Spoleto “c’è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando” - Tuttoggi

Spoleto “c’è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando”

Redazione

Spoleto “c’è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando”

Mar, 29/09/2020 - 21:02

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Spoleto “c’è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando”

“C'è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando sulla terra", Ci vorrebbe il santone-Guzzanti di Quelo per capire dove sta andando la politica

C’è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando sulla terra, ti chiedi ‘come mai? Come dove nel mondo? Dove chi? Perché quando?’ E chi le sa le risposte? Le chiedi quasi quasi e miagoli nel buio. Perché la risposta è dentro di te, ma è sbagliata”.

Ecco, forse a Spoleto ci vorrebbe il santone-Guzzanti, guru della divinità di Quelo, per capire dove vogliono andare partiti e liste civiche (non tutti per fortuna) che da ben tre consigli comunali tengono sotto scacco la Giunta De Augustinis, accusata da più parti di immobilismo e di “non pensare a famiglie e imprese”.

Certo il guanto di sfida lanciato dalla Giunta e accettato dai più tra i consiglieri che siedono nel parlamento cittadino, sembra destinato al duello finale: che andrà in scena domani pomeriggio, con inizio alle 14,30 (ma c’è da scommetterci nel solito ritardo di mezz’ora) e che sarà possibile seguire in diretta streaming sul portale del Comune e sul canale Youtube.

La grossa crisi della maggioranza

Non c’è partito del centro destra che non dimostri delle profonde fratture al proprio interno. Le più clamorose sono quelle della Lega, il partito più numeroso con 7 consiglieri, spaccato tra filogovernativi (4) e ‘ribelli’ (3). Sabato ci aveva provato il coordinatore regionale Caparvi trovando una mediazione: se la Giunta ritirerà la fidejussione in fase pre-coattiva prevista per i tributi, i leghisti dovranno votare favorevolmente. Trascorse però 48 ore, a quanto se ne sa, dalla governance non era stato ancora ritirato nulla.

Lega e Fd’I abbandonano ancora un volta l’aula

Così ci ha pensato il presidente Sandro Cretoni, divenuto ormai una sorta di falco viaggiatore, a ‘passare’ il testo di un sub-emendamento che il consigliere Fedeli ha presentato all’aula. Salvo però abbandonarla subito dopo, insieme a Cesare Loretoni e Stefano Proietti, in attesa dei pareri degli uffici tecnici.

Gli altri quattro sarebbero pure rimasti, a rivedere almeno il video, ma quando hanno registrato l’uscita dei colleghi di Fd’I non se la sono sentita di rimanere con il cerino in mano. Lasciato così ai consiglieri di Laboratorio (in cui spicca un certo nervosismo del consigliere delegato allo sport Montesi alle prese con non pochi guai che stanno interessando associazioni e società sportive) e al capogruppo di Forza Italia Filippo Ugolini, rimasto ormai ‘senza gruppo’, con Marina Morelli che sulla partita delle tariffe tiene ferma la linea di Fd’I.

Su Forza Italia pesa come un macigno il silenzio del coordinatore regionale, il sindaco di Perugia Andrea Romizi il quale, contattato da Tuttoggi per un commento, ha preferito non rispondere.

Ce n’è anche per Rinnovamento, la ormai fu lista civica che il compianto Fabrizio Cardarelli portò al governo della città, ormai rimasta senza consiglieri e con il solo assessore Loretoni. Nei giorni scorsi il responsabile politico, in un intervento condiviso con Laboratorio, aveva paragonato la Giunta spoletina a quella del Veneto di Zaia. Domenica, quando il pericolo sembrava scampato, aveva per di più inviato un ironico messaggio, quasi a sfottò, all’ex consigliere Antonio Di Cintio (da gennaio transitato a Fd’I) che ha poi veicolato nell’orbe terracqueo. La doccia fredda di lunedì deve averlo innervosito dal momento che nel pomeriggio odierno ha inviato un messaggio addirittura alla governatrice Tesei chiedendo un suo intervento e accusando della crisi un “manipolo di consiglieri e un senatore fuori di senno“. Una frase pesante che non mancherà di agitare ancor più gli animi.

