Farmacie comunali, utile in crescita, attacco a stampa “pregiudizialmente contraria” | Giallo su concorso - Tuttoggi.info

Farmacie comunali, utile in crescita, attacco a stampa “pregiudizialmente contraria” | Giallo su concorso

Carlo Ceraso

Farmacie comunali, utile in crescita, attacco a stampa “pregiudizialmente contraria” | Giallo su concorso

Mer, 17/06/2026 - 09:05

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Nonostante dati di bilancio abbastanza positivi, con l’utile in crescita, non si può dire che sia tornato proprio il sereno nella gestione delle Farmacie comunali di Spoleto, l’azienda controllata all’85% dal municipio (il restante 15% a 5 farmacisti ed ex a fronte di un lungimirante accordo voluto già ai tempi della sindacatura Brunini), travolta lo scorso anno da polemiche e ben due inchieste che portarono alle dimissioni dell’amministratore Franco Silvano Toni di Cingoli sostituito da Bruno Toniolatti,

Se il primo veniva considerato uomo di fiducia del sindaco Sisti, pur con l’azienda che rientrava tra le deleghe dell’assessora Luigia Renzi (Ora Spoleto), Toniolatti è stato nominato proprio dalla lista civica di quest’ultima.

In questi ultimi giorni più di una nuvola è tornata sulla azienda, a causa della Relazione al Bilancio proprio dell’AU che non ha risparmiato strali alla stampa – che ci sia una influenza del vicino Bandecchi, anche se Toniolatti non ha certo il “fisico” del primo cittadino ternano e per fortuna neanche la sfrontatezza -, in qualche modo ai sindacati e pure ai recenti partecipanti al concorso, pardon selezione, voluta a tempi di record, per l’assunzione di 3 farmacisti, Frasi e pensieri in libertà che avrebbero giustamente mandato in fiamme almeno il sindaco.

Ma andiamo con ordine, facendo attenzione alle date.

Bilancio su, utili a riserva

L’ultima assemblea dei soci (presenti per il Palazzo Sisti, Renzi e il segretario generale Ruggeri) si è tenuta il 26 maggio per l’approvazione del bilancio i cui dati (sintetici) vengono annunciati due giorni dopo (28) con una nota stampa del Comune, ma i cui atti sono comparsi nella sezione “Amministrazione trasparente” del nuovo sito Afc (carente ancora dei dati del passato che, ad ogni buon conto possono essere ritrovati qui) solo nel pomeriggio del 6 giugno, ben 9 giorni dopo l’assemblea. Leggiamo la nota stampa, categoria presa poi di mira dal Toniolatti.

Il bilancio registra un utile netto di 170.942 euro, in forte crescita rispetto ai 26.953 euro dell’anno precedente, a fronte di ricavi pari a 3.907.920 euro, con un incremento di circa 200mila euro rispetto al 2024” scrivono dal Comune “Risultati che confermano la solidità dell’azienda e che consentiranno di reinvestire risorse nello sviluppo delle attività e nel potenziamento dei servizi. Determinanti gli investimenti realizzati negli ultimi anni per l’ammodernamento delle due farmacie comunali, l’introduzione dei magazzini automatizzati, l’innovazione tecnologica dei sistemi di gestione e una serie di iniziative rivolte alla fidelizzazione dei clienti. Le risorse finalizzate alla scontistica applicata ai servizi e ai prodotti delle Farmacie comunali, hanno superato nel 2025 la soglia di € 220.000,00 (€ 223.454,63) facendo registrare un ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai progetti di solidarietà e inclusione sociale, con iniziative di raccolta farmaci e beni di prima necessità in collaborazione con il Banco Farmaceutico, il Banco Alimentare e le associazioni del territorio e le associazioni internazionali. Nel 2025 è proseguito inoltre il rinnovamento tecnologico dell’azienda, con il pieno funzionamento dei robot di magazzino automatizzati, l’implementazione dei sistemi di pagamento digitali e il restyling completo del sito internet aziendale, pensato per migliorare il rapporto diretto con gli utenti e rafforzare i servizi online. Per il futuro si prevede l’installazione di colonnine per la ricarica elettrica, l’attivazione di nuovi punti informativi turistici e sanitari, l’ampliamento dei servizi dedicati alle scuole e alle persone fragili. Tra gli obiettivi strategici, tra cui il rafforzamento dell’organico delle farmacie attraverso nuove assunzioni, il consolidamento del welfare aziendale e la valutazione della possibile apertura di una terza farmacia comunale (l’intenzione della Giunta sarebbe di realizzarla a San Martino in Trignano anche se il primo cittadino punterebbe prima ad un presidio in centro storico, n.d.r.), per ampliare ulteriormente la presenza e i servizi sul territorio”.

