Palestra Morandi "contesa", la Tiberis: ecco perché nessuno la sta usando

Palestra Morandi “contesa”, la Tiberis: ecco perché nessuno la sta usando

Massimo Sbardella

Palestra Morandi “contesa”, la Tiberis: ecco perché nessuno la sta usando

Mer, 18/05/2022 - 14:30

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Parla Marzio Vaccari, l'avvocato della ASD Tiberis Macchie che nel 2020 ha vinto il bando comunale per la gestione dell'impianto

Nella sfida tra arti marziali, al momento, non c’è alcun vincitore. Perché da ormai quasi due anni la palestra dello stadio “Morandi” di Umbertide non viene utilizzata da nessuno. Né dalla società di Kick Boxing, che insieme all’ASD Tiberis Macchie ha vinto nel 2020 il bando di concorso comunale per la gestione del complesso. Né dall’ASD Judo Kadocan Fratta, che vi si allenava prima e che, sulla base di quanto previsto nella stessa gara, invoca la continuità con lo svolgimento delle proprie attività sportive.

Eppure, il contratto con cui il Comune di Umbertide assegna fino al 2025 l’uso associativo dello stadio “Morandi” in concessione all’ASD Tiberis Macchie, vincitrice del bando pubblicato dall’Ente, è stata siglata il 6 ottobre del 2020. L’impianto, già dal luglio precedente, all’esito della gara, è stato consegnato alla Tiberis. Ma da allora non si è ancora risolta la questione relativa alla palestra e agli annessi spogliatoi all’interno dell’impianto. Addirittura, entrambe le due società lamentano di non poter entrare nella palestra, perché non avrebbero le chiavi.

Una situazione paradossale, alla quale il Comune, al di là di qualche lettera di diffida su istanza delle società interessate, non è finora riuscito a porre rimedio. Una vicenda di cui si discute da tempo a Umbertide. E della quale decide di parlare ora l’avvocato Marzio Vaccari, che cura gli interessi della ASD Tiberis Macchie. Soprattutto dopo le accuse secondo cui la stessa Tiberis impedirebbe di allenarsi a Michele Milli, l’atleta con il sogno delle Paralimpiadi di Parigi 2024.

Avvocato Vaccari, la storia di Michele Milli, che non può allenarsi a Umbertide, è finita più volte sulle cronache locali. Perché Milli non può usare palestra del “Morandi”?

“Mi verrebbe da rispondere, semplicemente, perché la sua società, il Kodocan Judo Fratta, da due anni non ha più in gestione quell’impianto. Cioè, semplificando, il raggruppamento di cui faceva parte la società di Judo ha perso la gara per l’affidamento dell’impianto Morandi, palestra inclusa.

Ma come le ho anticipato questa risposta non sarebbe precisa, perché in realtà, anche con la nuova gestione, il bravo Milli avrebbe la possibilità di allenarsi all’interno del Morandi”.

E cosa lo impedisce, dunque?

“Il fatto che il Kodocan non abbia mai voluto accettare gli orari per l’uso della palestra che la Tiberis ha più volte proposto”.

Nel bando pubblicato dal Comune, una delle condizioni è che venga garantita la continuità con le attività sportive che già prima utilizzavano la palestra. E comunque l’uso, trattandosi di un impianto pubblico, anche ad altre attività…

Ma appunto, come dicevo, la compagine che ha vinto la gara ha messo a disposizione la palestra ad altre società, compreso il Kadocan. La continuità che lei ricorda significa poter svolgere allenamenti con orari adeguati, ma non certo pretendere di imporre orari e giornate agli altri utenti.

Io ritengo paradossale che chi ha perso la gara cerchi di imporre gli orari, a proprio comodo, a chi l’ha vinta… Lei no?”.

Quando la palestra sarebbe libera per il Judo?

“Abbiamo offerto l’uso della palestra al Judo nei giorni lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18. Inoltre abbiamo proposto al Judo l’utilizzo della palestra anche la sera nei giorni martedì, giovedì e sabato. Naturalmente di quello che le sto dicendo ci sono lettere ed incontri che lo confermano.In pratica è stato offerto al Judo l’uso della palestra in orari a sua scelta ad eccezione di quando si dovrebbe utilizzarla la società del Kick Boxing che fa parte, insieme alla Tiberis, del raggruppamento di imprese che hanno vinto la gara per l’affidamento dell’impianto. Ovviamente, previo pagamento delle tariffe per l’uso indicate nel bando comunale e, in base alle norme anti Covid che al momento erano vigenti, provvedere a proprie spese alla sanificazione”.

E perché il Kodocan non vuole utilizzare la palestra in questi orari?

“Questo non ci è mai stato chiarito, quindi dovrebbe chiederlo a loro. Il Judo ritiene di avere un diritto acquisito ad utilizzare la palestra, tra l’altro gratuitamente, il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dalle 17.00 alle 21.00, ma non è così. Vorrei rappresentare a tutti che la kick boxing è un’arte marziale e, in base al bando, in quanto appartenente al gruppo che ha vinto la gestione dell’impianto, ha la priorità a scegliersi i propri orari. Quindi, in base a quanto le ho detto prima, non mi sembra che la Tiberis abbia impedito l’uso della palestra al Judo.

