Nuovi spazi per l'asilo nido “Il Glicine” di via Martiri della Resistenza. Questa mattina infatti è stato inaugurato il Centro di documentazione “Il guscio della Chiocciola”, al piano superiore della struttura, dove bambini e genitori potranno avvalersi della biblioteca per l'infanzia e dove per l'occasione è stata allestita una mostra sulla storia dei servizi educativi della città di Spoleto. Qui sarà inoltre possibile svolgere attività ricreative e formative, con il supporto di un altro spazio al pian terreno, in cui per tutta la giornata si svolgeranno laboratori di lettura, di pittura e la “Marcia dei diritti”, rappresentazione rap a cura della ludoteca Tana del Ludo e del servizio Uffa Sos.
Solo un assaggio dei cinque laboratori che partiranno a tutti gli effetti da gennaio, coinvolgendo i bambini del territorio fino ai 5-6 anni e i loro genitori. Nel nuovo anno saranno infatti attivati un corso di manipolazione (lettura, colore, pittura), uno di massaggio infantile, un corso musicale e uno di scrittura autobiografica per soli genitori. In molti hanno presenziato alla cerimonia di inaugurazione, che non a caso si è tenuta in occasione della giornata internazionale dei diritti dei bambini: dall'assessore alle politiche sociali, Manuela Albertella a quello all'istruzione e al lavoro, Patrizia Cristofori, da monsignor Riccardo Fontana al presidente della Bps di Spoleto, Giovanni Antonini, agli educatori e alle famiglie interessati al progetto.
“Un progetto su cui l'amministrazione ha lavorato con grande impegno – ha detto la Albertella – puntando ad offrire non solo accoglienza ai bambini ma anche un supporto integrativo per genitori, che potranno partecipare alle attività laboratoriali con i loro figli o a seminari e incontri sul tema dell'educazione infantile, per imparare a conoscere meglio le esigenze dei bambini e accompagnarli con maggiore consapevolezza nel loro percorso di crescita”.
Un plauso alle attività previste dal nido “Il Glicine” e alla professionalità di chi lavora è poi venuto dall'arcivescovo Fontana, che ha ribadito la responsabilità delle istituzioni, della Chiesa e degli educatori “a seguire – ha detto – le nuove generazioni anche nella fase adolescenziale, elaborando un progetto pedagogico globale che non li lasci soli ma li affianchi nella loro formazione”.
(Lucia Riccetti)