Fin qui le parole al miele, sul bilancio che ha avuto il parere favorevole del collegio sindacale, ma da questo non revisionato, e i cui dati sarebbero da approfondire perché l’aumento dell’utile potrebbe essere anche legato al non tempestivo reinvestimento delle risorse: l’indirizzo dei sindaci ante giunta Sisti – da Cardarelli a De Augustinis – era quello infatti di reinvestire, prudentemente e con verifiche di bilancio bimestrali, gli eventuali utili che si andavano formando in progetti a favore della cittadinanza. Una strategia per evitare di pagare troppe tasse sull’avanzo lordo di fine anno.

L’affondo, “arginata stampa pregiudizialmente contraria”

Ma è leggendo la relazione dell’amministratore Toniolatti, da far rimpiangere il pur aulico lessico del conte Toni di Cigoli, che si rischia più di un salto sulla sedia. Al mal celato protagonismo – il manager ha operato appena 5 mesi nel 2025 –, Toniolatti ha aggiunto considerazioni in totale di libertà che avrebbero mandato in tilt la stessa amministrazione. Basta leggere tutto d’un fiato un paio di frasi per rendersi conto delle contraddizioni presenti nelle stesse: “…i miei principali obiettivi come amministratore in questi mesi del 2025, sono stati due: il primo, togliere definitivamente l’ immagine appannata e non vera di una AFC in difficoltà nella gestione e in crisi nelle sue varie componenti; il secondo, dare forte impulso alla natura pubblica e sociale. Sul mio primo obiettivo, l’impegno maggiore è stato ricomporre una realtà frammentata attraverso uno stretto rapporto con i due direttori e tutto il personale, con contatti quotidiani per dare tranquillità al loro lavoro. In tal modo, lavorando serenamente e con coerenza, abbiamo arginato una stampa pregiudizialmente contraria, siamo riusciti a far fronte ai legittimi accessi agli atti (numerosi) da parte di alcuni consiglieri comunali e alle due indagini in corso da parte della corte dei conti e della procura, abbiamo avuto molti incontri con la Guardia di finanza, che ha avuto in noi sempre un interlocutore presente, disponibile e collaborativo”.

Dunque, a fronte di ben due (2) inchieste, ma Toniolatti dimentica quella interna avviata dagli uffici comunali che hanno attivato il whisteblowing per tutelare il personale dipendente che aveva segnalato le presunte spese e progetti dell’ex amministratore, interrogazioni della politica di opposizione, denunce del sindacato, tutte più o meno raccolte dai quotidiani più attenti, la colpa è di questi ultimi? Di grazia, se non è di troppo impegno per l’infaticabile A.U., quali giornali sarebbero stati pregiudizialmente contrari? Quali frasi o passaggi possono essere contestati alla stampa che, a quanto consta, mai ha dubitato della professionalità, e ancor più del coraggio amministrativo, dei farmacisti e addetti?

I media, di certo queste colonne, hanno attuato il dovere di cronaca di fronte a notizie vere, riscontrate, al vaglio degli inquirenti, su questioni che possono essere eventualmente imputate solo alla precedente gestione (che ha per di più ricevuto il plauso dell’amministrazione e pure una non ordinaria manleva). Sorvolando sugli “incontri” con le forze dell’ordine – solitamente si chiamano “convocazioni” -, ci mancherebbe pure che il ruolo di un amministratore pubblico non sia “presente, disponibile e collaborativo”.

Affermazioni ultronee, in totale libertà, anche nei confronti della politica, che non fanno il paio con chi si vanta di avere il massimo rispetto per i diritti dei cittadini e dei popoli (nella relazione si legge l’intenzione di un prossimo accordo della Afc con l’associazione “Faro d’oriente in favore della popolazione palestinese) e poi dimentica quelli basilari dettati sin dalla Costituzione.

Che ne pensa l’assessora Renzi e la capogruppo in Consiglio Coltorti che reggono la Lista civica da cui proviene Toniolatti?

