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Fora: “Ecco le mie 4 liste. Ma il problema sono io o il Pd?”

Redazione

Fora: “Ecco le mie 4 liste. Ma il problema sono io o il Pd?”

La replica del candidato civico all'altro polo del centrosinistra: "Se qualcuno vuole perdere apposta..."
Gio, 05/09/2019 - 10:39

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Nel giorno in cui Umbria dei Territori, Movimento Idee del Fare, L’Altra Umbria e Verdi costituiscono la Rete Civica, in accordo con i Socialisti e in dialogo con altre forze della sinistra, il candidato civico Andrea Fora, sostenuto dal Pd, replica a chi cerca si sbarrargli la strada per la corsa a Palazzo Donini.


Sinistra, socialisti e civici: verso l’altro polo


Ho annunciato la mia disponibilità a candidarmi presidente della Regione Umbria – ricorda – un mese fa. L’ho fatto prima della pausa estiva per due ragioni: perché le elezioni sono dietro l’angolo e per dare a tutti la possibilità di prendere posizione sulla mia scelta, e anche criticarla o metterla in discussione se questo fosse stato funzionale a essere uniti e competitivi. Ho lasciato la carica che avevo nel mondo della cooperazione, nel quale lavoro da una vita, per mettermi a disposizione di un progetto difficilissimo ma entusiasmante, nel quale credo moltissimo“.

E annuncia le sue quattro liste civiche: “In queste settimane ho lavorato in modo proficuo con diversi mondi del civismo e dell’associazionismo, persone che in alcuni casi frequento da sempre per la mia storia personale, che ha già portato alla creazione di quattro liste a mio sostegno. In queste quattro liste troverete i veri protagonisti della vita civica, dell’associazionismo, del volontariato, delle professioni, i migliori rappresentanti dei territori. Ci sarà una lista che si occuperà della protezione, del welfare, della cura della persona; una lista che lavorerà su ambiente e sviluppo sostenibile, un argomento enorme e totalmente ignorato dalla destra, in Italia e nel mondo, una lista composta da esponenti del mondo del lavoro, a tutti i livelli, che sto coordinando personalmente. Ecco il cambiamento che tutti stiamo auspicando: noi lo stiamo facendo davvero. È l’appoggio e l’impegno in prima persona di questi uomini e queste donne, è il loro impegno e la loro passione che voglio rappresentare. E io li ringrazio per avermi scelto come loro rappresentante“.

E rivendica il fatto che, in questo settimane, non ci sono state voci discordanti sul suo programma: coniugare sviluppo economico e rispetto dell’ambiente; abbattere le liste d’attesa; sostenere i progetti di vita e di lavoro dei giovani umbri per evitare che siano costretti ad andar via; dare garanzie, una volta per tutte, alle popolazioni colpite dai terremoti; bloccare la volontà della destra di far arretrare la nostra regione sul tema dei diritti.

“Non sono del Pd”

Salvo arrivare al fuoco di sbarramento quando il commissario dem Walter Verini ha ufficializzato l’appoggio del pd ad Andrea Fora. “Ma da qualche giorno, e in particolare dopo la decisione del Pd di sostenere la mia candidatura – dice lo stesso Fora – sembra che per alcuni io sia diventato Belzebù. A questo punto vorrei capire a che gioco stiamo giocando. Capisco le perplessità, si intenda. Non sono del Pd – replica per l’ennesima volta – e, con tutto il rispetto, non conto di farne parte. Anzi, dirò di più: sul fatto che il Pd umbro debba dare un taglio nettissimo col passato la penso esattamente come chi, oggi, sta cinicamente facendo tiro al piattello con la mia candidatura. L’ho detto anche ai loro dirigenti: li ringrazio per le loro parole e il loro appoggio ma sia chiaro che per me il rinnovamento e il cambio di passo, il big bang, come l’ho chiamato, riguarda tutti, e per primo il Pd. E devo dire che ho trovato grande disponibilità e comprensione, accanto a qualche malumore che capisco. Ma o si cambia completamente, o non ha senso una proposta come la mia“.

Il flirt coi civici romiziani

Il sindaco di Città di Castello e presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, si è detto pronto, “se sarà necessario“, a guidare il secondo polo che sta nascendo nel centrosinistra. Rivolge critiche al commissario dem Verini per non aver coinvolto gli altri partiti della coalizione sulla scelta di Fora, verso il quale esprime perplessità per l’appoggio che avrebbe dato, attraverso Progetto Perugia, a Romizi nelle scorse amministrative. Ma critiche all’operazione Fora sono arrivate anche da Giorgio Raggi, poco convinto della strategia di pescare voti tra i moderati di centrodestra.

E Fora replica: “Pare sia diventata una colpa il risultare attrattivi per chi, alle comunali di Perugia, non ci vota oramai da anni. Non ci vota proprio perché non abbiamo saputo rinnovare abbastanza: adesso che si sta provando a rinnovare le cose potrebbero andare diversamente. Non è che qualcuno preferisce perdere bene a vincere, preferisce un orticello sempre più piccolo alla possibilità di fare ciò che davvero serve all’Umbria?

Chi è più civico?

L’altra critica a cui Fora risponde è sul fatto che la sua candidatura sia veramente espressione civica: “La seconda è che io non sia abbastanza civico: io, che vengo dal mondo dall’impresa e dell’associazionismo, che non ho mai fatto politica in vita mia, vengo accusato da poco civismo da politici di professione. Nulla contro i politici di professione, ma chiedo rispetto per la mia biografia, almeno quello“.

Chi è il problema: Fora o il Pd

E allora Fora affronta il nodo della questione, mai sciolto, nel centrosinistra e all’interno degli stessi dem: “Il problema sono io o è il Pd? Se fossi io, e se ci fosse un altro nome che favorisse l’unità tra il Pd e la sinistra, è il momento di farlo. Mancano sei settimane al voto, non sei mesi. Se il problema fosse il Pd, e lo sarebbe anche se candidasse Obama, è il momento di dirlo. Vorrebbe dire che c’è un pezzo di ceto politico umbro che ha deciso che è più importante il destino di un partito che quello di una regione, e soprattutto di chi la vive tutti i giorni. Vorrebbe dire che c’è qualcuno che ha già considerato la battaglia persa e che ritiene che le passerelle trionfanti di Salvini siano il male minore“.

La battaglia “riaperta”

Io – prosegue Fora – non faccio parte di chi la pensa così. Non avevo bisogno di fare politica per avere un ruolo. Una battaglia che sembrava persa si è improvvisamente riaperta. Oggi nascerà un nuovo governo. Salvini non è più invincibile. Se qualcuno ha deciso che si vuole perdere apposta, non potrà contare su di me. Se invece si vuole provare a vincere, e a farlo attraverso l’unità sul programma per la Regione, e solo su quello, sono a disposizione, giorno e notte, per trovare un punto di incontro“.

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