Caldo estremo nei cantieri: avviato il confronto con la Regione. Ora servono programmazione e tutele stabili - Tuttoggi.info

Caldo estremo nei cantieri: avviato il confronto con la Regione. Ora servono programmazione e tutele stabili

Redazione

Caldo estremo nei cantieri: avviato il confronto con la Regione. Ora servono programmazione e tutele stabili

Incontro tra sindacati e presidente della Regione Umbria sulla problematica del caldo nei cantieri
Ven, 05/06/2026 - 08:13

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Ogni anno, il caldo estremo arriva con sempre maggiore anticipo, le temperature toccano picchi sempre più alti, durano più a lungo e incidono sempre più pesantemente sulle condizioni di salute e sicurezza di chi lavora.

Capannoni roventi, attività svolte in quota, su ponteggi, coperture, scavi, asfalti che accumulano e riflettono il calore, aumentano significativamente la possibilità per chi lavora in edilizia, come per chi lavora nei settori più a rischio, di sviluppare malori e infortuni.

Il cambiamento climatico è reale e non da oggi. Sta modificando in profondità le condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori svolgono ogni giorno la propria attività e impone l’adozione di misure di prevenzione e sicurezza condivise e di ampio respiro.

Queste le ragioni che hanno portato Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil all’incontro avuto con la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti e con la struttura regionale competente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Le organizzazioni sindacali esprimono apprezzamento per la disponibilità all’ascolto dimostrata dalla Regione e per l’avvio di un confronto che riconosce l’evidente centralità del tema. Allo stesso tempo sottolineano come sia ormai indispensabile passare dalla fase dell’analisi e della condivisione delle proposte, ad un approccio operativo che metta al centro i diritti e la tutela di chi lavora.

Nel corso dell’incontro Fillea, Filca e Feneal hanno ribadito la necessità di costruire un quadro regionale stabile di prevenzione, a partire dall’attuazione territoriale del Protocollo quadro nazionale (Decreto Ministeriale n. 95/2025) per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro.

Tra le priorità vengono indicate la sospensione o la rimodulazione delle attività nelle ore più critiche quando i livelli di rischio raggiungono soglie elevate, l’anticipazione degli orari di lavoro nelle fasce più fresche della giornata, l’aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi con specifico riferimento allo stress termico, la garanzia di acqua, pause e aree ombreggiate nei cantieri, il rafforzamento della formazione e dell’informazione ai lavoratori e il pieno utilizzo degli strumenti di sostegno al reddito nei casi di sospensione delle attività.

L’incontro con la Regione rappresenta un primo passo importante. Occorre però proseguire il confronto coinvolgendo istituzioni, associazioni datoriali, enti bilaterali, ispettorato del lavoro e organismi competenti per arrivare a linee guida condivise e strumenti operativi validi, così da superare misure tardive o adottate sulla scorta dell’emergenza.

L’ordinanza regionale n. 2 del 27 maggio 2026 contro il rischio caldo nei luoghi di lavoro all’aperto, costituisce uno strumento importante, ma non sufficiente. Servono regole chiare, stabili e condivise in grado di garantire tutele effettive e di fare della salute e della sicurezza un criterio irrinunciabile nell’organizzazione del lavoro. Una sfida aperta per il presente e decisiva per il futuro.

I Segretari Generali

Fillea CGIL Umbria – Elisabetta Masciarri

Filca CISL Umbria – Emanuele Petrini

Feneal UIL Umbria – Alessio Panfili


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