Girandola direttori, nessuna quadra nel PD | Orlandi aspetta

Girandola direttori, nessuna quadra nel PD | Orlandi aspetta

Dirigente Becchetti in anticamera | L’altra partita si gioca sulle partecipate

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Ora di pranzo, Palazzo Cesaroni. In pausa tra una seduta e l’altra dell’Assemblea Legislativa in agenda per lunedì 29 maggio, i consiglieri regionali parlano tra loro, chiacchierano. Anche maggioranza e opposizione si incontrano, scambiano parole, si confrontano. Un’occasione ottima, non solo per discutere su mozioni, interrogazioni, strategie di approvazioni di legge, ma anche per scoprire cosa bolle in pentola nelle stanze dei palazzi tra una Commissione e l’altra. Argomento che non cessa a far parlare di sé è quello della nomina del direttore generale.

Fatto che aveva fatto arrabbiare qualcuno anche tra gli scranni della maggioranza e per cui lo strappo (e con esso la quadra) non è ancora stato ricucito. A garantirlo è proprio chi tra le fila del PD aveva mosso qualche perplessità sulla creazione della figura del direttore generale: insomma, la maggioranza in Regione, a ieri, non ha ancora trovato il modo di risolvere il nodo del “Lodo Orlandi”, nonostante siano passati 20 giorni dall’ultima seduta in Commissione (e altrettanti all’incirca ne passeranno per quella futura) e nonostante fosse in programma un incontro per sistemare la faccenda.

Facendo un passo indietro, i lavori per la nomina del direttore generale sono rimasti fermi all’ultimo appuntamento “andato in onda” in Commissione lo scorso 10 maggio: quel giorno consiglieri regionali e assessore Bartolini discussero delle “Modifiche alla struttura organizzativa e dirigenza della presidenza della giunta”. Perché a detta dello stesso Bartolini, in Umbria manca una figura di raccordo, la cui nomina, a quanto pare, non andrà a stridere con le norme di diritto vigenti. La bagarre, anche in quell’occasione, però, non è tardata ad arrivare: “si riorganizza totalmente la dirigenza della Regione con il solo fine di spostare Walter Orlandi dalla Sanità e ottemperare così ad un diktat di una corrente del PD alla presidente Marini che ha consentito il rientro in Giunta di Barberini”, aveva detto il consigliere Raffaele Nevi (FI). Mentre dallo stesso PD la consigliera Carla Casciari in disaccordo aveva dichiarato: “questa riorganizzazione produrrà la paralisi degli uffici per mesi e mesi”, richiedendo il rinvio dell’atto.


>>> Lodo Orlandi, in Regione Umbria arriva il direttore generale


Nella girandola delle nomine e ricostruendo il puzzle, l’attuale direttore regionale a Salute, Welfare Organizzazione e Risorse Umane, Walter Orlandi, dovrebbe dunque ricoprire il ruolo di direttore generale in Umbria. Assumerebbe la massima carica tra i direttori, non solo sovrintendendo il funzionamento dell’ente e assicurando il raccordo con le istituzioni locali, statali, europee ed internazionali, ma soprattutto, come si legge nel testo presentato in Commissione lo scorso 1o maggio, proponendo “alla Giunta regionale gli atti di organizzazione di competenza della stessa; propone alla Giunta regionale il conferimento degli incarichi dirigenziali, su proposta dei direttori regionali (e su di loro vigila); programma e pianifica l’assegnazione alle direzioni regionali delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche”. Tutti incarichi che creerebbero non pochi mal di pancia, in particolare tra i direttori sanitari dell’Umbria, che mal si vedrebbero ad essere ‘governati’ da un ‘deus ex machina’. Intanto al posto di Orlandi dovrebbe arrivare (almeno questo è il nome che circola a Palazzo) Ciro Becchetti, già direttore per Agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali e spettacolo, con competenze manageriali di Direttore Generale di Aziende Sanitarie.


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Altra partita, poi, è quella della nomina dei direttori delle partecipate, che, come da documento dello scorso marzo 2016, vede l’accorpamento di AUR (Agenzia Umbria Ricerche), ISUC (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea), Centro Studi Giuridici e Politici e Cedrav, la riforma dell’Adisu e la trasformazione del SEU (Servizio Europa) in un consorzio di diritto privato per la progettazione europea e il rilancio dell’attività formativa. Ma queste nomine, come note e come assicurano i ben informati, non hanno nulla a che vedere con le discussioni in Commissione. Come a dire: “le mani sulla faccenda sono quelle della maggioranza“.

Tornando al direttore generale, la Prima Commissione, che materialmente dovrà pronunciarsi sulla creazione della sua figura, è al momento fissata tra due settimane, quando l’ordine del giorno verrà affrontato, ancora una volta a Palazzo Cesaroni. Seduta entro la quale, si spera, il PD troverà una soluzione. Orlandi quindi, e non solo lui, attende ancora.

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