Halving Bitcoin 2020: nuova rivoluzione in arrivo per il trading online? - Tuttoggi

Halving Bitcoin 2020: nuova rivoluzione in arrivo per il trading online?

Redazione

Halving Bitcoin 2020: nuova rivoluzione in arrivo per il trading online?

Annosa questione su quale sia l’atteggiamento giusto da riservare a Bitcoin
giovedì, 28/11/2019 - 17:19

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Halving Bitcoin 2020: nuova rivoluzione in arrivo per il trading online?

Nuova giornata grigia per il titolo BTC, che rimane stabilmente sotto la quota psicologica di 9.000 dollari, confermando il periodo non certo roseo per la cryptovaluta più famosa al mondo.

I segnali non sembrano quindi particolarmente positivi e non sembrerebbe una buona idea investire su questo titolo al momento.

Tuttavia i fattori da considerare sono molti, primo tra tutti l’imminente halving previsto per metà del 2020, in cui verranno minati bitcoin per un totale di 63 milioni a settimana.

Sarà probabilmente l’halving più grande della storia e porterà con sé inevitabili conseguenze per il mondo degli investimenti e del Trading online.

2020 sarà l’anno del trading su Bitcoin?

Sono molti gli analisti che non temono assolutamente l’attuale andamento negativo di Bitcoin, prevedendo un nuovo trend rialzista in corrispondenza del nuovo halving.

L’ultimo ci fu due anni fa e portò con sé il più grande trend rialzista nella storia del titolo, che sfiorò quota 20.000 dollari, per cui sembra tutto sommato sensato aspettarsi inversione di tendenza per la valuta digitale.

Tra i più grandi sostenitori del titolo, non si può non menzionare l’eccentrico programmatore statunitense John McAfee, il quale sembra avere le idee chiare su come approcciare il titolo.

La sua opinione è molto semplice. Oltre l’imminente halving, una volta che saranno minati bitcoin corrispondenti per la metà totale dei rimanenti, sarà la rarità stessa di pezzi a determinarne il valore, molto più alto di quello attuale.

Bitcoin sarebbe quindi ampiamente sottostimato, ma raggiungerà entro la fine del prossimo anno la sua quotazione naturale che per McAfee sarebbe addirittura di 1 milione di dollari.

Per quando l’opinione del programmatore americano possa sembrare esagerata, non è certo l’unico a pensarlo in questo modo, o quasi.

Il fondatore del fondo d’investimenti Lunar, Joel Birch, non solo non sarebbe preoccupato dell’attuale situazione della cryptovaluta, ma ne sarebbe addirittura entusiasta.

Birch infatti, convinto anch’egli che il titolo stia semplicemente attraversando una fase negativa solamente fisiologica e che nel 2020 tornerà a salire in maniera esponenziale, ha impostato una politica societaria che prevede l’acquisto di bitcoin ogni qual volta il titolo scende sotto gli 8.000 dollari, con la prospettiva di poterli poi rivendere sopra i 20.000 solamente tra qualche mese.

Peter Schiff all’attacco su Bitcoin: “non è un bene rifugio”

L’halving ha sicuramente creato un certo entusiasmo intorno alla cryptovaluta, facendo passare in secondo piano il periodo negativo del titolo.

Tuttavia non mancano analisti che rimangono molto scettici nei confronti di questo asset e che non ritengono assolutamente una nuova impennata del titolo.

Tra questi uno dei più agguerriti è sicuramente CEO di Euro Pacific Inc, Peter Schiff.

Famoso per essere un grande sostenitore dell’oro, il repubblicano ha più volte attaccato la cryptovaluta e i suoi sostenitori, che secondo la sua opinione avrebbero, nei confronti di Bitcoin, un atteggiamento quasi religioso, sperando in una improbabile e impronosticabile nuova risalita, ignorando completamente i segnali provenienti dai mercati.

Sostiene, inoltre, che il titolo scenderà ancora fino a 4.000 dollari, infrangendo i sogni di tutti coloro che vedevano in BTC un investimento rifugio, nonostante la caratteristica volatilità del titolo.

Il consiglio di Schiff è di spostare l’attenzione su asset più solidi e storicamente affidabili, come il franco svizzero, lo yen giapponese o lo stesso oro.

Come che sia, solo il tempo potrà risolvere l’annosa questione su quale sia l’atteggiamento giusto da riservare a Bitcoin, se credere in sue sistematiche riprese, dovute dal un valore intrinseco della valuta che sarebbe molto più alto di quello segnalato dai mercati, o di chi ne sostiene l’inaffidabilità e che non vede come si possa attribuirgli un valore intrinseco, data la natura della cryptovaluta.


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