Borse mondiali, davvero stanno reagendo come ci si aspettava? | Intervista ad Alessandro Protasi - Tuttoggi

Borse mondiali, davvero stanno reagendo come ci si aspettava? | Intervista ad Alessandro Protasi

Simone Pompili

Borse mondiali, davvero stanno reagendo come ci si aspettava? | Intervista ad Alessandro Protasi

Perché è importante capire cosa sta accadendo in borsa e quali sono i criteri “corretti” da utilizzare per gestire questa situazione di emergenza che coinvolge piccoli e grandi investitori.
Sab, 30/05/2020 - 10:35

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Borse mondiali, davvero stanno reagendo come ci si aspettava? | Intervista ad Alessandro Protasi

Sono trascorsi 40 giorni dal nostro primo incontro con il promotore finanziario Alessandro Protasi, con il quale avevamo affrontato, nei giorni immediatamente successivi al clamoroso tonfo delle borse mondiali (12 marzo 2020), tutti gli scenari possibili ed eventuali che lo stato di pandemia si stava apprestando a far vivere alle quotazioni azionarie.

Lo avevamo incalzato su molti temi, la maggior parte dei quali riconducevano alle paure e alle incertezze che la situazione di allerta sanitaria aveva portato in dote.

Ci siamo nuovamente seduti al tavolo con lui, per capire ora, in questa nuova fase, come stanno andando realmente le cose e quali prospettive e opportunità ci sono all’orizzonte.

A circa un mese e mezzo dalla sua prima intervista, in che situazione si trovano le borse, oggi, con tutte le incertezze della Fase 2 che ancora stiamo vivendo?

“Innanzitutto desidero ringraziarvi per questa nuova occasione di confronto che mi state concedendo, grazie davvero; vorrei riprendere dal concetto con cui ci eravamo lasciati la scorsa volta, ovvero dalla differenza tra paura e angoscia.

Ora stiamo lasciando il periglioso mare dell’angoscia per avanzare cautamente nell’oceano della paura. Che significa? Ho bevuto? No.

Vuol dire che siamo passati da una situazione ansiogena di terrore, senza avere nessuna idea di quanto fosse grande e quanto sarebbe durato il problema, a una di paura classica, standard, poiché abbiamo capito meglio che cosa sta accadendo realmente.

Stiamo vedendo che l’onda è passata o, come in Umbria, è solo arrivata a lambire, e ora dobbiamo capire che cosa ha distrutto davvero e quanto tempo occorrerà per far guarire le ferite.

Le borse, come vi avevo accennato (e non mi vanto di una capacità predittiva) hanno seguito le emozioni delle persone ed era l’unica vera previsione facile da fare.

Tutti hanno venduto il vendibile, per timore, e poi hanno ‘gettato dalla finestra il pannolino con dentro il bambino’.

Una mera questione di calorie. Che c’entrano? C’entrano. Noi agiamo di fronte alle paure dei mercati come di fronte alla tigre coi denti a sciabola, per colpa del cervello; quest’ultimo infatti pesa 1/30 del nostro corpo, ma consuma, per il suo funzionamento, quasi la metà dell’energia che ci serve ogni giorno.

Quindi, in automatico e dalla notte dei tempi, di fronte al pericolo tendiamo a scappare via per non sprecare troppe calorie; un meccanismo che però non si sposa affatto con le caratteristiche di chi in borsa investe per guadagnare davvero, e non per fuggire al primo scivolone.

Perché è importante sapere che, se nel mercato azionario qualcuno sta vendendo un titolo preso dall’ansia del momento, dall’altra parte qualcuno sta comprando, ed entrambi… sono convinti di fare la cosa giusta!

Quindi per rispondere, le borse sono passate dall’angoscia alla paura, e questo è un segnale positivo; ma ci attende un periodo lungo per capire l’entità dell’impatto e convincere tutti a riprendere coraggio.

Oggi leggiamo del fallimento della Hertz, del Libano e della Grecia, ogni crisi profonda genera strappi alla media dei cambiamenti e dei prezzi, che noi erroneamente pensiamo sempre come una linea costante in salita, ma non è la curva corretta.”

In merito ai forti ribassi (che in alcuni casi toccarono anche -50%) e al considerarli come “saldi di stagione”, ci conferma oggi quella sua considerazione?

“A proposito della mia idea dei saldi e delle occasioni dopo le vendite da spavento, basta guardare il volo delle società di intrattenimento (Zoom, Netflix & co) e di chi sta lavorando sui vaccini.

Il Nasdaq è letteralmente schizzato in orbita da aprile (vedi grafico); ovviamente il grafico è in picchiata se pensiamo al settore delle auto e degli alberghi, perché non tutto va comprato anche se è sceso del 40%.

grafico borse mondiali

Un esempio classico; nel 2007 il gigante della telefonia per chi lavorava in mobilità era Blackberry. Ad aprile uscì l’Iphone: chi ha ancora un Blackberry?

