Pillola abortiva, tra nuove proteste e cartelli shock

Pillola abortiva, tra nuove proteste e cartelli shock

Massimo Sbardella

Pillola abortiva, tra nuove proteste e cartelli shock

Mar, 08/12/2020 - 13:19

Condividi su:


Pillola abortiva, questa volta a puntare l’indice sono le associazioni che contestano la delibera con cui la Regione, uniformandosi alle indicazioni ministeriali, ha rimosso l’obbligo del ricovero ospedaliero. E oltre agli appelli alla Regione spuntano anche cartelli shock, che paragonano la RU486 alla mela avvelenata, invitando le donne a non assumerla. Non solo per evitare l’aborto, ma anche perché, secondo questa campagna, la pillola metterebbe a rischio anche la salute e la vita delle donne.

Bori (Pd): via quei manifesti

“Ecco il nuovo attacco dei fanatici e degli oscurantista alla libertà di scelta delle donne!” accusa il consigliere regionale Tommaso Bori. Che parla di messaggio “morboso e crudele, oltre che falso”. Chiedendo, a nome del Pd, che i manifesti vengano rimossi. Perché rischiano di diventare “una vera e propria ulteriore violenza psicologica” nei confronti delle donne.

Family Day e Anfn a Tesei e maggioranza: avete sottoscritto il Manifesto

Intanto Family Day e Associazione nazionale famiglie numerose esprimono rammarico per il passo indietro fatto dalla Giunta regionale. “Ci voleva più coraggio, si doveva rimanere sul proprio percorso, per tutelare la libertà e la salute della donna” accusano rispetto alla nuova delibera di Palazzo Donini.

“Continuiamo a ribadire – scrivono – che la libertà di scelta e la salute della donna sono tutelate solo in regime di ricovero ospedaliero, con il quale è garantita la supervisione medica e, al contempo, la possibilità di dimettersi e rinunciare alla medesima, tornando a casa come in regime di day hospital e procedere in solitudine all’assunzione della seconda compressa di RU486, affrontano da sole quei dolorosi e drammatici momenti della morte ed espulsione del bambino, con tutti i rischi che ne conseguono. Ciò che risulta evidente, è che è stato fatto un passo peggiorativo, in termini di sicurezza sanitaria per la donna, persino rispetto a quanto accadeva con la giunta Marini! In Umbria, dopo decenni di scelte politiche contro la vita, era doveroso un cambiamento sostanziale e visibile, senza passi indietro dovuti allo strumentale chiasso delle polemiche”.

E richiamano Giunta regionale umbra e consiglieri di maggioranza alla fedeltà “completa” Manifesto Valoriale sottoscritto.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!