Sinistra, civici e Socialisti: verso l'alternativa al Pd - Tuttoggi

Sinistra, civici e Socialisti: verso l’alternativa al Pd

Redazione

Sinistra, civici e Socialisti: verso l’alternativa al Pd

Contestato il metodo per la scelta di Fora: si cerca un altro candidato | Gli schieramenti a sinistra
Mar, 03/09/2019 - 17:55

Condividi su:


Sinistra, civici e Socialisti: verso l’alternativa al Pd

Andrea Fora non è riuscito a convincere quella parte del mondo civico che contesta (a lui, ma soprattutto al Pd che lo appoggia) la scelta del candidato presidente per le regionali. Così come minacciano di rompere l’alleanza di centrosinistra i socialisti, che si ritrovano sulla posizione delle liste di sinistra di L’Altra Umbria. Forze che, tutte insieme, sono pronte a dare vita alla Rete civica Umbria, con un candidato alternativo ad Andrea Fora.

Nonostante le mediazioni dei sindaci di Gubbio, Filippo Maria Stirati, e di Assisi, Stefania Proietti, la maggioranza di Umbria dei Territori, quella che fa capo al tuderte Pizzichini, continua a lamentare la fuga in avanti fatta dallo stesso Fora e dal Pd pronto ad appoggiarlo prima ancora di essersi messi a tavolino con tutta la costituenda coalizione. Che a questo punto rischia di dividersi in due: da un lato Pd, una parte del Cantiere civico e di Udt, Demos a sostegno del presidente di Confcooperative Umbria; dall’altro Mister X sostenuto da Socialisti, Europa Verde, la sinistra di L’Altra Umbria, il grosso di Udt, Movimento Idee del fare. Il tutto, in attesa di capire se andrà avanti, anche a livello regionale, il dialogo tra Pd e Movimento 5 stelle. Accordo che riporterebbe dentro Sa Sinistra per l’Umbria (critica, altrimenti, sulla scelta di Fora) e Articolo 1 Mdp.

Insomma, il sogno del commissario dem Walter Verini di radunare intorno a Fora una grande coalizione civica e politica in grado di sbarrare la strada alla destra salviniana rischia di naufragare di fronte alle solite fratture tra i partiti del centrosinistra ed alla (naturale) disomogeneità del fronte civico.

Gli oppositori della linea Fora-Verini non contestano tanto la figura del presidente di Confcooperative, quanto il metodo da cui è nata la sua candidatura: una fuga un avanti di Cantiere civico (superando i civici già presenti nei Comuni); una fuga in avanti del Pd, che avrebbe preferito il dialogo con le forze sociali e con la Curia a quello con gli altri partiti del centrosinistra. E questo, nonostante Verini continui a predicare la necessità di parlare con tutti.

Questioni di principio, ma anche di calcolo: alla grande coalizione si arriverà se, magari sulla scorta delle disavventure nazionali della Lega e del suo leader Matteo Salvini, la forbice con la candidata del centrodestra Donatella Tesei si affievolirà, sino a far sperare nella rimonta possibile, evento ripetuto come un mantra dai responsabili dei partiti del centrosinistra per darsi la carica. In caso contrario, a dettare le strategie delle singole componenti saranno le maggiori o minori possibilità di conquistare un seggio di minoranza a Palazzo Cesaroni.

Aggiungi un commento