Autostrada A1, in 6 anni 16 morti nel tratto umbro | Squarta “Serve la terza corsia”

Autostrada A1, in 6 anni 16 morti nel tratto umbro | Squarta “Serve la terza corsia”

Il portavoce del centrodestra in consiglio regionale evidenzia i problemi del tratto umbro dell’autostrada: “Mezzi di soccorso non hanno spazio e rimangono intrappolati tra le auto in coda”

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Tredici morti dal 2013 al 2017 ed altri 3 in un solo giorno mercoledì scorso. Sono almeno 16 in 6 anni le persone morte in incidenti stradali che si sono verificati nel tratto umbro dell’autostrada A1 Milano – Napoli. A rendere noti i numeri è il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia), che propone di “valutare l’ipotesi della realizzazione di una terza corsia”.

“La tratta umbra da Attigliano a Fabro – spiega il portavoce dell’opposizione del Centrodestra – attraversa la nostra regione per circa 60 chilometri e deve essere caratterizzata da altissimi standard di sicurezza che devono contenere il numero delle vittime. La realizzazione della terza corsia – viene spiegato in una nota – garantirebbe il completo assorbimento del traffico di  migliaia di auto che transitano ogni ora lungo la colonna vertebrale dell’Italia. Il volume di traffico negli anni continuerà ad aumentare perciò si deve pensare al modo migliore per garantire la sicurezza e limitare il numero dei  sinistri. Anche la Regione si attivi in tal senso per mettere in atto ogni pratica volta a risolvere il problema”. 


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Squarta propone inoltre di “effettuare al più presto sopralluoghi lungo i cavalcavia dell’autostrada ripristinando la corsia di emergenza nell’unico segmento in cui sono presenti tre corsie” ossia lungo il cosiddetto “arrampicamento” che va dal km 437 al km 432 in direzione nord dove mercoledì è avvenuto il drammatico incidente in cui sono morti un uomo di 33 anni e suo figlio di nemmeno 10; incidente per il quale è stato arrestato un camionista. “In caso di incidenti e traffico congestionato – prosegue Squarta – i mezzi di soccorso come i vigili del fuoco, la polizia e le ambulanze non hanno lo spazio sufficiente per intervenire e rimangono intrappolati nel serpentone di auto in coda. Si potrebbe ricavare spazio mediante l’allargamento della carreggiata“.

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