Concorso o selezioni, assunzioni fatte forse in arrivo ricorsi

Ma un altro punto sta sollevando più di un malumore tra il sindacato e i gruppi politici. Quello in cui Toniolatti scrive più volte del “concorso” delle Farmacie avviato e concluso in tempi rapidissimo che in realtà è stata una selezione. Due istituti giuridicamente diversi, il primo sicuramente più a garanzia di ogni ente nella scelta dei migliori (come recita sempre quel documento che risponde al nome di Costituzione della Repubblica Italiana), l’altro più speditivo, legittimamente attuabile da aziende a controllo pubblico, più adattabili a situazioni di temporanea crisi (come sostituire temporaneamente il personale).

Per quanto riguarda la pianta organica si è deciso di organizzare per i primi mesi del 2026 un concorso per titoli ed esami per farmacisti collaboratori allo scopo di formare una graduatoria (validità 36 mesi) da cui attingere per nuove assunzioni. Proprio in questi giorni è stato portato a termine il nuovo concorso per titoli ed esami per la costituzione di una lista di persone con la possibilità di instaurare dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato, con una validità di 36 mesi tale da consentire immediatamente un inserimento di 2, meglio 3 dotazioni nell’organico delle due farmacie ma anche di avere una “lista di riserva” da cui attingere se si concretizzerà il progetto di una terza farmacia. Dispiace che ad alcuni concorrenti il lavoro rigoroso, preciso e competente della commissione non sia piaciuto, tant’è che in 6, sui 14 partecipanti, hanno fatto richiesta di accesso agli atti per vedere la correttezza del concorso. Dispiace che sia una delle sigle sindacali (firmataria dei contratti aziendali) ad appoggiare tale accesso agli atti e che due di questi concorrenti abbiano chiesto anche l’interessamento dei capo-gruppo dei gruppi politici presenti in consiglio comunale. Pur non contestando la legittimità della richiesta di accesso agli atti (ci mancherebbe pure, n.d.r.), vorrei sottolineare che esiste ora una graduatoria di 10 persone la quale consente a AFC di procedere immediatamente, vista l’emergenza e carenza di attuale di personale alla assunzione di 3 tempi indeterminati”.

La sigla è la Uiltus che nei giorni scorsi ha scritto ai capigruppo. Verrebbe da chiedersi come faccia l’amministratore a sapere di due concorrenti che si sono rivolti ai capigruppo (alcuni dei quali hanno smentito a Tuttoggi di aver ricevuto qualsiasi tipo di contatto).

Ad una prima lettura delle carte disponibili sul sito, in effetti gli atti a base della selezione sembrano (sembrano) presentare qualche lacuna che potrebbe non aver reso facile il lavoro della Commissione. Passi che non vi sia una griglia dei punteggi, previsti per alcuni titoli ma non altrettanto per una eventuale, pregressa esperienza di farmacista pur indicata nella domanda, come anche per eventuali figli a carico. Per la cronaca, la prova pratica è consistita in 20 domande a risposta chiusa (un record a ribasso) da svolgere in un’ora e un esame orale che prevedeva anche il saper usare il registratore di cassa (?).

Con queste premesse non è difficile capire perché più della metà (6) degli idonei (10), che tolti i 3 già assunti fa la pressoché totalità dei partecipanti arrivati in fondo al concorso, aripardon selezione, voglia approfondire le valutazioni. Già due gli studi legali attivati, mentre per i maligni del palazzo, la Commissione esaminatrice potrebbe a breve essere riconvocata. Ma sono solo voci senza conferma. Tuttoggi ha provato a contattare il presidente ma senza successo.

Accordo per i vecchi soci, pressing del Comune sull’ultimo

Intanto si apprende, oltre che dalle affermazioni dell’amministratore Toniolatti – che paiono contrastare anche con la mozione approvata dal Consiglio comunale sull’assetto della Afc e piano industriale -, che si sarebbe raggiunto l’accordo per liquidare 4 dei 5 farmacisti, in pratica quelli già pensionati, che detenevano ognuno il 3% del pacchetto azionario. L’importo si aggirerebbe, il condizionale è d’obbligo, intorno ai 25mila euro ciascuno.

Non ne vuol sapere di cedere la propria quota, il quinto farmacista, tuttora in servizio. Da farle un monumento. Il Comune, infatti, anziché rimettere le azioni tra i farmacisti in servizio – una innovazione attuata in molti Paesi sviluppati (in alcuni persino i sindacati siedono nei board) – vorrebbe tentare di riprendere il totale controllo e magari trasformare l’azienda farmacie comunali con un assetto e operatività tipo quella dell’ASe. Che fin qui, anche per servizi diversi offerti, ha nel tempo avuto alterne vicende, solo in rare eccezioni positive.

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