Chi comprerebbe il titolo in borsa oggi, anche se è a -80%, pensando che ‘prima o poi’ risalirà? È il momento di pensare con calma, magari con l’aiuto di qualcuno esterno.”

Da pochi giorni sono nuovamente concesse le vendite allo scoperto in Borsa: c’è da aspettarsi ancora forti ribassi per scarsa fiducia da parte degli investitori?

“Due opinioni personalissime. É vero che permettono di guadagnare senza avere i soldi per puntare, ma proprio per questo diventano pericolosissime.

In un mercato realmente in difficoltà come quello di oggi, aggiungere una variabile virtuale simile, è come spegnere un incendio usando la benzina. Oltretutto è un comburente delle vendite fatte in automatico da algoritmi…

Infatti, secondo il mio punto di vista, le abbiamo bloccate tardi, e hanno contribuito alla ‘stampede’.

La stampede (piccolo angolo del secchione) è la furia improvvisa di una mandria allo scoccare di un fulmine; tutto quello che è in mezzo, cowboys compresi, va sotto. E ci resta: capito il rischio di avventurarsi a caso?”

Come ha gestito la situazione dei suoi clienti in questi due mesi molto difficili, e cosa c’è da fare ora a fronte di quanto ci ha raccontato fin qui?

“Ho ascoltato parecchio e attivamente. L’idea del consulente che parla, parla e pontifica, pur non essendo io un tipo laconico, è ridicola adesso.

Come già ho avuto modo di dire, io non so che succederà, non credo che i grafici e le previsioni di febbraio abbiano aiutato, e credo che ancora stiamo navigando in una terra sconosciuta.

Conosco però i meccanismi automatici della mente e gli errori che tutti facciamo, e ho prestato attenzione a tutti i miei clienti e amici per capire come aiutarli; in primo luogo a gestire la paura e l’ansia, in secondo luogo a trovare un punto per ripartire.

Ogni storia è diversa e da ogni storia si impara. Un esempio; un mio amico imprenditore, molto sicuro di sé, ha preso il -30% beccando lo scivolone dei mercati di marzo in pieno.

Ho cercato di farlo riflettere; mi sono detto, visto che ama andare in barca e questo è un uragano, anzi un tifone che lo ha sbattuto sugli scogli distruggendo lo scafo in modo improvviso e letale, che lui è vivo e ha due possibilità.

Una è quella di guardare i rottami, pensando alla bella barca che erano stati, piangendo e soffrendo la fame sugli scogli. La barca non si ricomporrà per magia e la fame aumenterà.

La seconda è quella di agire subito, usare i rottami per costruire una zattera e riprendere il largo per ritrovare la rotta smarrita.

É un modo per riportare la mente alla gestione dell’immediato. Non è trucchetto, è un sistema per vedere la realtà da un punto di vista costruttivo.

Non potendo cambiare il passato e non potendo conoscere il futuro, è l’unico principio efficace per usare il tempo in modo attivo. Con me funziona, e molto spesso fa riflettere anche chi sembra refrattario.

Un altro punto che sto focalizzando molto, cliente per cliente, è quello di aver fatto una valutazione oggettiva della discesa dei vari strumenti finanziari.

Ma non tutti sono stati all’altezza del ruolo. É il momento di fare le pagelle. Mi spiego meglio; normalmente si pensa a qualcosa che è sceso come ‘aspetto che risalga’.

Vero, ma in parte. Se ho ad esempio un fondo azionario europeo che ha perso il 20%, mentre la borsa ha perso il 25%, ok, il gestore sa il fatto suo. Ma se ha dilapidato il 30% qualcosa non ha funzionato…

Sono queste le valutazioni da fare ora, con attenzione, strumento per strumento e cliente per cliente. È il tempo anche di riponderare gli obiettivi e le vere aspettative riguardo al proprio ‘gruzzoletto’.

É un momento fondamentale, che potrebbe influenzare i risparmi, la qualità della vita e il senso di appagamento per i prossimi anni.”

Per concludere ci dica un titolo che le sta piacendo molto, non come consiglio di investimento, ma sulla base della lungimiranza aziendale di cui è portatore.

“Ora provo a fare l’imbonitore e a vendere la pozione magica; un titolo che mi piace, sicuramente, è quello della Apple.

Ho però voglia di stupirvi e dico Microsoft, grazie anche alla lettura del libro di Satya Nadella (il CEO attuale).

L’ho trovato un messaggio bellissimo per un futuro di una tecnologia onnipresente ma umana, che renderà migliore l’esistenza di tutti.

La sua idea, legata anche alla sua vita particolare, è quella di rimettere al centro l’uomo e il tempo per pensare ed essere creativo.

Alla fine stiamo cercando tutti quella sensazione ineffabile che azzera il concetto di tempo, quella cosa che dovrebbe per tutti essere conosciuta come felicità, o mi sbaglio?

Lunga vita e prosperità!”


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