L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso l’interrogazione a risposta immediata con cui il consigliere Enrico Melasecche (Lega) chiedeva aggiornamenti circa la “verifica dell’utilizzo dell’elisoccorso regionale Nibbio fuori dal territorio umbro”.
Illustrando l’atto ispettivo, Melasecche (Lega) ha spiegato che “l’elisoccorso regionale ‘Nibbio’ rappresenta uno dei servizi più importanti e strategici del sistema dell’emergenza-urgenza umbro, essenziale per garantire interventi rapidi e salvavita su tutto il territorio regionale. La precedente Giunta ha voluto e realizzato un modello di elisoccorso autonomo ed esclusivamente dedicato all’Umbria, superando il precedente sistema di condivisione con la Regione Marche per assicurare agli umbri un servizio di alta qualità. Il servizio ha consentito in questi anni centinaia di interventi salvavita. Diversi organi di informazione hanno riportato che il 7 giugno 2026, in occasione di un grave incidente motociclistico verificatosi a Fornole (Amelia), l’elisoccorso non sarebbe stato disponibile ad intervenire sul territorio umbro in quanto impegnato in un intervento in Toscana. Notizie che hanno suscitato forte preoccupazione. Questo evento, se confermato, rappresenterebbe una circostanza meritevole di approfondimento e verifica, chiarendo le modalità di impiego del Nibbio al di fuori dei confini regionali, la frequenza di tali utilizzi e le conseguenze in termini di disponibilità del servizio per i cittadini umbri. Chiedo quindi alla Giunta se corrisponda al vero che il 7 giugno 2026 l’elisoccorso non fosse disponibile per un intervento sul territorio umbro ma fosse impegnato in Toscana; quale sia l’accordo operativo, protocollo o convenzione che regola l’utilizzo dell’elisoccorso regionale al di fuori dell’Umbria e quali garanzie siano previste affinché tale utilizzo non determini una riduzione dei livelli di sicurezza e assistenza per i cittadini umbri”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che “la scelta di non inviare l’elicottero per l’incidente di Fornole è dovuta all’assenza di criteri clinico-situazionali al momento della prima chiamata. Una volta rivalutata la gravità del paziente, il trasporto su gomma era quello più rapido, 17 minuti, rispetto a quello su ala, che ci avrebbe messo 29 minuti: 16 minuti per il tragitto Foligno-Fornole, 5 minuti per il carico del paziente, 6 minuti Fornole-Terni, 2 minuti dalla piazzola di Terni al pronto soccorso. Non ci sono protocolli specifici con altre regioni o con la Toscana. Il nostro servizio segue il modus operandi comune a tutti gli operatori di pronto soccorso del servizio nazionale. Voglio sottolineare che l’elisoccorso Nibbio è uno straordinario strumento di intervento nel sistema di emergenza urgenza umbro. È un servizio preposto alla salvaguardia della vita e della salute, destinato prioritariamente al sistema sanitario regionale, ma che non può essere negato quando si tratta di salvaguardare vite umane in regioni vicine. Per quanto riguarda l’incidente di Fornole, dalle informazioni acquisite, la chiamata riguardava due motociclisti che sono caduti dopo urto con un’auto. Dal 118 sono stati inviati due mezzi di soccorso, un’ambulanza e un’automedica, seguiti da un’ulteriore ambulanza per il trasporto del secondo ferito. In base alle notizie sanitarie comunicate dagli equipaggi di terra, il medico di centrale operativa non riteneva opportuno inviare l’elicottero in prima battuta, e chiedeva al medico sulla scena di fornire parametri vitali e stato neurologico, che era già stato comunicato come privo di alterazioni. Il medico, giunto sul posto dell’incidente, ricontattava la centrale operativa e forniva i parametri vitali solo dopo aver inviato il primo ferito con un’ambulanza infermieristica e aver caricato il secondo, quello più grave, sull’altra ambulanza dichiarandosi pronto al trasporto. Trovandosi già a bordo del mezzo di terra, a 17 minuti dall’ospedale di Terni, l’invio dell’elicottero a quel punto avrebbe soltanto ritardato l’arrivo del paziente in ospedale. Durante le consultazioni tra operatori, la centrale operativa di Siena chiedeva l’uso di Nibbio per un evento in Toscana. Al momento della consultazione fra la centrale operativa e gli equipaggi di terra, l’elicottero era stato assegnato alla missione in Toscana, ma era ancora in attesa di decollo a Foligno e quindi avrebbe potuto essere deviato a Fornole. Non ci sono protocolli specifici per le modalità di utilizzo del Nibbio in soccorso fuori regione. Le centrali operative attivano il mezzo di soccorso più idoneo e stabiliscono l’ospedale di destinazione, valutando la gravità del caso, la vicinanza della struttura e i tempi di percorrenza. Ciò vale per l’elisoccorso, ma vale anche per l’ambulanza, specie nei territori di confine. Si può verificare episodicamente, come in questo caso, che nei casi in cui i mezzi della regione interessata siano già impegnati o impossibilitati a intervenire tempestivamente, intervengano mezzi di soccorso provenienti dalle regioni vicine, in condizioni di reciprocità. La stessa Regione Umbria si è trovata in alcune occasioni a chiedere l’attivazione dell’elisoccorso Pegaso della Toscana. È normale che un mezzo di soccorso possa essere chiamato a intervenire nelle situazioni di confine quando la drammaticità degli eventi e le esigenze di tempestività richiedano quello specifico intervento”. Nella sua replica Melasecche ha detto che “la vita umana va salvata. Rimane un problema. Fino a quando il Nibbio si ritrova in un’altra regione per salvare vite umane, va a nocumento dei possibili incidenti in Umbria. C’è una riflessione da fare. È vero che tutte le vite umane hanno lo stesso valore, ma siccome Nibbio lo paghiamo noi, non può non garantire la salvezza della vita agli umbri. Al di là dell’episodio specifico, casi di questo genere potrebbero ripetersi. È un tema delicato. Ma è inutile aver fatto uno sforzo di questa rilevanza se poi non lo abbiamo disponibile”. DMB/