Tulle, stringhe, ecopelle, fascianti trasparenze e rasi: a spezzare il silenzio della notte è il ritmo della musica che pulsa tra le antiche mura del chiostro, dove una cascata di luci colorate infiamma l’inedito “noir carpet” firmato dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Non è stata una semplice sfilata, ma un vero e proprio manifesto di ribellione sartoriale quello andato in scena sotto il cielo stellato dell’Istituto di alta formazione artistica. Davanti a una platea di oltre 300 persone, con ospite d’eccezione il fotografo Steve McCurry, tra gli applausi di autorità, addetti ai lavori e le emozionate famiglie degli studenti, il Fashion Show annuale ha celebrato il centenario del capo-icona per eccellenza: il mitico tubino nero di Coco Chanel, reinventato e proiettato nel futuro con il titolo evocativo di “Noir Révolution”.
La sfida, lanciata agli allievi del terzo anno del corso di Fashion Design guidati dalla docente Serena Logozzo (coordinatrice generale dell’evento), era complessa: prendere la Petite robe noire del 1926 e spogliarla di ogni conformismo classico. La risposta dei giovani stilisti è stata dirompente. In passerella hanno sfilato outfit rigorosamente neri, ma ripensati attraverso volumi scultorei, geometrie audaci, stringhe intriganti, giochi di trasparenze, drappeggi fluidi e lavorazioni a ruche. Una rivoluzione fluida che ha scardinato i generi, declinando il tubino sia per lei che per lui, trasformandolo da simbolo di sobria eleganza a tela di pura espressione identitaria. Accanto a modelli e modelle professionisti, la serata ha visto l’uscita trionfale dei 25 studenti-designer, applauditissimi dal pubblico.
L’evento, che ha richiesto un anno di intensa ricerca didattica e laboratoriale, è stato orchestrato da una complessa macchina organizzativa. La serata è stata condotta dalla presentatrice Manuela Marinangeli, con il coordinamento dietro le quinte di Laura Cartocci, la regia di Stefano Massoli e il tocco della make-up artist Simona Toni per il trucco.
Una formazione tra consensi e qualità
La profonda soddisfazione per il successo della serata e per la straordinaria qualità didattica del corso è stata espressa dalla Direttrice dell’Accademia, Tiziana D’Acchille: “Il corso di Fashion Design è uno dei più frequentati della nostra Accademia ed è un percorso che attira talenti nazionali e internazionali, in particolare dalla Corea, dalla Mongolia, dall’area dei Balcani e da tutta Italia. Questo appuntamento conferma la qualità di un’offerta formativa molto solida, che rappresenta un elemento fondante: qui i ragazzi costruiscono la loro futura professionalità non soltanto sulla carta o al computer, ma direttamente in laboratorio, realizzando personalmente i loro capi. Sono ideatori, designer, ma anche veri e propri realizzatori e artigiani del proprio lavoro. Il corso si basa infatti su elementi fortissimi di sartoria, affiancati da uno studio teorico e storico approfondito della moda. Vedere questa sera il consenso del pubblico è la prova che siamo sulla strada giusta”.
Il plauso delle Istituzioni: la creatività che diventa economia
A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato l’Assessore al Turismo, marketing territoriale, spettacoli dal vivo e creatività, Fabrizio Croce, che ha evidenziato il valore strategico dell’istituzione perugina: “Quando l’alta formazione riesce a incrociare segmenti di vita che si intrecciano con l’avviamento al lavoro e con specifici ambiti dell’economia, credo si tocchi un tema di eccezionale interesse. Qui i ragazzi si mettono concretamente alla prova, danno spazio alla loro creatività, ma allo stesso tempo incontrano ciò che diventerà il loro futuro professionale. Questo passaggio sul piano della concretezza rappresenta un valore aggiunto immenso per tutto il nostro territorio. Come amministrazione siamo stati tra i primi in Italia a credere in questo progetto: è una realtà che va difesa, sostenuta e celebrata ogni anno, perché testimonia i livelli di assoluta eccellenza raggiunti dai nostri istituti di alta formazione”.
Flash, applausi e abbracci hanno sancito, sul finale, la chiusura di un cerchio perfetto: un anno di ricerca, studio e intraprendenza sartoriale che riconfermano l’Accademia di Perugia come hub centrale per costruire il proprio futuro professionale sul Made in Italy.



