La presidente Proietti: "Nove milioni di visitatori entro l'anno". L'assessore Meloni: "Aggiungiamo un sesto senso, quello dell'humour".»
Da una terrazza che guarda dritta dentro le guglie del Duomo, la tranquilla Umbria sceglie di parlare dalla città che corre. È a Palazzo dei Giureconsulti, sede storica della Camera di Commercio di Milano in Piazza Mercanti, che la Regione presenta la “bella” stagione 2026: la campagna promozionale, il calendario eventi, l’insieme degli strumenti con cui intende uscire dai propri confini e accogliere visitatori. In sala ci sono stampa nazionale e internazionale, una nutrita rappresentanza di colleghi umbri, operatori del settore, sindaci, partner istituzionali. È qui che l’assessore al Turismo Simona Meloni pronuncia la frase che, non a caso, diventa il filo della serata: «Tutte le coordinate portano in Umbria».
Aperitivo sopra il Duomo
L’incontro comincia con un aperitivo nella Sala Terrazzo, all’ultimo piano del palazzo, da dove si vede il Duomo come pochi altri possono vederlo: a distanza ravvicinata, frontale, quasi a portata di mano. È in questo scenario che cominciano le presentazioni, coordinate dalla dirigente regionale del Servizio Turismo, Sport e Film Commission, Antonella Tiranti. La presentazione vera e propria durerà poco più di un’ora, ma comincia da subito a costruire un’architettura: dietro a ogni intervento c’è la stessa idea, declinata da voci diverse, e cioè che il turismo umbro sta lavorando su una strategia ben delineata e condivisa. Vediamo come.
Meloni: «Il diritto al silenzio»
Apre Simona Meloni con un richiamo che vale come dichiarazione di intenti. «Siamo a Milano, la porta aperta dell’Italia sul mondo, dove tutto è veloce, tutto corre, tutto è iperconnesso», dice; e proprio per questo annuncia che è il posto giusto per presentare l’Umbria che sceglie di posizionarsi all’estremo opposto della velocità, «rivendicando il diritto al riposo, il diritto al silenzio, il diritto a staccare». È in quel diritto al silenzio, suggerisce, che si nasconde il senso del nuovo claim: «Ci sono luoghi dove è bello fermarsi. Vivere l’Umbria, è vivere davvero». Ci aveva già pensato il regista Terry Gilliam a sottolineanre questo concetto — racconta — qualche sera prima a “Splendida Cornice” Rai3 (min. 4): oltre l’Italia, aveva detto, scelgo l’Umbria. Lui ha scelto Montone «perché ha trovato una terra autentica, a misura d’uomo». Per Meloni, è da quella scelta che bisogna ripartire. E aggiungere ai cinque sensi, usati spesso per sollecitare le esperienze nel Cuore verde, «un sesto senso, quello dell’humour». Ed proprio con quel sesto senso che si va al motivo della serata, la presentazione in anteprima della campagna di comunicazione e in particolare dello spot firmato da due registi umbri di stanza a Milano, Danilo Carlani e Alessio Dogana.
Lo spot in anteprima
Lo spot debutta davanti alla sala, applausi e qualche risata di pancia. Eccolo in versione lunga, nel primo di 4 soggetti che verranno trasmessi a livello nazionale.
Cinque sindaci, cinque aree interne
Subito dopo il debutto, la serata cambia tono e diventa un giro corale. Federico Sisti, direttore della Camera di Commercio dell’Umbria, ribadisce la partnership «a prova di bomba» tra Camera, Regione e operatori, e cede la parola ai primi cittadini delle cinque aree interne riconosciute, un mosaico che — è bene ricordarlo — copre cinquantanove comuni su novantadue, quasi due terzi del territorio regionale.
