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“Più controlli a Umbertide”, l’annuncio del Prefetto, baby gang finiscono su Rete 4

Davide Baccarini

“Più controlli a Umbertide”, l’annuncio del Prefetto, baby gang finiscono su Rete 4

Ven, 04/02/2022 - 09:50

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Dopo i recenti e preoccupanti fatti di cronaca si è riunito proprio a Umbertide il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, le baby gang con pistole e soldi raccontate dalla trasmissione di Mario Giordano

Dopo i recenti e preoccupanti fatti di cronaca, tra baby gang e assalti a portavalori, si è riunito ieri (3 febbraio), proprio a Umbertide, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

La riunione era stata richiesta dal sindaco Luca Carizia e convocata dal Prefetto di Perugia Armando Gradone, al fine di migliorare i controlli volti ad una maggiore sicurezza del territorio. Al summit hanno preso parte anche l’assessore alla Polizia locale Francesco Cenciarini, il questore di Perugia Giuseppe Bellassai, il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Stefano Romano, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Antonella Casazza, il comandante Carabinieri Città di Castello, maggiore Giovanni Palermo, il vice questore del Commissariato tifernate Michele Santoro, il comandante della Guardia di Finanza tifernate, sottotenente Daniele Maggioni e il comandante della Polizia Locale Gabriele Tacchia.

Le parole del sindaco

Ringrazio il Prefetto per la sensibilità e la disponibilità dimostrate nei confronti del nostro territorio – ha dichiarato il sindaco CariziaSiamo certi della vostra collaborazione e restiamo a disposizione per affrontare le tematiche legate alla sicurezza insieme a tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine”. Il primo cittadino ha poi ricordato come delle 64 telecamere di videosorveglianza nel territorio comunale (di cui 51 di contesto e 13 di lettura targhe) ben 29 siano state installate solo negli ultimi tre anni e mezzo.

Carizia ha inoltre comunicato al Prefetto l’inizio dell’iter amministrativo che porterà al cambiamento di tutte la lampadine dell’illuminazione pubblica con moderni sistemi a Led per aumentare la visibilità e la sicurezza. Nei giorni scorsi è arrivato anche il via libera da parte della Prefettura al nuovo progetto di videosorveglianza presentato dal Comune di Umbertide per la zona via dei Patrioti/Fontanelle. Il progetto è in attesa del finanziamento da parte del Ministero dell’Interno.

L’annuncio del Prefetto

Queste le parole del Prefetto Armando Gradone: “Abbiamo ritenuto indispensabile – io, il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza – raccogliere l’invito del Sindaco Carizia a dare una risposta forte all’allarme creatosi per via dei recenti fatti di cronaca, a cominciare dalla rapina al portavalori che ha suscitato un allarme sociale a Umbertide ma anche nei territori limitrofi. Tutti insieme siamo al lavoro per dare una risposta adeguata a questa preoccupazione, rafforzando ulteriormente il sistema di controllo del territorio attraverso un più razionale ed efficace impiego di tutte le risorse e disposizione“.

Le baby gang su Rete 4

Sulle baby gang, pochi giorni fa, è tornata anche la cronaca nazionale, con un servizio dedicato dalla trasmissione “Fuori dal coro” di Mario Giordano, ricostruendo i fatti riportati dai video sui social e il presunto viaggio in treno della banda che da Città di Castello sarebbe partita alla volta di Umbertide per scontrarsi con i rivali locali.

Il servizio di Rete 4

E’ gente che con la testa non ci sta” dicono alcuni giovani ai microfoni di Rete 4 – Qua i minorenni sono aggressivi e proteggono il proprio onore”. Il servizio ha assistito anche ad un controllo della Polizia in un parcheggio sotterraneo tifernate, con lo sconsolato agente che, dopo aver identificato alcuni minorenni, aggiunge: “Tutte le sere vengono qui sotto e fanno dei casini, è diventata una faccenda invivibile”. Inequivocabile, infine, il commento di un ragazzo: “Quest’anno è davvero un casino, infatti io il treno di sera non lo prendo mai! Sono preoccupato…”. Va ricordato che le foto, le armi e i video sono ancora al vaglio della Magistratura mentre alcuni ragazzi apparsi nei filmati (tutti tra i 14 e 18 anni), già identificati, sono stati (ri)affidati ai Servizi sociali.

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