Casa Ancarano, capo protezione civile nazionale parla della temporaneità

Casa Ancarano, su temporaneità capo protezione civile nazionale cita direttiva europea

Sara Fratepietro

Casa Ancarano, su temporaneità capo protezione civile nazionale cita direttiva europea

Nuova udienza sulla struttura post terremoto di Casa Ancarano, in aula anche l'ingegnere del Comune che ha seguito l'iter. Si torna in tribunale a settembre
Gio, 11/06/2020 - 11:50

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Casa Ancarano, su temporaneità capo protezione civile nazionale cita direttiva europea

Una direttiva dell’Unione europea a sostegno della temporaneità di Casa Ancarano, nonostante il basamento di cemento. A citarla è stato il capo del dipartimento nazionale di protezione civile, Angelo Borrelli. Che mercoledì è stato sentito in qualità di testimone nell’ambito del processo penale relativo alla struttura in fase di realizzazione ad Ancarano di Norcia, sotto sequestro da due anni e mezzo.

La temporaneità di Casa Ancarano

Davanti al giudice del tribunale di Spoleto Luciano Padula, incalzato dalle domande delle difese dei 3 imputati (il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il presidente della Pro loco di Ancarano Venanzo Santucci ed il direttore dei lavori Riccardo Tacconi) e del pm Patrizia Mattei, Angelo Borrelli ha ricordato le normative emergenziali post terremoto del 2016, sostenendo la temporaneità di Casa Ancarano, indipendentemente dalla sua precarietà. Vale a dire dalla presenza del basamento di calcestruzzo sottostante all’opera realizzata con varie donazioni. Al centro dell’udienza anche la funzione della struttura, centrale nelle varie ordinanze di protezione civile sulle opere emergenziali.

La distanza dal centro abitato

Oltre al capo nazionale della protezione civile, in aula è comparso anche l’ingegner Maurizio Rotondi, funzionario del Comune di Norcia. Il quale ha ripercorso, per circa 2 ore, l’iter della pratica di Casa Ancarano. Particolarmente discusso anche il tema della distanza dal centro abitato alla struttura polivalente, al centro anche delle altre udienze. Rotondi ha ribadito infatti l’esistenza di una strada che collega Ancarano all’area della struttura, distando quindi 292 metri.

Il direttore del Parco dei Sibillini

Nella udienza precedente, invece, che si era tenuta nella data simbolica del 30 ottobre (anniversario del sisma più devastante), era stato ascoltato a lungo il direttore del Parco nazionale dei Monti Sibillini, Carlo Bifulco.

In quel caso era emerso come le comunicazioni del Parco avessero delle date, pur se nel rispetto dei termini di legge, quantomeno anomale. La richiesta del Comune di Norcia relativamente al progetto di Casa Ancarano, infatti, era stata inviata il 30 maggio 2017 e presa in carico dall’ente Parco il 5 giugno 2017. Ma la risposta di quest’ultimo all’amministrazione comunale è datata 18 agosto, mentre dal Comune di Norcia era stata spedita al Parco una nuova lettera, contenente l’ordinanza a firma del sindaco Alemanno del 1 agosto 2017 (e pervenuta al Parco il 17 agosto). E dopo quest’ultima, l’ente di tutela dei Sibillini aveva riscritto il 23 agosto, inviando la lettera per conoscenza anche ai carabinieri, facendo poi scattare l’inchiesta.

Tra i temi tecnici dibattuti anche l’approvazione del Piano del Parco dei Sibillini, approvato diversi anni fa, ma che ad oggi non è stato ancora adottato, nonostante fosse stato previsto un termine di 10 anni dalla legge del 1991.

Nuova udienza tra 3 mesi

Si tornerà in aula a settembre, quando verrà ascoltato quello che in teoria dovrebbe essere l’ultimo testimone del processo. Anche se le difese si riservano di citare altri testi a chiarimento di alcune questioni emerse.

(nella foto una precedente udienza del processo)

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