Ore contate per la Orvietana Calcio, che sarà fatta “sparire” nell’operazione di Bandecchi per far ripartire “una” Ternana dalla Serie D, attraverso la fusione con la Tip Power Futsal e la richiesta di iscrivere la squadra, magari con il marchio storico già acquistato dai curatori fallimentari, al prossimo campionato di Serie D.
Dopo la vendita dell’Orvietana all’Unicusano avvenuta con le firme apposte dal notaio Clerico – nonostante l’uscita anzitempo di Bandecchi per i tentennamenti di Lorenzo Biagioli – sul sito ufficiale dell’Orvietana Calcio è comparso un posto sulla “scomparsa dell’Orvietana”.
“Post di cui non è/sono noto/i né l’estensore/i e neppure l’autore/i della pubblicazione come neanche chi ha successivamente provveduto alla rimozione” lamenta lo stesso Biagioli, ancora in veste di amministratore delegato del Club, con una nota diramata nella serata di giovedì ed evidentemente all’oscuro della comunicazione.
L’ennesimo giallo di una giornata iniziata, appunto, con Bandecchi che aveva annunciato che la vendita era, per il momento, saltata. Notizia poi smentita un’ora dopo da Biagioli, una volta uscito dallo studio notarile, pur confermando alcune difficoltà dell’ultimo momento.
“Desidero ricordare – scrive Biagioli – come il dolore vero sia quello provato per la scomparsa di vite umane con le conseguenze che l’accompagnano . La ‘morte di Società sportiva’ come quella dell’Orvietana acquisita dal Gruppo Unicusano si deve, invece, a un insieme di situazioni invasive e concorrenti a mettere, i responsabile nella condizione di attuare provvedimenti invasivi e pure dolorosi ma nel momento in cui un virus corre il rischio di trasformarsi in epidemia e tutto ciò che ne consegue. Quale maggior azionista dell’Orvietana Calcio ritengo aver fatto la scelta più dolorosa al momento, quanto altrettanto giusta ad evitare il precipitare in situazioni fuori controllo”.
Biagioli lancia poi una sorta di sfida: “Mi fa, comunque, piacere lo stimolo che la nuova situazione sembrerebbe aver fornito alla sensibilità di tanti orvietani che sinceramente non mi era nota, dalla quale prendere spunto per ricostruire gradualmente qualcosa di importante”.
Tecnicamente l’Orvietana non è ancora scomparsa. Cosa che avverrà, appunto, appena i nuovi proprietari di Unicusano provvederanno alla fusione con la Tp Power, a giorni.
La sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, appresa l’operazione tra “soggetti privati” su cui “l’amministrazione comunale non è stata coinvolta né informata preventivamente” ha affidato ai social il proprio commento. “Una scelta che ci ha lasciati perplessi e amareggiati perché non era questo l’epilogo che avevamo auspicato per una società che rappresenta da 116 anni una parte importante della storia sportiva, sociale e identitaria della nostra città” scrive la sindaca. Ricordando che “solo pochi giorni fa Orvieto aveva festeggiato con orgoglio la permanenza in Serie D, un risultato significativo costruito sul campo e festeggiato dalla città”.
Tardani prova a salvare il salvabile: “In questo momento, tuttavia, il nostro compito è guardare avanti e lavorare per tutelare ciò che riteniamo più importante: l’attività di centinaia di ragazze e ragazzi, la continuità del settore giovanile, la funzione educativa e sociale dello sport e la piena operatività dello stadio “Luigi Muzi”. L’obiettivo è assicurare continuità alle attività sportive e mantenere vivo un patrimonio che appartiene all’intera comunità orvietana. In questi anni – ricorda – abbiamo investito risorse importanti per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli impianti sportivi cittadini, dallo stadio alle palestre scolastiche e ai campi frazionali, convinti che lo sport rappresenti uno straordinario strumento di crescita, inclusione, educazione e coesione sociale”.
“L’impegno del Comune – assicura – sarà massimo affinché Orvieto possa continuare a contare su un sistema sportivo diffuso, accessibile e capace di rispondere ai bisogni dei giovani e delle famiglie. Questa resta e resterà la nostra priorità”.
Intanto, a Terni proseguono le manovre per provare a costruire l’altra Ternana, quella pronta a ripartire dall’Eccellenza, ma contando sulle sole forze locali.