Apre Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino, con una definizione che diventa il filo di tutto il giro: «L’Umbria è una grande rete». Gli risponde, da Magione, il sindaco Massimo Lagetti: il Trasimeno è quarto lago d’Italia, otto borghi distribuiti lungo una ciclovia che li ricuce, un percorso museale con biglietto unico che li tiene insieme, e una constatazione che vale come promessa: «Chi viene, non va via». Per l’area sud-ovest interviene la sindaca di Orvieto Roberta Tardani – 19 comuni tra cui un borgo di poche centinaia di abitanti che conserva il e il teatro più piccolo del mondo, Monte Castello di Vibio: «Quando si attraversa l’Orvietano, qualcosa cambia». A nome del Tuderte parla il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, che rivendica «otto comuni incredibili». «Venite, ma poi rimanete». Chiude il vicesindaco di Cascia, Marco Emili, in rappresentanza della Valnerina, con il discorso forse più sommesso, ma denso della serata: «Quattordici comuni, ma ogni comune ha quaranta frazioni e ogni frazione la sua identità. Offriamo un turismo esperienziale: prima di tutto si torna a sé stessi».
Due nuovo portali web su bike e cammini
È a questo punto che la cornice del racconto si chiude sugli strumenti, e Antonella Tiranti spiega da tecnica come i discorsi diventino prodotto. I due portali verticali appena lanciati — Bike in Umbria e Cammini in Umbria — permettono di costruire e prenotare un intero viaggio: le tracce GPX, le tappe, i dislivelli, gli alloggi lungo il percorso. Accanto, due appuntamenti “esterni” per promuovere il territorio: il ritorno del Green Road Award in Umbria – evento dedicato al turismo lento su due ruote – che aveva mosso le sue prime pedalate proprio nella terra di San Benedetto percorrendo nella sua prima edizione la Spoleto-Norcia, era il 2015. E il debutto della Regione, come ospite e ospitante insieme, a Identità Golose con sette chef umbri impegnati in altrettanti cooking show nella giornata del 9 giugno. «Me ne hanno concessoi solo sette, ne avrei potuti portare venti» ha detto Bruno Petronilli giornalista enogastronomico e curatore dell’evento.
La carica dei nove milioni
L’ultimo intervento è quello che assegna i numeri. La presidente Stefania Proietti li snocciola come fossero voci di un bilancio. Il 2025, dice, si è chiuso «a un soffio dagli otto milioni di presenze, sfiorati per pochissime unità»; l’obiettivo per il 2026 è nove milioni, grazie anche all’Ottocentenario di San Francesco e per il 2030 «dieci milioni di visitatori». Ad accompagnare l’ambizione c’è anche un dato esterno: il Rapporto OCSE consegnato lo scorso 7 maggio, che, ricorda Proietti, colloca l’Umbria «molto sopra la media europea» quanto a coesione sociale e qualità della vita. Da qui la sintesi della presidente, affidata a quattro parole tutte con la stessa lettera: Cultura, Cammino, Casa, Cuore.
- Cultura: tutti gli eventi da Umbria jazz al Festival di Spoleto, dal Fetival delle Nazioni all’Umbria che spacca, Suoni controvento, Moon in June, le celebrazioni del Patrono d’Italia e la mostra di Giotto alla Galleria Nazionale solo per citarne alcuni eventi;
- Cammino: i tanti trekking tresenti e i nuovi tracciati francescani sostenuti dalle quattro regioni dell’asse — Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche — con il Ministero della Cultura;
- Casa: per le aree interne, dove la scelta di soggiornare può diventare sempre di più scelta di vivere;
- Cuore:, il «Cuore Verde d’Italia» che resta il marchio identitario.
In coda, l’annuncio della prossima tappa: «A fine maggio una missione istituzionale a Washington, su invito di un’importante associazione italo-americana».
Sulle logge di Piazza Mercanti
La serata finisce sopra a Piazza dei Mercanti, sulle logge del palazzo che affacciano sulla piazza medievale di Milano, dove la Regione ha portato un buffet interamente umbro. Norcineria della Valnerina, formaggi del territorio, fagiolina del Trasimeno — il presidio Slow Food che non si trova altrove — e poi torcolo e attorta, i dolci e il vino di “casa Umbria”.
Abbracciata dai mattoni e dai marmi della Milano che corre, l’Umbria dichiara al mondo che “Ci sono posti dove è bello fermarsi” e che “Vivere l’Umbria è vivere davvero.”



















