Giudici accoltellati, interrogato Ferracci | La promessa sicurezza

Giudici accoltellati, interrogato Ferracci | La promessa sicurezza

Udienze in bilico, “vanno trovate soluzioni reali”


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La terribile aggressione subita dai giudici di Perugia Umberto Rana e Francesca Altrui è andata a toccare il nervo scoperto della (in)sicurezza dei tribunali perugini.  Soprattutto di quello civile. E, a ben vedere, era prevedibile che i giudici volessero delle reazioni reali non solo dei proclama.

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Così ieri mattina le udienze al tribunale civile hanno preso il via solo alle 11.30 dopo che per oltre due ore i magistrati si sono riuniti in assemblea. Protestando per la mancanza di tutte le unità delle forze dell’ordine che dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica avevano promesso martedì sera. Momento in cui l’Anm umbra ha deciso di convocarsi in assemblea permanente proprio per vigilare sui reali progressi sulla sicurezza.

Per ieri quindi, il presidente del tribunale, Gaetano Mautone, ha disposto che le udienze riprendessero, pur se in ritardo e con qualche pesante mal di pancia da parte degli avvocati che hanno buttato una mattinata intera.

“Ovviamente siamo solidali con i magistrati, ma va trovata una soluzione reale”, dice un legale nei corridoi. E intanto, stamattina proprio gli avvocati si sono riuniti in assemblea alle undici alla sala dei Notari. Per parlare di tutto quello che sta accadendo e decidere se adottare qualche tipo di misura.

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Invece, sempre stamattina, in carcere si è tenuto l’interrogatorio di garanzia di Roberto Ferracci. Il 53enne di Spello era proprietario insieme alla famiglia dell’hotel Julia messo all’asta da tantissimo tempo.  A novembre prossimo l’hotel sarebbe tornato in vendita a 170 mila euro quando invece il valore iniziale era di un milione e duecento mila euro. Ovviamente si era svalutato con le aste andate deserte. E di questo Ferracci incolpava la Altrui che non aveva sospeso le vendite giudiziarie come invece lui e la sua famiglia avevano chiesto con svariate istanze. L’uomo è difeso dall’avvocato Silvia Olivieri e davanti al pm Mario Formisano lunedì pomeriggio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ai poliziotti, che per primi lo hanno fermato, ha mostrato un certificato che attesta la sua invalidità al 75% per problemi psichiatrici.

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