di Daniele Benedetti (*)
Un Partito capace di guardare al futuro e di dare risposte ai tanti cittadini che cercano di ritrovare fiducia nella politica, che chiedono maggiore attenzione ai problemi di tutti i giorni e si aspettano soluzioni rapide da chi li governa ai vari livelli, dallo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni. Un partito che garantisca lo spazio per il dialogo e il confronto tra le diverse culture e sensibilità che lo compongono, ma che soprattutto, di questa diversità sappia fare sintesi e valore aggiunto.
Un partito che dimostri di conoscere bene qual'è il confine tra il terreno della politica e quello dell'amministrare la cosa pubblica; che affronti la questione morale, sia nuovo nel modo di fare politica, in grado di dialogare costantemente con i cittadini. Giovani, disoccupati, famiglie, anziani, chiedono qualità dei servizi pubblici e risposte rapide ai loro problemi. I giovani chiedono un lavoro, gli anziani una pensione dignitosa, le famiglie più sicurezza, più speranza, più tranquillità. Dalla scuola al lavoro, dalla casa alla salute, dagli stipendi alle pensioni, serve una grande forza politica che il futuro lo sappia prevedere e disegnare con posizioni ferme, con atti e fatti concreti. Questo è il partito democratico aperto e nuovo che mi aspetto.
Da cattolico credente, convinto della separazione tra lo Stato Laico e la Chiesa, posso dire che Franceschini ha sempre confermato la sua visione per un partito laico, plurale, aperto e riformista.
Per il primo aspetto (la laicità), Franceschini ha sempre tenuto una posizione ferma. Piero Fassino, tra le ragioni che lo hanno convinto a sostenere Dario, ricorda che “nei mesi in cui si discuteva di coppie di fatto, Dario fu tra i promotori di un'importante lettera sottoscritta da 60 parlamentari della Margherita con la quale si rispose all'appello della Conferenza episcopale italiana, che chiedeva ai parlamentari credenti di uniformare il loro voto, che l'essere credente non può far venire meno, per chi ricopra incarichi istituzionali, il dovere prioritario di essere fedeli alla Costituzione e alle leggi dello Stato”. Sul tema del pluralismo tanto si è detto e scritto, mi limito ad osservare che senza l'idea, la necessità e i criteri di un soggetto politico plurale non ci sarebbe stato il progetto dell'Ulivo e, tanto meno, quello del PD. Un partito fatto di persone, delle idee e delle storie che esse rappresentano. Più sono numerose queste persone, più è alto il livello di pluralismo, maggiore è la capacità di comprendere la complessità del mondo che abbiamo davanti. È per questo che in Umbria i parlamentari del PD hanno fatto squadra intorno a Dario Franceschini e Alberto Stramaccioni. Marina Sereni, Anna Rita Fioroni, Mauro Agostini, Gianpiero Bocci, Walter Verini, insieme a Walter Veltroni, Piero Fassino, Giuseppe Fioroni, Debora Serracchiani, Sergio Cofferati e tanti, tanti altri accomunati dalla stessa idea di partito.
Tutti vogliamo un partito nuovo, capace di interpretare i cambiamenti e affrontare il futuro e, proprio per questo, non possiamo rinunciare a dare voce a quei milioni di cittadini che hanno creduto e credono nel progetto. Alle primarie del centro sinistra del 2005, come a quelle del partito democratico (2008), hanno partecipato oltre tre milioni e mezzo di persone quando allora la somma degli aderenti a DS e Margherita era di circa 700.00 persone. Possiamo oggi negare che di fronte ad un progetto politico credibile la risposta dei cittadini è stata più del doppio del numero degli aderenti? Non credo che si possa negare la storia, abbiamo invece il dovere di considerare, a tutti gli effetti, i cittadini che credono in noi, la terza forza costituente del PD, accanto ai due maggiori partiti che hanno avviato il progetto.
Pensando al mio ruolo di Sindaco, l'esperienza di questi primissimi mesi, mi ha già dimostrato quanto sia necessario rapportarsi con forze politiche autorevoli, unite, propositive, disponibili a lavorare per la città e per i cittadini. Questa necessità prescinde dalle appartenenze e dalle collocazioni: il Sindaco deve essere di tutti e lavorare nell'interesse generale e non potrebbe essere altrimenti.
In conclusione mi auguro che, chiunque guidi il PD, naturalmente io sono per Dario Franceschini a Roma e Alberto Stramaccioni a Perugia, sappia tenere la barra dritta e guardare avanti al governo del Paese e delle istituzioni locali. Una grande forza di centro sinistra capace di proporre soluzioni, indirizzare scelte, creare opportunità, riformare istituzioni, leggi e regolamenti e, soprattutto, capace di farlo nell'interesse generale e per il bene comune con trasparenza e legalità rinnovando se stessa per rinnovare il paese, le regioni e le città, per non perdere il passo con un mondo complesso che cambia ormai a distanza di mesi.
(*Sindaco della città di Spoleto)