La grossa crisi (comunicativa) del Pd

Anche il piddì, seppur compatto nella linea, sembra mostrare qualche crisi nella comunicazione. Nella nota stampa diramata stamani, i 4 consiglieri puntano l’indice solo contro la maggioranza, senza nulla dire della Giunta. Tra parole al miele e domande fin troppo scontate, il comunicato sembra dare un assist alla governance. Leggiamo: “Cosa sta cercando di dirci questa maggioranza?” scrivono Camilla Laureti & Co. “Non va bene quando succede una volta, figuriamoci due, ancora peggio, tre. Anche ieri, un po’ per i consiglieri di Fratelli d’Italia, un po’ per quelli della Lega e un po’ per quelli di Forza Italia, che dovrebbero essere la maggioranza, il Consiglio comunale si è interrotto per mancanza del numero legale. Un altro atto di irresponsabilità della maggioranza che, questa volta, ha fatto mancare il numero legale su pratiche importanti quali l’approvazione delle aliquote delle imposte comunali che interessano, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, le tasche dei cittadini. Già dalla prima pratica, quella sul famoso regolamento delle entrate comunali che tanto interessa i commercianti, si è evidenziato un modus operandi inqualificabile. Se ne discute da giugno e, solo oggi, è stato presentato un subemendamento all’art 8. che eliminerebbe la fideiussione come era stato invece previsto. Peccato però che manca il parere contabile che, ricordiamo per dovere di cronaca, prima era sfavorevole per poi diventare favorevole. E ora attendiamo di conoscere il nuovo verdetto”.

E già così verrebbe da chiedersi, con la problematica delle tariffe ferma al palo, che cosa avrebbero voluto votare i consiglieri dem (che comunque, va detto, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta e per marcare l’assenza del numero legale). “Potrebbe essere la trama di un divertente giallo peccato però che stiamo parlando di problemi veri e di persone vere e chi è stato eletto alla guida della città dovrebbe passare il suo tempo a lavorare per risolvere problemi e non soffiare sul fuoco delle divisioni per rimanere al punto di partenza o, ancora peggio, usare lo stratagemma della divisione per forzare la mano e ottenere ancora non abbiamo capito cosa. Durante le comunicazioni avevamo chiesto al Sindaco, tra le altre cose, di aggiornarci sulla situazione del Covid nella nostra città (argomento affrontato dalla Laureti, n.d.r.) ma non è stato possibile avere risposte perché il Consiglio si è interrotto. Davvero questa maggioranza crede in questo modo di pensare al bene comune? Farsi questa domanda nei prossimi giorni forse potrebbe far tornare il buon senso a chi oggi da una parte convoca i consigli comunali e dall’altra li interrompe bruscamente. A rimetterci, lo abbiamo già detto troppe volte, sono i cittadini e la nostra città che da mesi attendono regolamenti nuovi e provvedimenti che possano alleviare la durezza e la difficoltà di questo momento.Ci auguriamo che mercoledì sia la volta buona. Altrimenti ognuno si faccia un esame di coscienza e rifletta se quello che sta facendo è il motivo per cui è stato eletto in Consiglio comunale”.

Fd’I non molla e ricorda

In queste ore febbrili, dove in città si susseguono incontri e vertici, ora nei locali dei partiti ma anche in semplici appartamenti, il partito di Giorgia Meloni fa capire che anche domani non farà sconti.

E per meglio rendere l‘idea, invia un lungo comunicato stampa (firmato dai consiglieri Polinori, Di Cintio e Santirosi e dal coordinatore comunale Leoni) in cui ribadisce i 6 punti proposti da giugno e votati da tutto il consiglio: “Fratelli D’Italia ha mille idee ma una parola sola ed è quella più volte espressa in consiglio comunale dal capogruppo Stefano Polinori e dai consiglieri Antonio Di Cintio e Paola Vittoria Santirosi: abbiamo sintetizzato le nostre proposte in una mozione votata all’unanimità per la sua urgenza dal consiglio comunale, Sindaco incluso, e successivamente discussa e votata con ampia maggioranza dallo stesso organo che impegnava la Giunta ad adottare provvedimenti dedicati ad alleviare le conseguenza della crisi economica piombata sulla città per effetto dell’emergenza sanitaria Covid 19.

Le proposte contenute nella mozione sono:

1. Costituzione di un fondo speciale di aiuto alle imprese, ai professionisti e tutte quelle famiglie che vivono situazioni di disagio conseguente alla crisi per la emergenza sanitaria

2. Sospendere i pagamenti della Tari utenze non domestiche valutando quali nuove date per il versamento dell’imposta il 30 agosto, il 30 ottobre ed il 31 dicembre ed azzerando tale imposta per i mesi di lockdown;

3. determinare le aliquote per la parte variabile della tariffa in una quota del 55% per i privati e del 45% per le imprese e professionisti che per il periodo di lockdown sicuramente non hanno prodotto rifiuti nelle sedi della loro attività a causa della chiusura forzata, quanto piuttosto nelle loro abitazioni;

