Autonoma sistemazione, il contributo che non c’è | Le misure per l’economia

In arrivo i container ma saranno collettivi | Timori per le ordinanze con i dati sbagliati | Le comunicazioni del Comune di Norcia | Marini chiarisce la questione “casette”

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Aggiornamento alle 16:15 dell’8 novembre – La Regione Umbria ha confermato quanto anticipato dal Comune di Norcia: arrivano finalmente i soldi per il contributo per l’autonoma sistemazione. Soldi che decorreranno dalla data dell’ordinanza di inagibilità dell’immobile (in alcuni casi la gente è fuori casa dal 24 agosto ma l’ordinanza è arrivata diverse settimane dopo). Di seguito la nota della Regione:

In considerazione dell’urgente necessità di erogare i contributi per l’autonoma sistemazione ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta in tutto o in parte o sia stata sgomberata dopo il terremoto, la Regione Umbria ha anticipato la liquidazione di oltre 515mila euro a 16 Comuni umbri. Le risorse, a valere sugli stanziamenti da parte del Governo in conseguenza dello stato di emergenza a seguito degli eccezionali eventi sismici, coprono il fabbisogno stimato dalle amministrazioni comunali fino alla data del 31 ottobre, tenendo conto anche delle necessità dei Comuni di Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto e Preci che, a causa dell’inagibilità delle sedi comunali, non hanno potuto formalizzare la richiesta dei contributi. La parte più cospicua delle risorse, 392mila euro, è destinata per soddisfare le 351 domande di contributo per l’autonoma sistemazione finora pervenute al Comune di Norcia.

Oltre alle 351 che hanno chiesto il Cas a Norcia, ce ne sono 48 a Spoleto, 34 a Cascia, 10 a Foligno, 9 a Marsciano, 6 a Cerreto di Spoleto, 4 a Preci, 3 a Scheggino, 2 a Campello e a Sant’Anatolia e 1 a Bevagna, Montecastrilli, Sellano, Terni, Todi e Monteleone di Spoleto. Si tratta di tutte richieste presentate in seguito al sisma del 24 agosto, mentre per gli ultimi eventi del 26 e 30 ottobre le domande dovranno essere ancora presentate.


Puntare sui contributi per l’autonoma sistemazione (Cas) e l’ospitalità nelle strutture ricettive: sono queste le indicazioni che dal 24 agosto arrivano dal Governo e dalla Protezione civile. Peccato però che dal primo terremoto, quello con epicentro Accumoli che ha devastato Amatrice provocando danni in quattro Regioni, ai cittadini, per lo meno quelli umbri, non sia arrivato nemmeno un soldo. Dal 24 agosto, quindi, chi è fuori casa perché una casa non l’ha più deve fare i conti non solo con l’assenza di reddito (visto che l’economia dei territori interessati è quasi del tutto ferma) ma anche con spese in più. La situazione potrebbe finalmente cambiare nei prossimi giorni: il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha infatti annunciato lunedì sera l’arrivo dei soldi.

Il contributo per l’autonoma sistemazione e i costi per gli alberghi

Chi ha scelto l’autonoma sistemazione ha diritto ad un contributo che varia dai 200 ai 600 euro (con un “bonus” per chi ha in famiglia invalidi o persone over 65 di altri 200 euro); i nuclei composti da una sola persona hanno diritto a 300 euro. Tale cifra deve servire sia per poter prendere un’abitazione in affitto, nella propria città o in un’altra, sia per mantenersi, cioè per comprare da mangiare e per pagare le bollette. A proposito di bollette, dovendo mantenere gli sfollati la residenza nella casa terremotata, i contratti per le utenze sono quelli per le seconde case, quindi che prevedono costi più alti. Un problema segnalato da settimane (e che ha riguardato anche gli sfollati dei precedenti terremoti) a cui non sembra al momento sia stata trovata soluzione. Chiaro poi che chi si allontana dal territorio – come è il caso di molti sfollati della Valnerina – in molti casi attualmente è senza lavoro (vero è che sono previsti ammortizzatori straordinari) o in altri casi deve ogni giorno fare diversi chilometri per tornare nel luogo di lavoro, in questo caso con spese ulteriori.

