Lippiano (Monte Santa Maria Tiberina), dove il postamat del locale ufficio postale di Piazza Umberto I è stato letteralmente sradicato dalla sua sede.

I ladri, nel cuore della notte, – tra le ore 3 e le 4 di sabato 5 giugno – si sono portati via l’intero sportello automatico, strappandolo letteralmente dal muro. Lo avrebbero fatto agganciando l’Atm a delle catene legate a ben due furgoni, anch’essi rubati – da quanto emerge – dalle vicine Selci (San Giustino) e Pistrino (Citerna). Lo stesso identico modus operandi usato per il furto di Mercatale dove però, per sradicare il bancomat, erano stati usati due carro attrezzi.

Si parla di un bottino che potrebbe aggirarsi addirittura intorno alle 20 mila euro, dato che l’Atm era stato ricaricato proprio il giorno prima. Nella fuga, ovviamente indisturbata, i ladri hanno anche perso “pezzi” del Postamat, ritrovati l’indomani mattina lungo la strada. Nonostante ciò si è trattato di un colpo veloce e ben architettato, sicuramente da parte di “professionisti” in questo tipo di raid notturni.

I carabinieri di Monte Santa Maria Tiberina e Città di Castello hanno subito avviato le indagini. Di sicuro gli autori del colpo hanno voluto emulare “le gesta” di quella banda del carro attrezzi che aveva terrotrizzato l’intero Centro Italia e che lo scorso aprile aveva portato i carabinieri di Siena a 8 fermi. Intanto sono al vaglio i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’ufficio postale e dei privati. A Monterchi (Ar) è stato ritrovato abbandonato uno dei due furgoni.

Immagine di Luigi Alberti, da profilo Facebook

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