Centro Boeri, il 'pasticcio' della delibera di Giunta | Sequestro "per non aggravare la situazione" - Tuttoggi

Centro Boeri, il ‘pasticcio’ della delibera di Giunta | Sequestro “per non aggravare la situazione”

Sara Fratepietro

Centro Boeri, il ‘pasticcio’ della delibera di Giunta | Sequestro “per non aggravare la situazione”

L'ordinanza del gip: finalità non previste da normativa e opere nell'area delle Marcite | Associazione magistrati: "Sconcerto e preoccupazione" | Boeri: "Un equivoco" | E il 15 maggio inizia il processo su Casa Ancarano
Gio, 15/03/2018 - 00:18

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Sia la delibera di Giunta del marzo 2017 che la convenzione con il comitato “Un aiuto subito” definivano il centro polivalente “Boeri” come una “struttura permanente polivalente ad uso sociale”, anche se poi l’ordinanza del sindaco Nicola Alemanno – che costituisce titolo abilitativo all’esecuzione delle opere – ha tutto un altro tenore. 

E’ quanto emerge dall’ordinanza di 7 pagine con cui il gip del tribunale di Spoleto Francesco Salerno ha disposto il sequestro del cosiddetto centro “Boeri”. Una richiesta avanzata a dicembre dal procuratore capo Alessandro Cannevale e dai sostituti Gennaro Iannarone e Patrizia Mattei ed accolta soltanto in data 7 marzo dal giudice. Praticamente un anno dopo l’avvio dell’iter per la realizzazione della struttura. Anche se in realtà i sigilli sono stati apposti soltanto nella giornata di martedì, al ritorno del primo cittadino dal viaggio in Germania al seguito della Fiaccola benedettina.

Cosa dice l’ordinanza del giudice

Nelle carte vengono ripercorsi gli atti del Comune di Norcia propedeutici alla realizzazione dell’opera progettata dall’architetto Stefano Boeri e costruita con i soldi del comitato “Un aiuto subito” (promosso da Corriere della Sera e Tg La7), evidenziando il non rispetto della normativa emergenziale post terremoto del 2016 laddove permette di costruire in deroga alle leggi urbanistiche ordinarie. Secondo la tesi dei pm, sposata dal giudice per le indagini preliminari, non ci sono infatti i requisiti delle finalità previste tassativamente dalle ordinanze di protezione civile né la temporaneità dell’opera.

Ed a confermarlo, nero su bianco, sono di fatto la delibera di Giunta 19 del 28 febbraio 2017 e la convenzione stipulata tra il Comune di Norcia e il comitato di beneficenza denominato “Un aiuto subito terremoto centro Italia 6.0”. Nel primo documento si parla infatti della raccolta fondi “con l’obiettivo di donare al Comune di Norcia una struttura polivalente (nello stesso atto indicata anche più volte come permanente, ndr), denominata ‘Polo della Cultura Alimentare locale’, che ospiti eventi, incontri, manifestazioni, riunioni, esposizioni, fiere e ogni altro genere di attività promosse dal Comune di Norcia, che possano servire a promuovere le eccellenze e le peculiarità del territorio”.  CLICCA QUI PER LEGGERE LA DELIBERA DI GIUNTA 

Una struttura, progettata dall’archistar finito indagato insieme al sindaco di Norcia per abuso edilizio, in realtà parte di un progetto più grande, con la realizzazione di altri padiglioni e di un parcheggio pubblico. Il tutto in un’area vincolata dove le norme ordinarie vietano di costruire alcunché: all’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini, area Natura 2000 e sito di interesse comunitario, all’interno di un ecosistema particolare e delicato quale quello delle Marcite.

La normativa emergenziale post sisma (le varie ordinanze di protezione civile ed in particolare le 388, 389 e 394) prevedono la possibilità di costruire in deroga alle norme ordinarie ma soltanto per le esigenze abitative e per assicurare la continuità dei servizi pubblici e di culto. Tra cui anche per strutture come municipi temporanei. E ad onor del vero nel centro polivalente realizzato alle porte della città si riuniva il Consiglio comunale, ma la sede municipale, così come il Coc sono sempre rimasti ubicati nei container nella zona di viale XX Settembre.