sfollati terremotoVa meglio a chi ha scelto di stare in albergo. La Regione ha attivato un servizio di trasporto pubblico quotidiano che porta fino a Norcia e Cascia dalle strutture del Trasimeno che ospitano attualmente circa un migliaio di persone. Per lo Stato, però, il costo è molto più alto. Agli alberghi vengono rimborsate cifre che vanno da 25 a 40 euro al giorno a persona (il 50% per chi ha meno di 12 anni), a seconda che venga garantito pernottamento più prima colazione, mezza pensione o pensione completa. Le cifre sono stabilite da un accordo interregionale tra Regioni e associazioni di settore, valutando quello che dovrebbe essere un equo compenso per le spese. A rimborsare le strutture ricettive sono direttamente le Regioni: gli alberghi presentano fattura alla fine del mese e vengono pagati entro 60 giorni, così stabilisce l’avviso pubblico della Regione Umbria. Facendo un esempio concreto, l’ospitalità completa di una famiglia tipo di tre persone (madre, padre e figlio under 12) costa quindi all’ente 3.000 euro al mese. Cifra che è ben distante dai 600 euro a cui quella stessa famiglia avrebbe diritto prendendo casa in affitto autonomamente. Ma il problema principale è che chi è negli alberghi non deve tirar fuori un soldo, mentre chi ha  scelto l’autonoma sistemazione finora ha dovuto anticipare tutte le spese, senza vedere – dopo oltre 2 mesi – ancora un euro di rimborso.

Alemanno: “Da domani arrivano i soldi per i primi due mesi”

Se gli alberghi vengono gestiti direttamente dalla Regione, il contributo per l’autonoma sistemazione prevede invece che i Comuni rendicontino al dipartimento di protezione civile la situazione per poi ricevere le somme da destinare alla popolazione. Un’attività burocratica che si aggiunge alle tante che vedono impegnate le piccole e piccolissime amministrazioni comunale umbre coinvolte dal terremoto del 24 agosto e dai successivi. Su questo fronte, però, finalmente qualcosa sembra muoversi. terremoto alemanno A darne notizie è stato nella tarda serata di lunedì il sindaco di Norcia Nicola Alemanno. Che per comunicare con la cittadinanza ha scelto di pubblicare dei “video comunicati” su Youtube. Una scelta, quella dell’insolita modalità comunicativa (che Alemanno ha già sperimentato in passato), motivata dal “bisogno di darvi moltissime informazioni in poco tempo”.  Il primo cittadino ha infatti spiegato di non poter girare tra la popolazione, ma di dover per forza essere presente al Coc. “Da domattina ci verranno accreditati i soldi per i primi 2 mesi del Cas e cominceremo con le liquidazioni” ha quindi annunciato in merito ai contributi per l’autonoma sistemazione.

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L’alternativa dei container collettivi per 50 persone

assistenzaAlla data di oggi, secondo quanto  comunica il dipartimento nazionale di protezione civile, in Umbria 1.080 persone si trovano negli alberghi del Trasimeno, circa 200 in altre strutture ricettive sul territorio locale, 367 in tenda e quasi 3.200 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. Non si ha il dato preciso di quante persone sono fuori casa ed usufruiscono del contributo per l’autonoma sistemazione. Nel solo Comune di Norcia alla data del 27 ottobre ad usufruire del Cas erano in 367. Ovvio che la situazione ora è cambiata. Il problema è che a Norcia non ci sono nemmeno i moduli. Un avviso dell’amministrazione comunale ai terremotati dei giorni scorsi spiega che “per le richieste dei container e per l’autonoma sistemazione i moduli saranno presumibilmente disponibili dalla prossima settimana“. Vale a dire questa settimana. La data ipotizzata è l’11 novembre e per informazioni (sempre per quanto riguarda Norcia) si potrà telefonare ai numeri 0743.816907 o 0743.824173. Anche su questo punto Alemanno ha voluto far chiarezza: “Nessuna domanda del cas o per la richiesta di moduli abitativi è stata persa. Rispetto ai moduli per richiedere le casette, dovremo prima ricominciare con le verifiche su tutte le abitazioni ed in ragione dell’abitabilità o meno si potranno richiedere”.

