Categorie protette, passo indietro su tutele? Lettera aperta di Aifa Onlus Umbria - Tuttoggi

Categorie protette, passo indietro su tutele? Lettera aperta di Aifa Onlus Umbria

Redazione

Categorie protette, passo indietro su tutele? Lettera aperta di Aifa Onlus Umbria

Gio, 25/02/2021 - 15:20

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Categorie protette, passo indietro su tutele? Lettera aperta di Aifa Onlus Umbria

Lettera aperta tutele sulle persone con problemi di salute mentale, del loro avviamento al lavoro e sul ruolo delle loro famiglie.

Paolo De Luca, referente per l’Umbria di AIFA odv (Associazione italiana Famiglie ADHD), in una nota alla stampa, rende pubblica una lettera aperta recentemente inviata alla Presidente della Regione dell’Umbria, Donatella Tesei e al Presidente del Consiglio Regionale Marco Squarta, oltre ai Presidenti dei Gruppi Assembleari in Consiglio Regionale, sul tema delle tutele alle persone con problemi di salute mentale, del loro avviamento al lavoro e sul ruolo delle loro famiglie. Ecco il testo integrale:

Gentile Presidente, prima di scriverle abbiamo atteso, sperando inutilmente, che la pandemia Sars Covid2 potesse essere un lontano ricordo, perché non volevamo distrarre Lei e la sua Giunta dall’obiettivo di debellare questa nuova “peste”.

Purtroppo sia perché la cogenza dei bisogni delle persone che rappresento sono diventati non più rinviabili, sia perché alcuni atti di indirizzo non ci sembrano congrui nell’ambito della tutela di cui avrebbero bisogno le persone con problematiche e con ridotte capacità lavorative, siamo costretti a farlo.

L’ultimo atto che ci preoccupa, è quello approvato in Giunta Regionale inerente alla riforma di legge Regionale n. 1 “sistema integrato del mercato del lavoro”, specificatamente circa lo svolgimento da parte dei privati dei servizi di intermediazione per la tutela delle cosi dette “categorie protette” di cui alla legge 68/99. Ebbene questa scelta ci sembra un grosso passo indietro rispetto al diritto di una persona che ha una riduzione delle capacità lavorative ad avere un lavoro adeguato al bisogno, ed una ulteriore forma di possibile precariato, in quanto le persone iscritte alla lista hanno bisogno di certezze, e non di essere assunti da cooperative sociali. A motivo di ciò, ci auguriamo che possiate tornare sui vostri passi.

Riteniamo opportuno inoltre farle notare che a circa un anno e mezzo dalla Sua elezione e dall’insediamento della nuova Giunta Regionale, la nostra associazione ha avuto la possibilità di una sola interlocuzione con i nuovi vertici nonostante 3 PEC inviate con la richiesta di incontrarvi inviate nel 2020, in cui vi davamo anche la disponibilità a collaborare, senza aver ricevuto risposta alcuna.

Come non abbiamo avuto nessun riscontro alle 2 mail con la richiesta di incontro con l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, e alle 2 mail inviate alla nuova Garante per L’Infanzia e l’Adolescenza dell’Umbria.

Le ricordiamo inoltre l’incontro avvenuto con alcune associazioni di Salute Mentale il 7 ottobre 2019 a Trevi, allorché incontrammo Lei ed altri candidati alla Presidenza della Regione dell’Umbria, e che nell’occasione sottoscrisse di suo pugno, 9 dei 10 punti che Le sottoponemmo.

Ad oggi, nessuna delle richieste da Lei sottoscritte in quella occasione, è stata esaudita.

Pur avendo diverse altre cose da sottoporre alla Sua attenzione, Le facciamo presente una ultima considerazione:

La pandemia ha ulteriormente acuito, come certo sarà a Sua conoscenza, le condizioni di vita delle persone con problematiche di Salute Mentale e delle loro famiglie.

Le attività in diverse neuropsichiatrie infantili e centri salute mentale sembrano come essersi come paralizzate, spesso non rispondono neppure alle chiamate, e siamo stati costretti noi come altre associazioni di volontariato presenti nel territorio, a richiedere a dei soggetti privati quali psicologi e pedagogisti di poter supportare gratuitamente tali bisogni e urgenze.

Inoltre come ben sa, i tirocini delle persone che erano state programmati dai S.A.L. (Servizi di Avviamento al Lavoro) per le persone più in difficoltà, sono praticamente bloccati da quasi un anno, e Lei può immaginare quanta sofferenza si è accumulata in loro e nelle famiglie.

Ribadendo la disponibilità del sottoscritto a nome di AIFA onlus che rappresento in Umbria, a ricercare insieme possibili giuste contrarie a bisogni vecchi e nuovi, Le chiediamo di conoscere quale risposta la Regione dell’Umbria ritiene di poter mettere in campo oggi, di fronte a tante e tali necessità?

La salutiamo cordialmente.

Paolo De Luca – Referente per l’Umbria di AIFA odv (Associazione italiana Famiglie ADHD)

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