E45, i sindaci uniti fanno appello alle Regioni

E45, i sindaci uniti fanno appello alle Regioni

Chiesti anticipi sui rimborsi alle imprese danneggiate | Sabato prossimo la manifestazione a Canili

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Fare pressione su Governo e Anas perché accelerino le procedure di pieno ripristino della viabilità sulla E45 e anticipare i fondi per erogare i primi contributi alle realtà economiche pesantemente danneggiate dalla chiusura del viadotto Puleto, che era stato chiuso dalla Procura di Arezzo perché considerato a rischio crollo. Queste le risoluzioni dei sindaci del comprensorio dei Comuni di Toscana, Umbria ed Emilia Romagna, che si sono riuniti nel Municipio di Pieve Santo Stefano insieme al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

I sindaci di Pieve Santo Stefano Albano Bragagni, di Sansepolcro Mauro Cornioli, di Bagno di Romagna Marco Baccini e di Città di Castello Luciano Bacchetta hanno illustrato lo stato della situazione attuale e le prospettive delle decisioni della Procura. In particolare, sono state rappresentate le gravissime difficoltà economiche di tutto il territorio rappresentato, in relazione alle quali con il Presidente è stato condiviso di avviare le azioni necessarie per procedere con un’anticipazione dei ristori economici di cui dovrà farsi carico il Governo, per il quale verrà avviata la procedura di monitoraggio propedeutica alla richiesta dei danni.

Sono intervenute anche le rappresentanze delle associazioni di categoria, che hanno rafforzato le difficoltà attuali di imprese e lavoratori, stimolando la necessità di giungere il prima possibile alla piena ripetuta della viabilità anche al traffico pesante.

Il presidente della Regione Rossi ha garantito l’impegno della Regione a stanziare risorse e gestire la procedura di riconoscimento dei primi contributi.

I sindaci poi si sono appellati e hanno stimolato l’unità delle comunità e territori per affrontare insieme questa situazione. Le varie comunità – hanno fatto notare i sindaci – hanno una storia che si intreccia e trova radici lontane,  abbiamo caratteri di montagna del tutto simili, e ora stiamo condividendo un dramma identico. Per questo dobbiamo unirci ed essere coesi per uscire il prima possibile da questo incubo. Uniti senza distinzioni. E le Istituzioni hanno bisogno di sapere che le comunità li sostengono unite per poter elevare la voce e difendere i diritti, gli interessi e il futuro dei propri cittadini, imprese, famiglie, lavoratori e studenti.

Sindaci e cittadini si sono dati appuntamento alla manifestazione del prossimo sabato 16 febbraio,  alle 11.30, a Canili per sollevare ancora l’attenzione sul problema e, se il silenzio continuerà, sarà l’inizio di una battaglia insieme.

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