Poi c’è la questione container. A Norcia c’è chi dorme ancora in macchina, o ha provveduto autonomamente con camper, roulotte o altro. Molti sono coloro che dormono nelle strutture allestite da Comune, protezione civile e Pro loco. Lo stesso avviene anche negli altri Comuni, come Preci e Cascia, ma non solo. Per dare una risposta alle richieste della gente, in attesa ai tanto attesi moduli abitativi provvisori, arriveranno i container. Il Governo e la Regione hanno parlato di un loro arrivo entro fine dicembre. Quello che però si è scoperto solo nelle ultime ore è che non saranno i container conosciuti già in Valnerina dopo il terremoto del 1979 e quello del 1997. Si tratta infatti di container collettivi: avranno circa 50 posti letto (si parla di 25 stanze) e degli spazi comuni per bagni e docce oltre che per il giorno, con cucina. Lo conferma il sindaco Alemanno: “Si tratta di una situazione provvisoria, abbiamo individuato tutte le aree per posizionarli. Contemporaneamente stiamo lavorando anche per le casette. I container saranno utilizzati con il modello delle tende collettive, saranno un pochino più ospitali delle tende collettive. Ci saranno spazi per cucinare e mangiare, spazi per lavare e stirare, ci saranno spazi per socializzazione. È  una struttura che ci dovrà accompagnare fino a quando a Norcia non arriveranno le nostre casette”. Quando ai moduli per richiedere i container, “al momento non c’è bisogno di fare nessuna domanda, non siamo pronti per riceverle. Se serviranno ve lo comunicheremo quando sarà il momento”.

I dati delle ordinanze errati

Va ricordato che le istituzioni si trovano ad affrontare un’emergenza senza precedenti. Dal 24 agosto ci sono stati tre diversi terremoti di grande entità, in un’area molto vasta. Ed il fatto che nelle ultime due scosse, quelle del 26 e del 30 ottobre, non ci siano stati miracolosamente morti o feriti gravi non cambia le difficoltà di gestione della situazione. Ad oggi, sono più di 31.700 le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in quattro regioni, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. In particolare, sono oltre 20.400 assistiti in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc nel proprio comune, oltre 9.100 le persone accolte presso le strutture alberghiere lungo la costa adriatica e sul lago Trasimeno e circa 1.800 in strutture ricettive distribuite sul territorio. Restano, infine, assistite in tende circa 400 persone, di cui appena una quarantina nel Lazio e le restanti in Umbria. norcia mappa cocLe amministrazioni comunali sono costrette ad operare in strutture provvisorie o in tende. A Norcia il Comune è stato chiuso a fine agosto e dal 30 ottobre è stato dichiarato inagibile anche il Coc, sotto Porta Romana. Che è stato prontamente allestito in una struttura provvisoria nello stesso piazzale. Viste le difficoltà nei mezzi a disposizione, in alcuni casi possono subentrare problematiche varie. E da questo punto di vista alcuni cittadini si sono accorti che le ordinanze di inagibilità emesse dopo il 24 agosto presentano errori in merito, ad esempio, alle particelle catastali. “Le ordinanze sono indispensabili sia per ottenere il contributo per l’autonoma sistemazione che per i futuri contributi per la ricostruzione” ricorda uno di loro, che ha prontamente segnalato il fatto al Comune ma che come altri ha paura che gli errori possano inficiare tali contributi. Vista la particolarità della situazione, l’auspicio è che non sarà così.

