Guazzabuglio Prg, ricorsi al Tar e non solo - Tuttoggi

Guazzabuglio Prg, ricorsi al Tar e non solo

Carlo Ceraso

Guazzabuglio Prg, ricorsi al Tar e non solo

Lun, 24/05/2021 - 10:13

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Non c’è pace per il Piano regolatore generale di Spoleto che anche stavolta, 7 anni dopo la clamorosa bocciatura da parte del Consiglio di Stato, verrà sottoposto al vaglio dei giudici amministrativi del Tar dell’Umbria ai quali è stato depositato il ricorso di due cittadini che, nella memoria del loro legale, l’avvocato Massimo Marcucci, descrivono il guazzabuglio in cui sarebbe avvenuta l’approvazione della Variante al Prg che ha tenuto impegnato il Municipio e l’ex consiglio comunale della Giunta De Augustinis almeno negli ultimi due anni.

Secondo la tesi dei ricorrenti, gli stessi sarebbero stati penalizzati nel vedersi non riconosciuta la variazione di un loro terreno da agricolo a “zauni” (zone agricole utilizzabili per nuovi insediamenti), cosa invece avallata ad altri due proprietari di terreno (uno dei quali è un noto costruttore) avente la stessa caratteristica e posizione.

Il Tar dovrà quindi decidere se accogliere o annullare le delibere del consiglio comunale del 4 febbraio 2019 (adozione variante al Prg), del 4 febbraio 2021 (approvazione variante) e del 17 febbraio 2020 quando il Consiglio rigettò l’osservazione presentata dai ricorrenti.

Al centro della questione le posizioni di conflitto di interessi di almeno 10 consiglieri comunali (su 25), anche se il ricorso chiama in causa anche il segretario comunale che aveva presentato una osservazione al Prg.

Come si ricorderà nel 2019 la questione del conflitto di interessi era venuta fuori con l’opposizione che aveva chiesto al Presidente della 3a Commissione, Giampaolo Fagotto Fiorentini, e all’assessore Flavoni (entrambi defenestrati dalla Lega lo scorso novembre), di avere a disposizione le pratiche così da poter verificare con i giusti tempi le eventuali incompatibilità: richiesta rigettata dai due e che costrinse i consiglieri a stilare una sorta di albero geneaologico che gli uffici hanno poi controllato riscontrando almeno 8 incompatibilità.

Un diverso approccio dell’amministrazione De Augustinis rispetto anche alla penultima di Cardarelli, dove le pratiche erano a disposizione della Commissione e l’assessore pro tempore Antonio Cappelletti aveva chiesto e ottenuto che i sopralluoghi sulle pratiche più ‘spinose’ venissero fatti dall’intera Giunta e non solo dal titolare delle deleghe all’urbanistica.

L’approvazione

La variante al Prg è stata definitivamente approvata con appena 6 voti favorevoli, ma grazie alla astensione di altri 8 consiglieri che hanno così determinato il mantenimento del numero minimo legale (13).

Il Prg venne spacchettato in 6 stralci così da consentire ai vari consiglieri interessati di abbandonare i lavori di fronte a una pratica di potenziale loro interesse. E anche questo si basa il ricorso che evidenzia come in appena 36’ il Consiglio comunale abbia nel 2020 discusso e approvato i 6 stralci:

  • il 1° approvato alle 15.32,
  • il 2° alle 16.04,
  • il 3° alle 16.06;
  • il 4° (quasi un record) alle 16.07;
  • il quinto alle 16.08 (idem),
  • il 6° alle 16.09 (come sopra).

Volendo considerare che sul Prg si sono sommate ben 270 osservazioni e 7 repliche.

Non solo. Nell’ultimo consiglio, quello che la maggioranza ha ricercato quando ormai era chiaro che la Giunta fosse al capolinea, i consiglieri in conflitto di interessi se non hanno partecipato al voto hanno però preso parte alla discussione, cosa contraria a quanto previsto dal Tuel. Questa almeno la posizione dei ricorrenti.

Nel mirino del ricorso anche la pratica del consigliere uscente Roberto Ranucci (Laboratorio), già firmatario del ricorso con cui il Consiglio di Stato annullò il Prg nel 2014, e che nel tempo successivo ha raggiunto un accordo con il Comune per vedersi riconosciuta la propria area edificabile. [Il Signor Roberto Ranucci ci chiede di precisare che da tempo non è più proprietario dell’area divenuta edificabile e di non aver quindi potuto concludere nessuno accordo con il Comune di Spoleto. Prendiamo atto della precisazione, confermando che quanto avevamo è riportato negli atti di uno dei ricorsi pendenti al TAR. Probabilmente si sara trattato di un refuso del legale. – Aggiornamento del 28 maggio 2021]

Per Il Messaggero, che ha anticipato la notizia, i ricorsi pendenti potrebbero essere addirittura tre. Intanto gli studi legali stanno valutando se le procedure e i comportamenti tenuti abbiano solo un rilievo di natura amministrativa o altro. E su questo fronte potrebbero a breve registrarsi ulteriori novità.

Comune, “procedura legttima”

Sulla vicenda è intervenuto prontamente il Comune con una nota stampa in cui si conferma la “legittimità delle decisioni prese in sede di Consiglio comunale e dell’iter autorizzativo seguito per l’approvazione della variante al Piano Regolatore Generale Parte Strutturale. Il Comune di Spoleto provvederà comunque a costituirsi in giudizio, rappresentato dal proprio ufficio legale, per difendere le ragioni dell’Ente“.

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