Ospedale Spoleto, proteste bipartisan per le parole di Presciutti - Tuttoggi.info

Ospedale Spoleto, proteste bipartisan per le parole di Presciutti

Redazione

Ospedale Spoleto, proteste bipartisan per le parole di Presciutti

Tutti contro le parole del presidente della Provincia che ipotizza il declassamento dell'ospedale di Spoleto. Ac: serve ospedale unico. Lisci: nessun atto. M5s: programma elettorale prevede ospedale operativo come prima del Covid
Dom, 26/04/2026 - 19:40

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Hanno scatenato un polverone politico le parole del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti sull’ospedale di Spoleto durante la trasmissione “Di Venerdì” andata in onda su UmbriaTv. Esprimendo la propria opinione, infatti, il sindaco di Gualdo Tadino ha spinto sulla necessità in Umbria di ridurre gli ospedali sede Dea (con il dipartimento di emergenza – urgenza insomma). “Salvando” quello di Branca e ipotizzando il declassamento di quello di Spoleto.

Parole che hanno provocato la presa di posizione di schieramenti politici sia di maggioranza che di opposizione, compreso lo stesso Pd di cui fa parte Presciutti.

Ospedale Spoleto, Grifoni: “Parole di Presciutti gravissime”

A segnalare e stigmatizzare l’intervista è stato per primo il vicepresidente del Consiglio comunale Sergio Grifoni (Obiettivo Comune). “In una intervista mandata in onda da Umbria TV, – ha scritto Grifoni già nella tarda serata di venerdì – il presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti, ha palesemente dichiarato che in Umbria ci sono troppi ospedali Dea (Emergenza e urgenza) per un territorio come la nostra Regione. Basterebbero solo cinque ospedali: Perugia, Terni, Foligno, Branca, Città di Castello. Fuori Spoleto! Pertanto il nostro San Matteo, secondo l’autorevole esponente del PD, che ricopre una altrettanta autorevole carca istituzionale, dovrebbe essere ridotto ad un ospedale di semplici servizi. L’esimio rappresentante piddino, tra l’altro Sindaco di Gualdo Tadino, guarda caso, non si è dimenticato di lasciare fra gli ospedali da salvare quello che opera a due passi da casa sua! Strano! Non ne voglio fare una questione di campanilismo, ma ritengo che le affermazioni di Presciutti siano gravissime, sotto ogni punto di vista. E voglio ricordare all’esimio personaggio, che nella Provincia che lui amministra, ci sono anche i territori dello Spoletino e della Valnerina, che vanno tutelati in termini di salute e sicurezza, così come più volte affermato dalla sua Presidente della Regione Proietti e dai dirigenti PD in occasione dell’ultima campagna elettorale per le amministrative”.

Non si dica ora che Presciutti è una voce isolata, – ha aggiunto Grifoni – perché non è l’ultima ruota del carro della maggioranza che governa l’Umbria e che decide le sorti in termini sanitari, ma egli è un rappresentante di peso, da non sottovalutare. A meno che non si continui a predicar bene e razzolar male. Auspico quindi che il Sindaco Sisti protesti immediatamente nei confronti di chi di dovere e che il Consigliere Regionale Lisci presenti con altrettanta immediatezza una interpellanza in Consiglio Regionale per chiedere ragioni di tale episodio. Snobbare, giustificare, trattare la vicenda in maniera superficiale, sottovalutare il contenuto della stessa, sarebbe l’errore più grande, perché, da che mondo è mondo, se tuona da qualche parte piove!”.

Alleanza Civica rilancia sull’ospedale unico tra Foligno e Spoleto

Critiche anche da Alleanza Civica dei consiglieri Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili. Di seguito la loro nota: “Sanità umbra: basta errori che hanno radici nella scelta sbagliata di fine anni novanta, serve un ospedale unico tra Foligno e Spoleto Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, confermano ciò che da tempo risulta evidente: la sanità umbra necessita di una riforma profonda e non più rinviabile. Se davvero, come sostiene Presciutti, in una regione di appena 850 mila abitanti bastano cinque ospedali Dea – Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno e Branca – allora è arrivato il momento di dire con chiarezza che le scelte compiute 30 anni fa sono state sbagliate e oggi ne pagano il prezzo cittadini e territori. L’ospedale di Spoleto non può essere mortificato e ridotto a! ruolo di semplice ospedale di base o erogatore di servizi territoriali per effetto di decisioni politiche miopi, assunte da figli politici di quella stessa classe dirigente che ha compiuto degli errore e che oggi prova a riscrivere la realtà. Allo stesso tempo è evidente che l’ospedale di Foligno, progettato con una visione sbagliata e troppo sbilanciata verso Assisi – Perugia, già oggi non riesce a rispondere in modo adeguato alle necessità dell’area vasta e dei territori del cratere sismico, che continuano a essere penalizzati da una programmazione sanitaria distante dai bisogni reali delle comunità. Per questo ribadiamo con forza una proposta concreta e strategica: realizzare il terzo polo Umbro, inteso come un vero ospedale unico tra Foligno e Spoleto, collocato in una posizione baricentrica, capace di garantire servizi efficienti, risposte immediate ai cittadini e una sanità moderna per tutta l’Umbria. Non servono più annunci o dichiarazioni di circostanza. Servono scelte coraggiose e soprattutto serve ammettere gli errori del passato. Il Consiglio comunale è chiamato a esprimersi sulla nostra mozione e auspichiamo che lo faccia guardando esclusivamente all’interesse dei cittadini, superando campanilismi e logiche di partito. La sanità non può continuare a essere trattata come merce elettorale sulla pelle degli umbri”.