Alloggi, scuole e cimiteri: le comunicazioni del Comune

Nel sito internet del Comune di Norcia e nella propria pagina Facebook, l’amministrazione nursina ha pubblicato vari avvisi, oltre ai video già citati su Youtube.  Per quanto riguarda l’assistenza alla popolazione, il sindaco ha spiegato: “Abbiamo oltre 650 persone nelle nostre frazioni e oltre 250 qui a Norcia. I posti letto sono quasi al completo, ma se ci sono altre esigenze fateci sapere, saremo felici di organizzare altre strutture per dare risposta a nuove esigenze”. Due invece i punti mensa nel capoluogo, presso gli impianti sportivi Allegrini e il palazzetto del tennis. Tutti ne possono usufruire. Poi ci sono quelli nelle frazioni: a Savelli, San Pellegrino, Campi ed Ancarano. Il Comune sta organizzando una mensa anche a Forsivo. “I nostri magazzini per i viveri sono a vostra completa disposizione, noi amministratori comunali siamo a vostra disposizione 24 ore su 24, al telefono o qui al Coc” è stato il messaggio di Alemanno ai suoi concittadini. Quando a chi è in albergo, “chiunque di voi vuole rientrare, siamo pronti per ospitarvi. Se non vi è la necessità di rientrare in città per motivi di lavoro o scolastici potete tranquillamente restare dove siete. Se avete la necessità di avvicinarvi, potete prendere contatti con le nostre strutture”. In merito alle scuole, “il 14 novembre con ogni probabilità noi metteremo in funzione la nuova struttura prefabbricata”. All’interno ci saranno 17 classi, divise in due turni.Abbiamo già avviato le procedure per costruire un secondo istituto scolastico, avremo così possibilità di far partire anche scuola materna e togliere i turni dall’istituto che adesso abbiamo messo a disposizione”. Attenzione poi ai cimiteri, molti dei quali sono crollati, con i loculi venuti giù ed anche bare tornate alla luce. “Stiamo operando – ha spiegato Nicola Alemanno – per mettere in sicurezza le nostre bare, le stiamo recuperando.  Presto anche voi potreste tornare a far visita ai nostri cari in condizioni di sicurezza ed anche di decenza”.

Infine un messaggio di ringraziamento a chi sta mandando aiuti da tutta Italia, alle forze dell’ordine, ai volontari, al personale dei vari enti coinvolti. E poi l’appello alla popolazione: “Sappiamo bene di non riuscire a dare risposte a tutte le vostre esigenze, ma siamo a vostra disposizione. Telefonateci, venite qui al Coc. Abbiamo bisogno di esser uniti, solo uniti si esce da questa situazione. Ricostruiremo Norcia più bella e più sicura di prima”.

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Si torna a parlare delle casette di legno del 1997

La giornata di lunedì è stata caratterizzata anche dal rinvigorirsi delle discussioni in merito alle casette di legno del 1997, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle. Casette in alcuni casi vuote, come quelle nel Folignate, ma ci sono anche strutture tornate ad essere utilizzate negli ultimi giorni nel versante della Valnerina (nella zona di Preci e Sellano in particolar modo). A fare chiarezza è stata la Regione Umbria con una nota.

I residui “moduli abitativi provvisori” in legno, le cosiddette “casette”, realizzate in alcuni comuni umbri circa 20 anni fa per accogliere i cittadini rimasti senza casa a seguito degli eventi sismici del 1997 e 1998, sono attualmente gestiti dalle amministrazioni comunali in cui insistono ed utilizzate da più soggetti sulla base di comodato d’uso o locate, con la precisa condizione che in caso di necessità le stesse devono essere immediatamente restituite. Scelta, questa, che ha consentito ai Comuni di preservare questo patrimonio e non farlo deperire. È quanto precisa la Regione Umbria.    Va ribadito che queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili, a differenza dei nuovi prototipi di moduli provvisori che saranno montati nelle zone della Valnerina. Quand’anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l’acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l’abitabilità.

