Spoleto a colori non si farà nemmeno nel 2020, lo sfogo degli organizzatori - Tuttoggi

Spoleto a colori non si farà nemmeno nel 2020, lo sfogo degli organizzatori

Redazione

Spoleto a colori non si farà nemmeno nel 2020, lo sfogo degli organizzatori

Gli organizzatori di Spoleto a colori: "Nostri progetti spacchettati e fatti realizzare da altri. Su evento 2020 nessuna risposta dal Comune, alziamo bandiera bianca"
Mer, 15/01/2020 - 12:55

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Spoleto a colori non si farà nemmeno nel 2020, lo sfogo degli organizzatori

Nemmeno nel 2020 Spoleto a colori di farà. Dopo che nel 2019 l’evento non era stato inserito nel cartellone degli eventi di primavera del Comune, con l’ente che aveva di fatto snobbato l’evento, gli organizzatori annunciano una situazione simile anche per quest’anno.

In una lunga lettera aperta, i promotori di Spoleto a colori raccontano l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione comunale guidata da Umberto de Augustinis, che già in passato non aveva ritenuto opportuno collaborare con l’organizzazione, ritenendo i contributi chiesti troppo alti.

Di seguito lo sfogo integrale diramato oggi.

Uno dei risultati certi è che dopo otto edizioni di “Spoleto a Colori”, con una crescita programmatica negli anni, siamo riusciti a creare una grande rete associativa nella realtà Spoletina.

Abbiamo sempre studiato con giudizio e dedizione il miglior format possibile per coprire il non facile territorio del centro storico, mettendo in sinergia commercianti, albergatori, ristoratori e tutta la cittadinanza.

Per non parlare della scelta artistica proposta: un mix ricercato in ambito locale, nazionale ed internazionale. Anni di opportunità e progetti per i ragazzi della nostra città che hanno visto realizzate le loro idee e passioni, anche per dare loro una maggiore sensibilizzazione e attaccamento alla propria città.

Non sono di certo mancati gli errori da parte nostra, ma possiamo affermare di aver raggiunto nel tempo una consistente credibilità grazie alla qualità e professionalità con cui realizzavamo il nostro evento in ogni particolare. Risultati tangibili che difficilmente possono essere messi in discussione.

Di certo non possiamo negare la mancanza di difficoltà affrontate. Ci siamo tante volte messi in discussione ed abbiamo lottato con i denti per rimanere sempre costruttivi anche con chi ci veniva contro. Tutto per difendere il nostro progetto, il nostro evento.

Ma dopo aver subito nell’ultima edizione uno estenuante accanimento burocratico che ci ha levato ogni energia e dopo aver comunque continuato negli ultimi due anni a presentare progetti senza essere stati messi nelle condizioni di realizzarli, crediamo sia ora di uscire dal “silenzio”.

Perché scriviamo solo ora? Perché nelle nostre comunicazioni non c’è stata mai la volontà di andare contro qualcuno, né tantomeno contro l’amministrazione che da sempre viene considerata parte integrante del nostro progetto. Siamo stati sempre attenti a comunicare la verità quando questa sembrava essere non percepita nel modo giusto.

Abbiamo iniziato la conoscenza con la nuova amministrazione nel 2018 presentando un progetto per il periodo di Natale che rappresentava la prosecuzione dell’”Officina degli Elfi”. Un grande format realizzato l’anno precedente chiedendo inizialmente come contributo 15.000€, sceso a 5.000,00€ per poi ritornare a 8.000,00€ dopo estenuanti trattative che sono durate troppo tempo. Per questo continuo tira e molla non siamo riusciti quindi ad avviare “la macchina organizzativa” in modo corretto, così siamo stati costretti a rinunciare all’evento. Un senso di responsabilità profondo verso la città, consapevoli di non riuscire a dare il meglio, di presentare un prodotto poco sufficiente per il finanziamento di soldi pubblici avanzato.

La risposta che ci veniva avanzata durante le contrattazioni era sempre la stessa: siete troppo cari! Alla fine quel nostro progetto è stato spacchettato e fatto realizzare da altri con risultati poco soddisfacenti (basta leggere i commenti social) in confronto alla grande progettazione affrontata da noi l’anno precedente che ha visto animazioni e laboratori di tutto rispetto.

Ma andiamo avanti. Nel gennaio 2019 presentiamo il progetto “Spoleto a Colori 2019” con una ricca documentazione piena di contenuti e descrizioni dettagliate. L’evento prevedeva 4 giorni in tutta Spoleto chiedendo un contributo di 20.000€ su un valore di circa 80.000€. Ed anche lì la solita risposta: siete troppo cari! Dunque intero progetto anche in questo caso spacchettato con l’evento alla Rocca dato ad un’altra società nostra collaboratrice, cosa che naturalmente ha creato dissapori interni.

Poi infine nell’ottobre 2019 abbiamo avuto un incontro informale per presentare il progetto “Spoleto a Colori 2020”. Risposta? Stavolta nessuna. Nulla.

Tirando oggi le somme vediamo 93.300€ di contributi erogati per eventi realizzati, e in parte spacchettati dal nostro progetto, nel tentativo di risparmiare. Eccezione fatta per un evento finanziato con 25.000€ guarda caso anche più di quello richiesto da noi per organizzare l’intero “Spoleto A Colori”. Forse non eravamo poi così sconsiderati a chiedere un importo del genere per mantenere un determinato standard.

Non vogliamo entrare in merito alle scelte amministrative, ma pretendiamo la verità. Perché crediamo fortemente che non si è solo voluto credere nel nostro valore e nella nostra forza. Una formula la nostra che coinvolge il territorio e le sue perle artistiche, sportive e sociali. In pratica la nostra comunità.

Fare eventi in tutto il centro di Spoleto non è facile, soprattutto per la sua conformazione, ma difficile non significa impossibile! Serve però una visione precisa, un’organizzazione dettagliata, uno spirito collaborativo, tanta passione e soprattutto una “grande famiglia” che ci mette anima e corpo per raggiungere il miglior risultato. Ecco, “Spoleto a Colori” rappresentava tutto questo.

Oggi, a queste condizioni, siamo costretti ad alzare bandiera bianca. Non un definitivo addio, ma constatiamo che per adesso Spoleto non vuole essere a colori. Chissà, forse potrà esserlo in maniera determinante anche senza di noi. O almeno lo speriamo.

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