Gli assessori Pd: “Spoleto non accetterà alcun arretramento”

Non solo i gruppi di opposizione, però, stigmatizzano le parole del presidente della Provincia, Presciutti. Anche gli assessori comunali in quota Pd (il vicesindaco Danilo Chiodetti e Federico Cesaretti e Letizia Pesci) in una nota contestano l’ipotesi di un declassamento dell’ospedale di Spoleto: “Apprendiamo con forte preoccupazione dalle dichiarazioni rilasciate in un’intervista televisiva dal Presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti in merito al nuovo Piano sanitario regionale e alla prospettata esclusione dell’Ospedale di Spoleto dal novero dei presìdi DEA di I livello. Riteniamo doveroso chiedere con chiarezza con quali territori sia stata condivisa una posizione di tale rilevanza e a nome di chi siano state rese queste dichiarazioni. Spoleto ha contribuito in maniera determinante e compatta alla sua elezione e, proprio per questo, ci saremmo aspettati un confronto preventivo e trasparente con gli amministratori del territorio su un tema così delicato e strategico per l’intera area vasta.

Lo diciamo con fermezza: Spoleto – proseguono i tre amministratori comunali – non accetterà alcun arretramento del proprio ospedale né decisioni calate dall’alto che penalizzino il diritto alla salute dei cittadini del comprensorio spoletino, della Valnerina e dell’intera area vasta che su questo presidio sanitario trovano un riferimento fondamentale. Ancora più grave sarebbe se una simile impostazione fosse stata assunta con l’avallo del Partito Democratico regionale senza un confronto politico chiaro e condiviso. A oggi, infatti, non risulta alcuna assunzione collegiale di responsabilità né una linea formalmente definita su una scelta di tale portata. Come amministratori del Partito Democratico di Spoleto ribadiamo con forza la nostra posizione: ogni ipotesi di declassamento dell’Ospedale di Spoleto è inaccettabile. Siamo certi che il Consigliere regionale Lisci continuerà a mantenere alta l’attenzione su questo tema e a difendere con determinazione il ruolo strategico dell’ospedale spoletino all’interno del sistema sanitario regionale, anche in relazione alle esigenze della Valnerina e dell’area vasta”.

Insieme per Spoleto: “Spoleto non accetterà le manovre di chi crede che l’Umbria finisca a Foligno”

Sempre attraverso i social network è intervenuto il gruppo consiliare di minoranza Insieme per Spoleto, tramite Paolo Piccioni: “In attesa del Piano Sanitario Regionale, restiamo con gli occhi ben aperti ed abbiamo ancora fiducia nei confronti della Presidente Proietti ricordando quanto promesso prima e dopo le elezioni regionali.

Troviamo strumentali le polemiche di certi esponenti della destra che sembrano soffrire di amnesia: fingono di dimenticare che è stata proprio la loro giunta a chiudere il nostro ospedale e dimenticano i comportamenti adottati anche in Consiglio Comunale ogniqualvolta si è parlato di sanità sul nostro territorio. Ad alcuni rappresentanti istituzionali, anche del centro sinistra, vogliamo ricordare che Spoleto non è la periferia di nessuno. Il copione è cambiato. Questa volta nel Consiglio Regionale è presente un rappresentante del territorio e Spoleto non accetterà passivamente le manovre di chi crede che l’Umbria finisca a Foligno. Esigiamo che vengano rispettate la nostra dignità e i nostri diritti, senza sconti per nessuno e senza prendere lezioni da chi ha già tradito le promesse nel recente passato”.

Lisci: “Ad oggi nessun atto prevede ridimensionamenti”

Nessuna nota ufficiale dal consigliere regionale spoletino Stefano Lisci, che è anche segretario del Pd cittadino. Ma, tirato per la giacchetta da più parti, ha replicato su Facebook a Grifoni, di fatto smentendo qualunque azione concreta di declassamento del San Matteo degli Infermi. “Caro Sergio, – ha scritto appunto Lisci in risposta al consigliere comunale di minoranza – sai benissimo qual è il mio impegno, quotidiano, nella difesa e nel potenziamento dell’ospedale di Spoleto. Sto mettendo tutte le mie energie per il ripristino dei servizi che la precedente Giunta regionale da te sostenuta ha tolto. Lo ribadisco anche io, come evidenziato dagli assessori comunali del Pd: Spoleto non accetterà nessun ulteriore arretramento in merito al nostro ospedale. A scanso di ulteriori equivoci, ricordo che le amministrazioni parlano per atti e non per chiacchiere e a oggi non c’è nessun atto che preveda alcun ridimensionamento del nostro ospedale”.

Il M5s: “Programma elettorale prevede ospedale di Spoleto operativo come prima del Covid”

In giornata anche l’intervento del Movimento 5 stelle di Spoleto, che critica l’intervento di Presciutti. “Quando si parla di nuovo piano sociosanitario dell’Umbria e della riorganizzazione ospedaliera dell’intera Regione, – evidenziano i pentastellati – riteniamo che nessuno possa avanzare autonomamente e personalmente ipotesi che rischiano di compromettere il lavoro complessivo dell’amministrazione regionale. Come Movimento 5 Stelle di Spoleto ribadiamo la nostra piena fedeltà al programma elettorale, che prevede un ospedale cittadino operativo come prima della chiusura avvenuta durante l’emergenza Covid per decisione della giunta di centrodestra Tesei. Confermiamo inoltre la nostra posizione all’interno del Patto Avanti, certi che la Presidente Proietti e la sua Giunta regionale sapranno individuare la migliore sintesi possibile per restituire dignità all’ospedale di Spoleto e all’intero territorio”.

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