Comune di Terni contro banca, Corte dei Conti 'boccia' in parte Giunta Latini

Comune di Terni contro banca, Corte dei Conti ‘boccia’ in parte Giunta Latini

Luca Biribanti

Comune di Terni contro banca, Corte dei Conti ‘boccia’ in parte Giunta Latini

Ven, 10/06/2022 - 09:20

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Il Comune di Terni contro banca Unicredit su anticipazione tesoreria, Corte dei Conti rigetta ricorso del Comune

Con la sentenza n.41/2022 la Corte dei Conti dell’Umbria ha accolto parzialmente il ricorso del Comune di Terni contro la banca Unicredit.

Secondo la sentenza della magistratura contabile, l’istituto di credito dovrà “restituire al Comune di Terni la somma di 370.923,82, percepita dalla banca a titolo di interessi non dovuti sulle anticipazioni di tesoreria, oltre agli interessi legali da calcolarsi a decorrere dalla data del pagamento effettuato dal Comune”, ma ha rigettato il ricorso “quanto alla richiesta di restituzione al Comune delle anticipazioni di tesoreria relative all’esercizio 2017 e degli interessi sulle stesse maturati da Unicredit fino alla deliberazione dello stato di dissesto”.

Per il Comune di Terni vittoria ‘mutilata’

Va ricordato che il 29 dicembre 2021 il Comune di Terni era ricorso alla Corte dei Conti per la restituzione, da parte della banca in questione, di 12.521.217,17 euro quale anticipazione di tesoreria inerente all’esercizio per il 2017 ma, come si legge nella sentenza, “Le anticipazioni di tesoreria non possono, tuttavia, trasformarsi surrettiziamente in una forma di indebitamento, in quanto ne risulterebbe violata la regola costituzionale di cui all’art. 119, sesto comma, Cost., che autorizza gli enti locali a ricorrere all’indebitamento solo per far fronte alle spese di investimento”.

E, ancora: “subentrando l’Organo Straordinario di Liquidazione in seguito al dissesto, deliberato nel 2018, è alle regole in quel momento vigenti che occorre far riferimento. E le regole in quel momento vigenti prevedevano (come prevedono tuttora) che la competenza attiene sì a fatti gestionali che risalgono fino all’anno prima, ma non a tutti i fatti gestionali essendo espressamente escluse dalla gestione straordinaria, tra l’altro, le anticipazioni di tesoreria su cui qui si controverte”.

“Si rischia un nuovo dissesto?

Sulla questione, era il 22 aprile 2021, il Pd aveva anche portato la questione dell’anticipazione di tesoreria in Senato tramite il Il presidente dellla Commissione parlamentare per il controllo sull’attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, deputato del Pd Tommaso Nannicini.

E il consigliere comunale Emanuele Fiorini aveva messo in guardia – questa volta era il 25 agosto 2020 – sul possibile ‘nuovo dissesto’ dell’Ente. Il responsabile del servizio finanziario in data 3 agosto 2020, sosteneva Fiorini, aveva segnalato all’organo straordinario di liquidazione (Osl) l’esistenza di un debito dell’Ente verso il Tesoriere Comunale (Unicredit spa appunto) maturato a titolo di rimborso dell’anticipazione di tesoreria, chiedendo l’ammissione al passivo di tale debito, ritenendolo del dissesto.  Il Tesoriere Comunale a sua volta aveva segnalato all’Osl l’illegittimità della richiesta di ammissione al passivo, ritenendo il debito di competenza dell’Ente. La Giunta comunale, tramite delibera, aveva preso atto della segnalazione, ma era andata avanti per la sua strada. Come è andata a finire lo ha sentenziato la Corte dei Conti. Sempre che il Comune di Terni ora non presenti ricorso in appello.

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