Federcaccia, nuovo presidente e Direttivo: al lavoro sui nodi cinghiale, Atc e Piano venatorio

Federcaccia, nuovo presidente e Direttivo: al lavoro sui nodi cinghiale, Atc e Piano venatorio

Redazione

Federcaccia, nuovo presidente e Direttivo: al lavoro sui nodi cinghiale, Atc e Piano venatorio

Ritrovata l'unità dopo la faida: guida a Giovanni Selvi
Mar, 21/07/2020 - 17:11

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Federcaccia, nuovo presidente e Direttivo: al lavoro sui nodi cinghiale, Atc e Piano venatorio

Federcaccia Umbria ritrova l’unità e la collaborazione tra le correnti ed elegge il nuovo presidente e Direttivo regionale. Chiudendo così una faida interna che aveva portato il giudice ad azzerare i vertici regionali.

Calendario venatorio, cani, lepre, cinghiale, ritardi caccia di selezione

Il neo presidente di Federcaccia Umbria è Giovanni Selvi, che dopo gli adempimenti statutari, unitamente a tutto il nuovo Consiglio Direttivo ha affrontato le questioni venatorie che hanno portato al  calendario venatorio 2020-21. Un calendario nel quale Federcaccia “con estremo disappunto e amarezza – recita una nota dell’associazione – non ritrova alcune questioni affrontate durante l’audizione in terza Commissione, che sembravano concordate e acquisite. Tra queste il prolungamento del periodo dell’addestramento cani oppure la chiusura della caccia alla lepre. E’ evidente come la delusione, se non ci fosse stata almeno l’unificazione dell’apertura della caccia al cinghiale in tutte le forme, sarebbe stata totale, senza trascurare l’ingiustificato ritardo della risposta di Ispra che ha mortificato la caccia di selezione ai cervidi”.

Quanto al cinghiale, infatti, proprio Federcaccia in particolare si è battuta perché la Regione cambiasse le date inizialmente previste nel nuovo Calendario venatorio, fino al compromesso del 18 ottobre.

Le specie opportuniste

Oltre a quanto sopra è inaccettabile, da parte di Federcaccia, che per le specie opportuniste e invasive, quali gazza, ghiandaia e cornacchia grigia, “ci si ostini a non predisporre piani di contenimento particolari, che vadano ben al di là dei ‘canonici’ tre mesi di prelievo venatorio, abbandonando di fatto al suo destino quella biodiversità così largamente evocata a parole ma mai, ad oggi, perseguita e tutelata con i fatti. A ciò si deve purtroppo aggiungere l’assurdo appiattimento, da parte della Giunta e dell’assessore delegato, sull’invito del Ministero dell’ambiente di escludere dalle specie cacciabili il moriglione e la pavoncella, due specie sulle quali abbiamo inviato una dettagliata relazione tecnica all’Assessorato e a tutti i consiglieri regionali, e che a breve divulgheremo sulla stampa”.

Le partite aperte: regolamento caccia al cinghiale, selvaggina nobile stanziale, Piano faunistico venatorio e Atc

Tutto ciò premesso, Federcaccia Umbra rilancia il proprio impegno per le partite ancora aperte relative alla gestione della caccia nella nostra regione, a cominciare dal regolamento per la caccia al cinghiale, la gestione della piccola selvaggina nobile stanziale, il piano faunistico venatorio regionale, i regolamenti per la gestione delle zone di ripopolamento e cattura, gli statuti dei tre Ambiti territoriali di caccia e molto altro.

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