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Merloni, Corte d’Appello respinge / Ragione alle banche

Alessia Chiriatti

Merloni, Corte d’Appello respinge / Ragione alle banche

Ora a rischiare sono 700 lavoratori / Regioni chiamano Renzi
Mar, 29/04/2014 - 14:06

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Merloni, Corte d’Appello respinge / Ragione alle banche

La notizia è arrivata ieri in serata: la Corte d’Appello di Ancona ha respinto la richiesta dei commissati straordinari dell’ex Merloni e di Giovanni Porcarelli di rivalutare l’annullamento della vendita dell’industria di Fabriano allo stesso Porcarelli. Escono così vittoriose dal processo le 7 banche creditrici, con Unicredit Management, Mps e Banca Marche in prima linea. Annullamento confermato dunque: ma quello che di peggio emerge è che ora a rischiare sono anche i 700 operai assunti dagli stabilimenti J. & P. di Marche e Umbria. Porcarelli e i commissari hanno già annunciato il ricorso in cassazione.

Il processo si è svolto in quanto gli istituti di credito avevano avanzato la richiesta di annullamento della vendita di un ramo dell’industria, che a loro dire sarebbe stato “svenduto” a 10 milioni di euro, per un valore di mercato di 54 milioni.

I sindacati – “Un dato è certo” – dicono dai sindacati – “in questa situazione estremamente confusa i 700 lavoratori di Gaifana e di Fabriano non possono rimanere senza lavoro, senza cassa integrazione, senza prospettive. A questa situazione va aggiunta la drammatica vicenda degli ex dipendenti Merloni, oltre 600 solo sul versante umbro, rispetto ai quali il 12 maggio scade come una mannaia la cassa integrazione. Quella che è e che rimane una delle più grandi vertenze dell’Italia centrale non può rimanere senza risposte alcuna, con un accordo di programma totalmente sulla carta e con un territorio, come quello della fascia appenninica, sempre più senza prospettive. CGIL CISL UIL dell’Umbria ritengono che le forze politiche ed istituzionali non possano stare a guardare, assistendo passivamente ad una delle più grandi crisi del lavoro degli ultimi decenni. Dalle parole occorre passare ai fatti! A pochi giorni dal Primo Maggio, un intero territorio e migliaia di lavoratori non possono rimanere senza nessuna prospettiva! In un Paese nel quale le ragioni delle banche trovano risposte, il mondo del lavoro, elemento trainante della nostra Costituzione Repubblicana, non può essere umiliato. Per questo CGIL CISL UIL dell’Umbria, insieme a FIM FIOM e UILM chiedono un immediato incontro al Governo Nazionale e alle Regioni Umbria e Marche per costruire una risposta che dia speranze e futuro ai lavoratori e alla fascia appenninica. Sicuramente non rimarremo con le mani in mano, e svilupperemo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per difendere il lavoro e il futuro della fascia appenninica”.

Regioni da Renzi – E i  presidenti di Marche e Umbria Gian Mario Spacca e Catiuscia Marini hanno chiesto un incontro ”urgente” al premier Renzi. I due governatori hanno infatti espresso ”forte preoccupazione per lo scenario di incertezza che si apre a seguito della sentenza della Corte di Appello di Ancona . A distanza di cinque anni e mezzo dall’avvio dell’amministrazione straordinaria e a due anni e mezzo dalla cessione degli assets industriali, i rappresentanti delle due Regioni sostengono infatti che la decisione della Corte d’appello rischia di rimettere in discussione un pezzo importante del programma di rilancio dello sviluppo industriale dell’area appenninica coinvolta dalla crisi della Merloni oltre che aprire una fase dagli esiti in questo momento non prevedibili rispetto alla prospettiva dei 700 lavoratori occupati dalla J&P Industries di cui 350 nello stabilimento di Nocera Umbra.
Le Regioni Umbria e Marche avevano sollecitato un intervento del Parlamento che potesse contribuire a chiarire il quadro giuridico legato alle procedure di vendita di complessi aziendali nelle procedure di amministrazione straordinaria.
In attesa delle motivazioni della sentenza e delle decisioni relative alla eventuale presentazione dei ricorsi presso la Corte di Cassazione da parte dei Commissari e del Ministero è stata così espressa la ferma richiesta – in considerazione della rilevanza nazionale della vicenda – di un incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri per valutare tutte le iniziative necessarie a definire le prospettive per l’area di crisi ed i lavoratori interessati”.

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