A nulla varrebbe che nell’ordinanza comunale – la 347 del 4 marzo 2017 – a firma del sindaco Nicola Alemanno in cui si autorizza la realizzazione del padiglione si parli invece di struttura temporanea e si aggiusti in parte il tiro anche sulle finalità. Il documento prevede infatti “l’installazione temporanea per tutto il periodo connesso allo stato di emergenza, di una struttura polivalente per il ripristino delle attività sociali espositive culturali ed istituzionali in conseguenza dell’inagibilità della Sede Municipale e della struttura di Porta Romana adibita a C.O.C“. CLICCA QUI PER LEGGERE L’ORDINANZA COMUNALE

“Orbene, l’edificio denominato ‘centro polifunzionale’ eretto in Norcia – scrive nell’ordinanza di sequestro il giudice Salerno – non soddisfa nessuno dei due requisiti che le su richiamate ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile pongono, tassativamente, a fondamento delle eccezionali e limitate deroghe alla disciplina legale in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica: la funzionalizzazione a precise e categoriche esigenze abitative o sociali a carattere primario ed il carattere temporaneo degli interventi”.

Altro particolare che emerge, sono le note con cui la Soprintendenza archeologica – l’8 e 9 marzo 2017 – contesta al Comune una mancata comunicazione in merito al progetto chiedendo in particolare “chiarimenti progettuali volti ad identificare in modo univoco le fuzioni previste all’interno del centro […] e specifiche progettuali riguardanti le soluzioni tecnologiche e costruttive della installazione”.

Quanto, infine, alla richiesta dei pm, accolta, di sequestro preventivo della struttura, nonostante già realizzata ed utilizzata, richiamando precedenti sentenze della Cassazione, il gip scrive che “nel caso di specie la libera disponibilità del bene oggetto della richiesta di sequestro è necessariamente destinata ad aggravare le conseguenze degli illeciti in contestazione“. Ricordando come la struttura insista nel Parco e inserita in zona classificata nel sistema paesaggistico ambientale come “Marcite”, “l’abuso edilizio commesso è dunque destinato ad avere un’incidenza negativa sulle diverse matrici ambientali ed un impatto su una zona oggetto di particolare tutela […], con la conseguenza che la libera disponibilità del bene in capo agli indagati o a terzi non potrebbe che aggravare, fino a renderla irreversibile, la già allarmante compromissione dei beni giuridici tutelati dalle norme penali in contestazione”.

La posizione degli indagati

Nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Spoleto, come emerso sin da subito ieri, risultano indagati il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e l’archistar Stefano Boeri, in qualità di direttore dei lavori. Viene loro contestato l’articolo 44 del testo unico in materia di edilizia (DpR 380/2001) per aver realizzato l’opera senza permesso a costruire ed autorizzazione paesaggistica, ma anche la violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs 42/2004) perché l’opera è stata realizzata all’interno dell’area delle Marcite.

Boeri parla di “equivoco” che verrà chiarito e ripercorre in una nota la vicenda: “Facendo seguito all’Ordinanza del Comune di Norcia del 347 del 04/03/2017, alle Ordinanze della Protezione Civile e grazie ai fondi raccolti dal Corriere della Sera e dal TGLa7 tra i cittadini italiani, abbiamo progettato e seguito la costruzione in soli tre mesi di una struttura temporanea di 450 mq di classe 4 (la massima nella sicurezza antisismica). Un edifico polivalente che in situazioni di emergenza sismica può essere utilizzato per accogliere i cittadini. Un’architettura in legno inaugurata nel giugno scorso alla presenza delle massime autorità locali e nazionali. La struttura, leggera e di grande solidità, si compone di pannelli, pilastri, travi e rivestimenti in legno lamellare, con connessioni in viti e bulloni, costruita a secco e dunque totalmente smontabile. Anche gli impianti e i serramenti potranno essere ricollocati. La struttura in legno è opportunamente ancorata al terreno tramite una griglia di travi e cordoli in cemento armato (una tipologia di fondazione necessaria in situazioni di rischio sismico) interposti ad un “vuoto sanitario” in modo da ridurre al minimo l’impatto sul suolo e da essere facilmente rimovibile. Sono convinto che si tratti di una buona dimostrazione di come il legno permetta di realizzare in tempi rapidi architetture di qualità e in grado di garantire la massima sicurezza. Avendo totale fiducia nel lavoro dei Magistrati, sono certo che ogni equivoco verrà chiarito e che il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia tornerà al più presto a disposizione dei suoi cittadini. Il sequestro della struttura priva infatti una comunità già duramente provata di uno spazio di grande utilità sociale. Sono amareggiato nel rilevare come un lavoro finanziato dai cittadini italiani, svolto dal mio studio in totale gratuità e con grande attenzione alle esigenze della comunità di Norcia venga trattato alla stregua di una speculazione abusiva”.