In ogni caso, per ciò che riguarda la situazione in Umbria, all’indomani del sisma del 24 agosto scorso il sistema regionale di Protezione civile aveva assicurato una collocazione di tutti i cittadini coinvolti dal sisma e che avevano dovuto abbandonare le proprie abitazioni, in situazioni assolutamente confortevoli, nelle proprie aree di residenza, come l’autonoma sistemazione o la  sistemazione alberghiera, in attesa delle “casette” nei Comuni interessati dal sisma. Dunque, non c’era alcuna necessità di far ricorso a “casette”, peraltro in località distanti dai propri luoghi di residenza. Attualmente, infatti, i residui campi dove sono presenti questi moduli distano circa 80 chilometri da Norcia o da altre località della Valnerina, con tempi di percorrenza di oltre 90 minuti. A seguito della successiva crisi sismica del 26 ottobre, e di quella ben più grave del 30 ottobre, in presenza di un elevato numero di cittadini fuori dalle proprie abitazioni, su giusta indicazione della Protezione civile nazionale, si è proceduto – nella stessa giornata del 30 ottobre – ad assicurare a chiunque ne avesse fatto richiesta una collocazione in strutture alberghiere fuori dall’area dove era in atto la crisi sismica. Ciò per la duplice ragione di mettere in sicurezza i cittadini, offrire loro una adeguata e confortevole collocazione ed al tempo stesso garantire ai cittadini luoghi in grado di offrire loro anche maggiore serenità.  Per ciò che riguarda i moduli abitativi provvisori presenti in altri comuni della Valnerina, questi sono stati utilizzati proprio per il fabbisogno di queste comunità, mentre l’amministrazione comunale di Foligno – in seguito al sisma del 26 ottobre – aveva dato la disponibilità anche ai Comuni marchigiani (per i quali le due scosse del 26 ottobre erano state alquanto distruttive) all’eventuale utilizzo dei moduli provvisori presenti nei campi di Colfiorito, in quanto vicini all’area colpita.    È ora in corso una ulteriore ricognizione da parte delle amministrazioni comunali di Foligno e Nocera Umbra per verificare il numero di moduli disponibili che potranno essere assegnati ai terremotati che ne faranno richiesta.   Occorre precisare, però, che obiettivo del sistema regionale della Protezione civile è quello di offrire ai cittadini una collocazione presso i luoghi di residenza, nell’immediato attraverso l’uso dei container e successivamente nelle nuove “casette”. In sostanza, poter riportare le persone nei loro luoghi, offrendo soluzioni abitative nuove e confortevoli, e non moduli costruiti venti anni fa e in località lontane. Questo, avendo ascoltato le loro richieste, riteniamo sia il desidero degli stessi cittadini: poter al più presto tornare nei propri territori e vicini anche ai propri luoghi di lavoro.

Procedure semplificate per la valutazione urgente di agibilità

Intanto sul fronte burocratico qualcosa dovrebbe migliorare grazie alle ultime disposizioni del dipartimento di protezione civile nazionale. “Dopo le ultimi forti scosse del 26 e del 30 ottobre – spiega l’organismo diretto da Fabrizio Curcio – i sindaci dei Comuni maggiormente interessati possono chiedere l’attivazione di una procedura FAST-Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto, per la verifica dell’agibilità post sismica degli edifici privati. Questo tipo di valutazione consente di individuare le esigenze abitative sul territorio”.

La procedura. La ricognizione può essere fatta su singoli edifici oppure su una serie di fabbricati che si trovano in un’area perimetrata dal Sindaco. L’esito della valutazione, riportato in una scheda sintetica, può essere: edificio agibile, edificio non utilizzabile ed edificio non utilizzabile per solo rischio esterno. Nel caso non sia possibile fare il sopralluogo, nella scheda si precisa che questo non è stato eseguito, per difficoltà di accesso nell’area o assenza del proprietario. Le verifiche non possono essere fatte nelle aree maggiormente distrutte, che sono perimetrate con ordinanza sindacale, nelle quali gli edifici dovrebbe essere tutti non utilizzabili. Sono i Centri Operativi Comunali le strutture territoriali che gestiscono la procedura FAST. Inoltre, è compito del Sindaco o del Centro Operativo Comunale informare i cittadini, circa le date delle verifiche, tramite lo strumento che si ritiene più opportuno, ad esempio attraverso la stampa locale.

Le squadre. Possono svolgere sopralluoghi i tecnici (architetti, ingegneri e geometri) reclutati dai Consigli Nazionali e dalle Amministrazioni di appartenenza, nel caso di pubblici dipendenti, e successivamente accreditati dalla Dicomac. I professionisti devono essere abilitati all’esercizio della professione con competenze di tipo tecnico e strutturale nell’ambito dell’edilizia e devono essere iscritti a un ordine/collegio professionale. Per quanto riguarda i tecnici impiegati in una Pubblica Amministrazione, questi devono essere in possesso di un titolo di studio relativo a competenze di tipo tecnico strutturale e, qualora non iscritti ad un ordine professionale o senza abilitazione, dotati di una dichiarazione dell’amministrazione di appartenenza che comprovi la consolidata esperienza nel settore. Questa procedura non sostituisce la procedura con scheda Aedes per quanto concerne gli aspetti relativi alla ricostruzione.

