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CGIL: A RISCHIO LA CAMERA DEL LAVORO DI SPOLETO, ECCO PERCHE’. LA STRANA ‘POLITICA’ DI CIAVAGLIA. ESPLODE LA QUESTIONE MORALE

Redazione

CGIL: A RISCHIO LA CAMERA DEL LAVORO DI SPOLETO, ECCO PERCHE’. LA STRANA ‘POLITICA’ DI CIAVAGLIA. ESPLODE LA QUESTIONE MORALE

Ven, 23/01/2009 - 14:38

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CGIL: A RISCHIO LA CAMERA DEL LAVORO DI SPOLETO, ECCO PERCHE’. LA STRANA ‘POLITICA’ DI CIAVAGLIA. ESPLODE LA QUESTIONE MORALE

Sono otto mesi che la Camera del Lavoro di Spoleto non ha più il suo responsabile. Eppure Filippo Ciavaglia, vestiti i panni di sub-commissario, aveva promesso che al massimo entro settembre scorso lo si sarebbe avuto. Ma passati ulteriore quattro mesi non si vede la luce. Anzi a quanto se ne sa c’è sempre più aria di maretta dentro la Cgil spoletina. Da una parte resta compatto il coordinamento, composto dai 9 rappresentanti che avrebbero dovuto procedere alla nomina del sostituto di Fausto Stocchi, dall’altra Ciavaglia che non si capisce bene quale strategia stia attuando. ad esser precisi il coordinamento avrebbe dovuto condividere la proposta del segretario generale Mario Bravi. Che a Spoleto però non si è fatto vedere, delegando tutto a Ciavaglia. Il quale, a quanto dicono i bene informati, lega la nomina ad una questione economica, di mero costo: già a novembre scorso, comunque in ritardo rispetto alle promesse, ha proposto il nome di Maurizio Evangelisti, il segretario regionale della categoria Slc (grafici, poste e telecomunicazioni).

La bocciatura – E’ spoletino Evangelisti, ha un distacco full time da Poste Italiane e quindi non costerebbe nulla alla organizzazione. Ma il coordinamento, e questa è la prima notizia clamorosa, ha bocciato la proposta all’unanimità. In altri tempi e situazioni, una decisione simile avrebbe comportato le immediate dimissioni. Che, ovviamente, Ciavaglia non può rassegnare dal momento che formalmente con la Camera del Lavoro di Spoleto non c’azzecca proprio nulla (è responsabile di quella di Foligno). Figurarsi poi chiederle a Bravi. “Che almeno lascino decidere il coordinamento territoriale in modo autonomo” dicono alcuni rappresentanti della Cgil che questo pomeriggio torneranno a incontrarsi, nuovamente convocati dal sindacalista folignate. I nervi quindi cominciano a saltare. I primi rumors sono cominciati a trapelare già tre domeniche fa durante la presentazione del candidato alle primarie del Pd di Spoleto. Senza cosiderare le lamentele degli iscritti che non sanno più a chi rivolgersi e il fatto che la Camera del Lavoro rimanga a volte chiusa di pomeriggio.

I candidati – eppure di nomi su cui puntare ce ne sarebbero. Uno su tutti quello di Giampiero Pincanelli sul quale ci sarebbe una larga intesa della base cigiellina. Ma anche Manfredo Proietti, della funzione pubblica, e lo stesso Alessandro Raspa, della potente organizzazione dei pensionati. Scartata l’ipotesi di una quota rosa: Stefania Rosati infatti si è dichiarata indisponibile a reggere la struttura. La politica di riferimento, specie il Pd, al momento è rimasta singolarmente defilata. Non tanto sulla scelta, quanto sulla necessità di dare al più presto alla struttura un responsabile. Anche se pare che la segreteria ha cautamente avanzato qualche proposta che vedrebbe fra i papabili Yuri Cerasini, attuale consigliere comunale e figlio d’arte (il papà Slavo ricopre un importante incarico a livello regionale e nazionale nel sindacato di Epifani).

Il pretesto – le difficoltà economiche sarebbero solo un pretesto, a quanto sostengono alcuni coordinatori, dal momento che le categorie sono disponibili, come deciso dalla Conferenza di organizzazione provinciale, a contribuire agli eventuali costi da sostenere per ripianare eventuali differenze sulle competenze economiche e contributive del responsabile della Camera del Lavoro. La maggior parte dei sindacalisti vanta infatti un distacco part-time. Ma sembra ridicolo che la più importante organizzazione regionale non abbia danari sufficienti per pagare…mezzo stipendio. Non è da escludersi, e questo è il sospetto dei più, che Ciavaglia e Bravi abbiano per la Camera del lavoro un altro progetto. I timori di una sua chiusura, in favore di quella di Foligno, risalgono a tempi non sospetti. Già qualche anno fa si parlò di lasciare nella città del festival un semplice ‘punto di ascolto’, trasferendo la struttura nella città della quintana.

Questione morale – intanto la questione morale esplode anche dentro il sindacato di Epifani e vede quale prima vittima proprio Ciavaglia. Che, udite, udite, è il presidente della Futura S.r.l., la società che gestisce i caaf della provincia di Perugia. Non è proprio una novità, visto che nel CdA della società già si era seduto Mario Bravi, quando era segretario di categoria. Il collega folignate però è stato più bravo andando a prendere la poltrona più ambita, quella della rappresentanza legale. Insomma Ciavaglia è al tempo stesso ‘datore di lavoro’ e ‘sindacalista’, parte e controparte. Una situazione a dir poco anomala che non trova molti altri esempi. Neanche nella stessa Cgil umbra, se si pensa che la società che gestisce i caaf della provincia di Terni – la Lavoro e Progresso S.r.l. – è retta da Mario La Tegola che non ha alcun incarico. Stessa situazione per la Cisl dove il presidente della SINT Umbria S.r.l. è Marco Pelliccia, anche lui senza alcun ruolo dentro l’organizzazione di Bonanni. Insomma una anomalia tutta ‘perugina’, quella della cgil. Con la differenza che altrove, a cominciare da Foligno, tutti i problemi che si tirano in ballo per Spoleto non ci sono. E quando anche ci fossero, sarebbero risolti in tempo reale.


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