"La legge? Più facile cambiarla che applicarla per chi non sa nulla di caccia"

“La legge? Più facile cambiarla che applicarla per chi non sa nulla di caccia”

Redazione

“La legge? Più facile cambiarla che applicarla per chi non sa nulla di caccia”

Mer, 01/05/2024 - 12:19

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Gunnella (Confavi) ricorda l'art. 10 della 157/92 contro le "invenzioni" estemporanee dei politici

“Cambiare & applicare: due facce di una stessa medaglia. A quanto pare è più facile cambiare una vecchia legge come quella sulla caccia che applicarla!”. Così commenta Sergio Gunnella (Confavi Umbria).

“Perché – spiega – una buona gomma e una penna valente possono cassare & poi modificare qualsiasi riforma, qualsivoglia regolamento e qualunque postulato. Ma al contrario, applicare con etica e estetica la stessa legge, lo stesso regolamento o il medesimo postulato non è cosa da tutti. Specialmente per i politici della regione Umbria che, di una venaria mai praticata, non ne conoscono neppure la prima declinazione! I cacciatori/contribuenti, al contrario di chi parla dalla poltrona, per potersi alzare ogni mattina alle cinque e andare a caccia, non solo devono sostenere un esame, ma devono sapere a menadito che il territorio ‘libero’ non esiste più da 32 anni, che i criteri esposti dal ‘libercolo’ dell’art. 10 della L. 157/92 sono le colonne d’ Ercole della loro attività e che tutte le ‘invenzioni’ estemporanee contenute nei vari regolamenti regionali (e non solo!), per chi vuole la ‘licenza di caccia’ in tasca rappresentano materia di bocciatura”.

“Al contrario – attacca Gunnella – stando a quanto accade da lustri nel palinsesto della Venaria del cuore verde d’ Italia, per chi fa politica colà, in assenza di vocazione & e…di esami, tutto ciò rappresenta semplicemente un optional. Provare per credere; pronto come sono a porre a lor signori qualche domandina facile facile… Perché semmai costoro riuscissero a rispondere a tono, sarebbe solo un miracolo per gente che di politica/partitica sa tutto, ma che di quella venatoria non ne spiccica neppure un’ acca. Vedete cari amministratori dei chiacchieratoi regionali, la marchiana differenza esistente fra voi e chi della propria passione ne fa un vero e proprio stile di vita, sta proprio qui. Se da un lato chi pratica la caccia sopporta gli alambicchi sciorinati a ogni apertura, dall’altro non può che subire le vostre carenze. A meno che, da domani – conclude il rappresentante di Confavi – non decidiate anche voi di alzarvi di buon’ora e, come loro, andare a caccia insieme. Chissà: una sgambata a mente fresca nella natura potrebbe aiutarvi a conoscere il vero colore di un cielo che, fino a prova contraria e se così non fosse, appare riservato solamente a pochi eletti. A disposizione. Perlomeno fino a nuove elezioni.

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