4. Valutare agevolazioni in tariffa relativamente al periodo di lockdown per le famiglie in difficoltà;

5. Individuare bandi speciali per le categorie più colpite in questi mesi (hotel, negozi, bar, ristoranti, professionisti, barbieri, ecc. solo per citarne alcuni) cui ridurre/agevolare le tariffe;

6. Applicare ai crediti esigibili del Comune il regolamento dell’agenzia delle entrate per la riscossione dei crediti iscritti al ruolo accordando alle imprese una rateizzazione delle cartelle esattoriali pari a 120 rate oltre tutte le altre agevolazioni già contenute nel medesimo regolamento agenzia delle entrate così come richiesto dalle associazioni di categoria all’amministrazione comunale in apposita comunicazione.

Da giugno ad oggi nessuna azione è stata portata avanti dalla Giunta, nessuna riunione e’ stata convocata, nessuna proposta o trattativa è stata partecipata e condivisa con le associazioni di categoria, i capigruppo ed i consiglieri comunali, così come si sarebbe auspicato da tutti.

L’amministrazione è rimasta sorda al grido di dolore di imprese e famiglie che ancora attendono risposte, piuttosto si chiede l’approvazione al consiglio comunale di proposte che addirittura aggravano il peso dei tributi locali su impresa e famiglie.

Oggi dopo due consigli comunali andati deserti Fratelli d’Italia ribadisce per l’ennesima a volta e lo farà ancora, se fosse necessario anche nel consiglio del 30 che i tributi devono essere regolati come da mozione approvata dal consiglio comunale. Confermiamo sin da ora che anche in quella occasione il gruppo Fratelli d’Italia non potrà far altro che ribadire la posizione già espressa negli ultimi due consigli comunali.

Ricordiamo e sottolineano a tutta la comunità cittadina che il consiglio comunale convocato per il 30 è l’ultimo utile per determinare l’approvazione del bilancio affinché sia chiaro ed evidente che il peso della responsabilità di quanto potrà accadere per effetto della mancata approvazione del bilancio non grava certamente sulle azioni del gruppo Consiliare di fratelli d’Italia quanto piuttosto su in amministrazione che continua a non ottemperare al mandato ricevuto dal consiglio comunale. Pertanto ognuno si assumerà le proprie responsabilità: noi ce le siamo assunte nei confronti dei cittadini e delle associazioni di categoria e soltanto a loro intendiamo rispondere”.

L’appello delle associazioni di categoria

Un po’ a sorpresa arriva anche la presa di posizione delle associazioni imprenditoriali più rappresentative quali Cna, Confartigianato, Confcommercio e ConSpoleto (le più tra le maggiori sostenitrici della campagna elettorale del centrodestra) che lanciano un appello “al senso di responsabilità per il bene dei cittadini e delle imprese”. Un appello che, specie nella chiosa, chiama in causa alla responsabilità la Giunta.

Siamo concordi nel chiedere a tutte le forze politiche che si adoperino per trovare una soluzione all’impasse sul fronte dei tributi che ha nuovamente bloccato i lavori del Consiglio comunale, impedendo di fatto l’approvazione del bilancio previsionale che rischia dunque di non arrivare entro i termini previsti dalla legge. E’ importante e urgente trovare subito un accordo. Le tensioni politiche che si sono evidenziate nell’amministrazione comunale non devono in alcun modo ricadere sul capo delle famiglie e delle imprese, già martoriate da una situazione difficile come mai prima d’ora. Famiglie e imprese hanno bisogno di certezze, di punti di riferimento solidi, di potersi orientare grazie a una visione e a un progetto politico strumentale all’uscita dalla crisi. Lo spettacolo a cui stiamo assistendo in questi giorni non ci aiuta, perché aggiunge incertezza a incertezza. Le imprese guardano al futuro con enorme preoccupazione, sia per quanto riguarda gli sviluppi della pandemia, sia soprattutto per la ripresa economica dei comparti economici maggiormente colpiti. In questa fase cruciale, occorre che ogni attore sia disposto ad uno sforzo ulteriore e concreto, con una capacità di visione di futuro che permetta una ripresa in tempi veloci, a prescindere dalle norme di semplificazione e dalle misure economiche straordinarie. Occorre trovare in modo unanime le modalità e le risorse che permettano ai comparti produttivi di andare avanti e superare un periodo di crisi senza precedenti. Occorre adottare, come già fatto da altri Comuni umbri, provvedimenti mirati e di impatto immediato sulle risorse finanziarie delle imprese, messe a dura prova dal lockdown e dalla conseguente emergenza economica”.

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