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Semplificate le procedure a sostegno delle imprese danneggiate

Sul fronte economico, la Giunta regionale velocizza e semplifica le procedure a sostegno delle imprese danneggiate dal sisma. La concessione della garanzia sarà automatica e subordinata all’affidamento bancario, con la procedura di autocertificazione: è quanto prevede l’atto approvato lunedì mattina dalla Giunta regionale.  Il provvedimento  si propone di dare risposte rapide alle aziende colpite dal sisma e ciò anche in deroga alle normali procedure.  La giunta regionale ha attivato all’indomani del sisma del 24 agosto scorso una serie di interventi a sostegno delle imprese e dei lavoratori coinvolti. Essi riguardano: l’accesso al credito, la moratoria garanzie Gepafin, interventi di riassicurazione a favore di consorzi e cooperative di garanzia fidi, l’attivazione di un coordinamento con ABI regionale e il sostegno alle imprese dei settori turismo, commercio e servizi. Ulteriori strumenti o una rimodulazione degli esistenti  potranno essere attivati sulla base del confronto con Abi e le banche,  già attivato in linea tecnica nei giorni scorsi,  e alla luce delle esigenze e dei fabbisogni che emergeranno dal sistema produttivo umbro.

In particolare per l’accesso al credito la Regione Umbria metterà a disposizione delle imprese un insieme di misure di garanzia finalizzate ad interventi sulla liquidità aziendale e sul capitale circolante a favore delle imprese che hanno subito gli effetti del sisma. Le garanzie saranno rilasciate da Gepafin a fronte di finanziamenti chirografi di importo massimo pari a 250.000 mila euro e di durata compresa fra 12 e 60 mesi. La garanzia concessa da Gepafin potrà arrivare fino all’80% del finanziamento concesso. Gli interventi potranno essere effettuati  a favore di imprese che dimostrino gli effetti del  sisma rispetto ai livelli di attività economica (fatturato, ricavi, ecc.) in cogaranzia con consorzi e cooperative di garanzia fidi. Sarà  attivata automaticamente la moratoria garanzie Gepafin, in connessione con le moratorie concesse dalle banche sui finanziamenti garantiti da Gepafin. Per quanto riguarda gli interventi di riassicurazione a favore di consorzi e cooperative di garanzia fidi sono previste azioni di supporto alle imprese per favorire l’accesso al credito attraverso la riassicurazione concessa a favore di consorzi e cooperative di garanzia fidi e l’eventuale estensione dell’operatività in essere sullo specifico strumento di riassicurazione già attivo nell’ambito della programmazione comunitaria 2007-2013. In caso si renda necessario è demandata al dirigente del servizio internazionalizzazione del sistema produttivo e finanza d’impresa la eventuale proroga della operatività dello strumento. E’ stato inoltre attivato  un coordinamento con ABI regionale per integrare gli strumenti regionali con le specifiche iniziative quali moratorie e/o plafond specificamente attivate dalle singole banche a favore di imprese e privati. E’ infine previsto il sostegno alle imprese dei settori turismo, commercio e servizi ad accompagnamento di altri specifici interventi attivati dalla Regione con propri avvisi pubblici a favore delle imprese turistiche, del commercio e dei servizi potrà essere previsto il sostegno di Gepafin con il rilascio di garanzie a favore dei beneficiari indicati.   La Giunta ha inoltre stabilito che per gli interventi per i quali è previsto l’intervento di Gepafin quest’ultima potrà utilizzare le risorse libere dei fondi a favore delle imprese già in gestione presso la società e, con l’atto di oggi,  che la concessione della garanzia sarà automatica e subordinata all’affidamento bancario, con procedura di autocertificazione in relazione agli effetti subiti dalle imprese a causa del sisma.

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