Carceri, in Umbria calano i detenuti "locali" ma aumentano gli extra regione | Allarme violenza e cellulari - Tuttoggi.info

Carceri, in Umbria calano i detenuti “locali” ma aumentano gli extra regione | Allarme violenza e cellulari

Redazione

Carceri, in Umbria calano i detenuti “locali” ma aumentano gli extra regione | Allarme violenza e cellulari

Mar, 09/12/2025 - 10:24

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L’incontro dei giorni scorsi del Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, con il Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Umbria-Marche, Liberato Gerardo Guerriero, insediatosi di recente alla guida del nuovo Provveditorato con sede a Perugia presso la Casa Circondariale di Capanne, è l’occasione per tracciare un quadro della situazione dei quattro istituti penitenziari umbri. Dai dati raccolti emerge che, dal 2021 ad oggi, c’è stato un calo del numero dei detenuti arrestati nella nostra regione, che sono passati da 648 a 510 attuali. Questa diminuzione però è accompagnata da un aumento dei detenuti presenti nelle quattro carceri, che nel 2021 erano 1334, contro i 1675 al primo dicembre di quest’anno, con un sovraffollamento pari a circa il 25%, visto che la capienza regolamentare è di 1339. Le Case Circondariale di Perugia e Terni detengono il primato del sovraffollamento pari ad oltre il 35%. Mentre nella Casa di Reclusione di Spoleto si registra un sovraffollamento nella sezione destinata ai reclusi della media sicurezza. Da precisare che l’aumento rilevato è dettato da detenuti che vengono trasferiti da altre regioni per motivi di ordine e sicurezza, con inevitabile disagio all’interno delle strutture. Per quanto riguarda la presenza di detenuti stranieri, sono 573 su 1675 totali, pari ad oltre il 34%, con un picco alla Casa Circondariale di Perugia dove ne sono presenti 249 su 490 (oltre il 50%). Le nazionalità più rappresentate sono, in ordine numerico: Marocco, con 109 presenze, seguito da Tunisia 105, Albania 79, Nigeria 58 e Romania 57, pari al 61% degli stranieri presenti. Preoccupante è il dato riguardante la commissione di reati all’interno delle stesse carceri, dove si sono registrate quest’anno 84 aggressioni fisiche al personale di Polizia Penitenziaria e dove gli agenti sono dovuti ricorrere alle cure mediche. Il dato è rimasto costante rispetto all’anno precedente dove erano stati commessi 82 episodi di aggressione. Altri reati di particolare rilievo commessi all’interno delle mura carcerarie riguardano l’introduzione di sostanza stupefacente, con 21 casi accertati e il rinvenimento di coltelli rudimentali, 24 casi accertati.Aumentato anche il numero dei dispositivi telefonici rinvenuti all’interno delle carceri regionali: da 73 cellulari sequestrati nel 2024 a 104 di quest’anno, oltre il 42%. Va ricordato che un monitoraggio condotto alcuni mesi fa dal Procuratore Generale, aveva già evidenziato un incremento significativo del fenomeno dei telefoni cellulari introdotti negli istituti penitenziari umbri, con un aumento progressivo anno dopo anno. La maggior parte degli apparecchi sequestrati è stata ricondotta a detenuti italiani appartenenti al circuito di alta sicurezza, mentre altri apparecchi sono stati rinvenuti in spazi comuni o nelle aree esterne, pronti per essere introdotti. Dal 2020 l’uso indebito di strumenti di comunicazione da parte dei detenuti costituisce reato, e non più solo infrazione disciplinare. Il fenomeno è oggetto di costante attenzione da parte degli uffici requirenti del distretto. L’introduzione di smartphone e microtelefoni rappresenta infatti una minaccia concreta, poiché consente di mantenere contatti illeciti con l’esterno e di proseguire attività criminali. Le tecniche di contrabbando si sono rese sempre più sofisticate, rendendo complessi i controlli. Per questo la polizia penitenziaria ha intensificato le indagini e rafforzato le risorse impiegate, con il supporto di esperti e nuove tecnologie. L’obiettivo è garantire che le carceri restino luoghi di recupero e non di perpetuazione di reati.

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