“Venite in Umbria e ritrovate la vostra anima”. Un appello, quello di Vittorio Sgarbi, andato in onda nelle pause tra un cantante e un altro, dal palco dell’Ariston di Sanremo 2017. A riflettori ormai spenti sulla kermesse musicale italiana in cui l’Umbria esce a testa alta con un quarto posto del tifernate Michele Bravi, resta la coda lunga dei commenti, l’immancabile scoperta di plagio e qualche polemica. Tra queste, fa capolino lo spot promozionale della Regione Umbria. Quindici secondi per parlare al cuore degli spettatori di tutta Europa, del cuore verde d’Italia attraverso sette immagini scelte per rappresentare il territorio, accompagnate dalle parole del noto critico d’arte.
Dritti al cuore
Sette le immagini, dicevamo, scelte per rappresentare la nostra Umbria accompagnate dal parlato del noto critico d’arte. Si parte con un panorama dall’alto: Todi forse. Forse Orvieto. Magari una panoramica volutamente generica, come a rappresentare una e tutte le
città arroccate dell’Umbria. Fortezze che come scrigni, nascondono bellezze. Scelte di stile. Poi, a seguire, ben riconoscibili: Gubbio, Assisi, Perugia, le cascate delle Marmore prima nel disegno attribuito solo pochi mesi fa a Leonardo Da Vinci poi ancora le Cascate e per finire le isole del Lago Trasimeno. Scelte di ordine e contenuto. Non se ne abbiano a male Spoleto o Foligno o Città di Castello o Trevi o Montefalco. In un quarto di minuto non si può raccontare tutto il “tesoro d’Italia“.
Sanremo
Ma neanche essere troppo “partigiani”. Il video è stato fortemente voluto dal vice presidente della Regione Fabio Paparelli, ternano doc che, nell’intento di risollevare il territorio colpito dalla crisi del turismo post sisma, il cosiddetto “danno indiretto“, ha scelto di “sfruttare” la vetrina
televisiva più importante e scintillante della tv pubblica per lanciare un messaggio positivo al grande pubblico. Il progetto, realizzato in collaborazione tra l’assessorato, consorzi turistici umbri e la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, prevedeva che lo spot fosse mandano in onda durante le tre giornate centrali del Festival. E così è stato.
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Piccolo grande errore
La nebbiolina di vapore delle acque delle Marmore che formano, magicamente, un cuore tra la boscaglia, nasconde un piccolo grande errore: un’immagine rovesciata, speculare, dove tutto ciò che nella realtà sta a sinistra si riflette a destra, come in uno specchio. Una piccola manipolazione del “reale” che stona come una nota presa male dal palco di Sanremo, se a farlo è proprio una Istituzione. E così è. La Regione Umbria ha prodotto e mandato in onda a livello europeo l’immagine sbagliata di uno dei simboli dell’Umbria. E qui resta tutta da capire la scelta. Si tratterebbe, quindi, di un semplice errore nel montaggio, una svista durante l’editing? O forse, solo un “romantico” effetto voluto per agevolare il riconoscimento dell’abbinamento immagine-parlato (ovvero quando Sgarbi dice “cuore verde dell’Umbria”) e che vede il cuore iconograficamente posto sulla sinistra. A pensar male, che si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca, si potrebbe addirittura ipotizzare un vecchio trucco del mestiere per mascherare l’utilizzo di immagini di cui non si hanno i diritti, bypassando – si fa per dire – la questione copyright.