Ma questa situazione, probabilmente, andrà avanti fino a quando qualcuno non chiarirà al Judo perché chi ha perso una gara non può imporre la sua volontà a chi l’ha vinta. Ma comunque, al momento, non è solo questo il problema”.

E qual è?

“Il fatto che da due anni nessuno possa utilizzare la palestra del Morandi, neanche chi l’ha avuta in gestione e ne ha la responsabilità perché la Tiberis, vincitrice della gestione dell’impianto Morandi, non ha mai avuto – e non ha tuttora – la chiave della palestra e non può accedervi.

Non solo. Da due anni lì dentro c’è ancora il tatami di proprietà ed il materiale del Judo Kodocan che detta associazione, nonostante sollecitata anche dal Comune, si rifiuta di rimuovere e questo impedisce l’utilizzo della palestra, per altre attività”.

Il Kadocan sostiene che la serratura sia stata cambiata e che quindi non abbia accesso alle proprie attrezzature.

“C’è un’ultima diffida dell’8 aprile 2022 in cui il Comune di Umbertide invita il Kodocan a restituire le chiavi della palestra. Mi sembrerebbe strano che il Comune chiedesse indietro le chiavi dopo aver provveduto a cambiare le serrature; fra l’altro senza informare nessuno, né consegnarne copia alla società che lo ha in gestione.

Non so se il Judo conosce cose a noi ignote, ma se il Comune ha le chiavi allora il Judo può accordarsi con l’Ente per rimuovere le sue cose dalla palestra anche domani. Quello che le posso assicurare è che, ad oggi, nonostante il contratto siglato con il Comune nel 2020, la Tiberis e le altre società che hanno in gestione la palestra non possono accedervi perché non hanno le chiavi”.

Voi avete cercato di trovare una soluzione con il Kodocan?

“Le rispettive società hanno avuto dei contatti, certo. Ma senza approdare a nulla, per la pretesa del Kodocan di avere in via prioritaria e gratuita l’uso di un impianto e negli giorni e negli orari che loro volevano scegliere a dispetto degli altri.

Ma l’interlocutore della società mia assistita non può essere il Kodocan, ma il Comune, che con la Tiberis ha firmato un contratto. Ed è al Comune che ci siamo rivolti”.

In che modo?

“Abbiamo chiesto appunto al Comune di farsi restituire dal Kodocan le chiavi.

Gli abbiamo chiesto di far liberare la palestra dal tatami e dalle altre attrezzature del Kodocan. Pensi che la Tiberis ha dovuto provvedere, in proprio, alla ristrutturazione degli spogliatoi, nonostante ciò spettasse al Judo. Abbiamo anche trovato una sauna situata in una parte degli spogliatoi che non si capisce quale attinenza avesse con un’arte marziale e che, nonostante le nostre lettere, è ancora lì”.

Da avvocato che cura l’interesse di una società lei ha inviato determinate istanze al Comune. Ma magari l’amministrazione comunale potrebbe farsi promotrice di un tavolo con le società per trovare una mediazione, su orari e modalità di utilizzo della palestra.

Sarebbe auspicabile; devo dire che l’Amministrazione ci ha provato anche se senza grandi risultati. Quella palestra è un bene pubblico anche se debbo prendere atto che qualcuno lo considera come una proprietà personale”.

Perché ora ha deciso di parlare pubblicamente di questa vicenda?

“Vede, da quando la Tiberis ha vinto la gestione dell’impianto ne hanno subìte tante: per dirne solo alcune, una interpellanza in consiglio comunale, una raccolta di firme e provocazioni, più o meno velate nei confronti dei vari esponenti della Tiberis. Abbiamo sopportato anche una campagna di stampa, anche televisiva, che mai si è degnata di interpellarci per comprendere le nostre ragioni, ma che ha preferito, non si sa perché, sposare una ricostruzione unilaterale della vicenda. Ma essere accusati di essere degli ‘orchi’, additati al cospetto dell’opinione pubblica come persone quasi immorali che rifiuterebbero di far allenare un atleta in condizioni di disabilità, se mi consente, non è tollerabile.”

Avvocato, pensa che potremo vedere presto gli atleti della Kick Boxing e del Judo, compreso il nazionale Michele Milli, allenarsi, a turno, nella palestra del Morandi?

“Io non solo me lo auguro, ma ritengo che la Tiberis abbia manifestato una disponibilità anche oltre quanto doveva. A questo punto, mi faccia dire, dipende dal senso di responsabilità che gli altri soggetti sapranno dimostrare, accettando una situazione certificata dall’esito di una regolare ‘gara’ e senza pretendere una qualche forma di privilegio che possa portare a prevaricare i diritti delle altre società”.

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