Il sindaco Nicola Alemanno, al suo secondo avviso di garanzia post terremoto dopo quello su Casa Ancarano per gli stessi motivi, ha voluto convocare una conferenza stampa pubblica in piazza San Benedetto, in cui ha parlato anche dell’ipotesi di rassegnare le dimissioni, chiamando quindi  un funzionario di governo ad occuparsi di questa delicata fase per Norcia vista l’insicurezza ora sul cosa fare dei cantieri similari che dovranno venire aperti. “La comunità – ha evidenziato il primo cittadino  – è totalmente disorientata, non riusciamo a comprendere se il luogo dove noi teniamo il consiglio comunale non abbia le caratteristiche che sono previste dalle ordinanze dal Capo della Protezione Civile nazionale. Non credo che una comunità come la nostra, che sta soffrendo così tanto, debba anche potersi chiedere se è possibile realizzare provvisoriamente un centro dove tentare di ricostruire un minimo del proprio tessuto sociale, dove far svolgere gli spettacoli di Natale dei bambini delle nostre scuole; dove riannodare il filo con la cultura come abbiamo fatto pochi giorni fa che eravamo riusciti a ripartire con la stagione teatrale”. “Paghiamo lo scotto ha sottolineato – di non avere un testo unico delle emergenze ed ora siamo in mezzo ad una diatriba tra due componenti dello stesso sistema istituzionale, ma questo non può avvenire sulla pelle di un sindaco: a questo punto ci dicessero cosa dobbiamo fare, ho bisogno di avere chiarezza. Personalmente sto valutando anche la possibilità di rimettere il mio mandato. Questa vicenda rischia di paralizzare il sistema. La mia preoccupazione è come i nostri funzionari pubblici potranno continuare a sottoscrivere ed assumersi delle responsabilità se ogni volta si entra nei cavilli. Le casette, i ristoranti, le attività commerciali, le scuole, tutti hanno platee in calcestruzzo, saranno tutti sequestrati?”.

Associazione magistrati: “Sconcerto e preoccupazione”

Se la posizione di Alemanno è stata di pieno rispetto per l’operato della magistratura, evidenziando come è necessaria chiarezza dopo quanto accaduto a Norcia in questi ultimi mesi con il sequestro prima del cantiere di Casa Ancarano (per il quale il 15 maggio si aprirà il processo penale)  e poi del centro Boeri, più scomposte sono state alcune prese di posizione mediatiche. E particolarmente forte quella martedì sera del direttore del Tg La7 Enrico Mentana, a cui è arrivata però la replica del procuratore capo Cannevale nella giornata di mercoledì.


Sigilli al centro “Boeri”, Alemanno “Ora sequestreranno anche scuole e ristoranti?” | Procura “Nessuna deroga incondizionata”


A difendere l’operato dei magistrati spoletini è stata l’Anm dell’Umbria: “La sezione Umbra dell’Associazione Nazionale Magistrati riconoscendo il diritto di critica  delle decisioni assunte dalla magistratura esprime sconcerto e preoccupazione per il tono drammatico e veemente con cui alcuni organi di stampa si sono espressi in riferimento al disposto sequestro preventivo del centro polivalente di Norcia, noto come Padiglione delle Esposizioni. Ritiene del tutto inopportune le affermazioni secondo cui i magistrati che hanno adottato il provvedimento dovrebbero accollarsi le conseguenze di un eventuale ed ulteriore evento calamitoso e dovrebbero rispondere di eventuali danni alla reputazione di coloro che hanno contribuito con le loro donazioni alla realizzazione della struttura.  Reputa altresì fuorviante la previsione formulata circa l’esito dell’inchiesta che dovrebbe necessariamente tradursi in un ‘nulla di fatto’.

La sezione evidenzia infine che le critiche all’operato dei magistrati spoletini sono state esplicitate senza dar conto delle motivazioni del provvedimento e sulla scorta di una lettura unilaterale della vicenda affidata a coloro che nella stessa risultano direttamente coinvolti. Merita d’essere precisato che le indagini in corso non riguardano in alcun modo le modalità di impiego delle donazioni dei sottoscrittori né pregiudicano l’assistenza e il ricovero delle popolazioni terremotate cui la giunta ribadisce la propria vicinanza”.

© Riproduzione riservata

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